Socrates, il dottore
che non incantò Firenze

«O Magrao», per il corpo lungo da cigno. «Il Dottore», per la laurea in medicina. «Il Tacco di Dio», per l’arte riconosciuta e la dannata insistenza nell’usare quella parte del piede lì, sempre e comunque
ROMA, 19 febbraio - Che tipo, il 57enne Socrates. Il pallore dell’intellettuale, la magrezza consapevole, la barba riccia e rabbiosa a incorniciare il volto emaciato e butterato da Johnny Deep invecchiato male, la voce da fumatore incallito, la bocca sovente tesa in un discreto disprezzo, l’aristrocratica posa nell’incedere, un movimento al ralenty simile a certi cartoon stilizzati, e infine quel presuntuoso sussiego sufficiente per consegnarlo alla storia, già allora da reduce però. Socrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira al secolo Socrates, di passaggio nella Fiorentina della stagione 1984/85. «O Magrao», per il corpo lungo da cigno. «Il Dottore», per la laurea in medicina. «Il Tacco di Dio», per l’arte riconosciuta e la dannata insistenza nell’usare quella parte del piede lì, sempre e comunque. Tanti soprannomi, tanti vizi. E voglia di sacrificarsi? Un po' meno.

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