Roma, Toti dice no allo sponsor canadese

Il presidente della Virtus Roma ha annunciato che non firmerà l'accordo da un milione e mezzo di dollari con ashleymadison.com, che avrebbe consentito di ingaggiare Bargnani

venerdì 21 ottobre 2011

    ROMA, 21 ottobre – Il presidente della Virtus Claudio Toti ha tenuto oggi una conferenza stampa, in cui ha aggiornato lo stato dell'arte del club capitolino. Partendo dal no al sito ashleymadison.com, portale canadese dedicato ad incontri extra-coniugali, il cui contributo di un milione e mezzo di dollari avrebbe finanziato l'arrivo di Andrea Bargnani durante il lockout.

    TOTI – Queste le parole di Toti: «La decisione che è maturata è quella di voler continuare l'attività imprenditoriale e sportiva nel rispetto dei principi che io e il mio gruppo ci siamo sempre imposti e quindi non accetteremo la proposta di Ashley Madison, che peraltro ha trovato grazie ai media una gratuita cassa di risonanza; sponsorizzazione che se da un lato avrebbe potuto sicuramente aiutare molto sotto il profilo tecnico-agonistico, come giustamente fatto rilevare da molti giornali che si occupano di basket, dall'altro avrebbe potuto mettere in discussione i principi etici, come fatto notare da altri quotidiani».

    ETICA - Toti ha fatto anche un'ampia riflessione etica, collegandosi a quanto sentito negli ultimi giorni: «Alla luce di quanto detto ritengo più giusto destinare eventuali ulteriori investimenti anziché allo sport alla "Fondazione Silvano Toti" che da sempre interviene in progetti sociali ed in aiuto dei più bisognosi. E in questo momento ve ne è sicuramente tanto bisogno. Ricordo, solo per memoria, i più recenti interventi fatti dalla Fondazione: la donazione di un appartamento alla poliziotta Filomena De Gennaro, divenuta paraplegica a causa dei proiettili ricevuti dall´ex fidanzato; al restauro del Teatro Patologico sulla Cassia per i ragazzi con handicap mentali; all'intervento che si sta ultimando al Bambin Gesù attraverso ABIO (ludoteca). Dopo tanti milioni investiti nel basket, dove troppo spesso mi sono trovato da solo, credo sia giusto pensare di rivolgere, ora, questa parte della finanza personale e del gruppo al sociale. Con ciò voglio rassicurare anche Monsignor Flavio Capucci che non solo non "tradirò i valori e l'identità dello sport" ma anzi incrementerò, attraverso la Fondazione Silvano Toti, il mio impegno nell´aiuto di chi nella vita è stato meno fortunato di me. Rimane inalterata però la mia passione per il basket e per la Virtus alla quale spero si possa legare nel più breve tempo possibile uno sponsor che abbia alti valori sportivi ed etici per dare risposte immediate ai tanti appassionati. Sapendo che ora molti altri importanti marchi stanno chiedendo sponsorizzazione spero che i media avranno lo stesso comportamento nel futuro».

    D'ANTONI – Il vice presidente Sergio D'Antoni ha aggiunto infine un appello alla città, visto che la Virtus è l'unico club di Serie A senza main sponsor: «Questa situazione deve rappresentare uno stimolo in più, un appello in più alla città. Tutti hanno dimostrato grande amore verso il basket e verso la Virtus ma se vogliamo che un'attività continui e che sia di alto livello c'è bisogno di investire sulla stessa. Sicuramente noi abbiamo una squadra che in campo sta dimostrando capacità, personalità e grande applicazione».

     

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