Milano, Sandro Gamba ricorda Cesare Rubini

A un anno dalla scomparsa dell'icona dell'Olimpia, ecco il pensiero dell'ex ct azzurro

mercoledì 08 febbraio 2012

    MILANO, 8 febbraio – Un anno fa, nella notte tra il 7 e l'8 febbraio 2011, si spense a 87 anni Cesare Rubini, icona dell'Olimpia Milano, visto che in 25 anni in biancorosso vinse 15 scudetti (5 da giocatore e 10 da tecnico), una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni (nel 1966 con Bill Bradley) e due Coppe delle Coppe. Rubini entrò, impresa senza precedenti, nella Hall of Fame di due sport, pallacanestro e pallanuoto. Questo il ricordo del Principe tratteggiato dall'ex ct azzurro Sandro Gamba sul sito dell'Olimpia Milano.

    RICORDO – Ecco il messaggio firmato da Sandro Gamba: «E' già trascorso un anno dalla scomparsa di Cesare Rubini, un uomo che ha rappresentato moltissimo per l'Olimpia Milano e per il sottoscritto. E' già passato un anno, ma il suo ricordo è più che mai vivo in tutti noi. La grandezza di Rubini non può essere circoscritta al mondo della pallacanestro, ma va allargata a tutto lo sport italiano. Personalmente il vuoto che ha lasciato è incolmabile: Cesare Rubini è stato la "causa" di tutto l'evolversi del mio percorso su un campo da pallacanestro. E' stato lui a scoprirmi e ad avvicinarmi all'Olimpia. Con lui sono arrivato alla prima squadra e ho avuto la possibilità di godere della sua fiducia anche a scapito di giocatori importanti e "di nome". Grazie a questo rapporto che si è evoluto nel corso degli anni, quando ho deciso di smettere di giocare, la voce al telefono che il giorno dopo mi chiedeva di fargli da assistente era sempre quella di Rubini. Da lui ho imparato tanto, e non solo aspetti legati alla pallacanestro sul campo. In coppia con il Presidente Bogoncelli, Cesare Rubini è stato il precursore di quella che oggi viene comunemente chiamata organizzazione societaria. L'Olimpia di Bogoncelli e Rubini è stata la prima ad avere dei punti di riferimento in tutta Europa, anche a livello di scouting. Quando poi il mondo della pallacanestro italiana si è aperto all'America, grazie a lui ho avuto la possibilità di studiare ed entrare in contatto con un mondo ai più sconosciuto. E' difficile spiegare in poche parole quanto una persona possa essere decisiva ed importante per la propria vita, specie se questa persona non è più tra noi. Basta una parola per ricordare uomo di sport da 24 carati: sarebbe bello che anche oggi, a un anno dalla sua scomparsa, tutto lo sport italiano dedichi un pensiero a questo suo grande Alfiere».

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