È morto Bob Lovati
bandiera della Lazio

Il mondo del calcio piange un grande personaggio: è stato portiere di grande livello negli anni '50-'60. Le maggiori presenze (135) le ha collezionate con la maglia biancoceleste. Aveva 84 anni. Nel club capitolino era rimasto poi come allenatore delle giovanili, preparatore dei portieri, tecnico della prima squadra e poi dirigente. Due le sue presenze con la maglia azzurra
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ROMA, 30 marzo - Di certo era un grande intenditore di calcio. Chi lo conosceva bene diceva amasse molto il buon vino e le belle donne. Assieme alla Lazio, naturalmente, la società che lo ha amato e osannato prima in campo poi da osservatore a cui Roberto "Bob" Lovati, morto a Roma a 84 anni, ha dato tutto. Neanche sulla sponda opposta del Tevere riuscivano ad odiarlo: simpatico, sorridente e misurato cancellava anche l'odio stracittadino. Nato a Cusano Milanino (Milano) il 20 luglio 1927, a venti anni, si ritrovò nei dilettanti del US Gerli. Passa un anno e nella stagione 1947/48 arrivò al Pisa con cui, la stagione successiva, esordì in B. Nel 1952/53 passò al Monza, sempre nel campionato cadetto, e per due anni giocò titolare. Nel 1954/55 arrivò il debutto in serie A con la maglia del Torino. Ma Lovati è stato, soprattutto, Lazio. Dal Nord arrivò nelle Capitale nel 1956, sei stagioni a difendere la porta della Lazio. Bravissimo nelle uscite e famoso per il rinvio di pugno nelle situazioni più difficili, Lovati non fece rimpiangere Sentimenti IV. In Nazionale fu di passaggio, soltanto per due partite, esperienza breve e intensa, forse troppo. Durò una settimana. Bene all'esordio, difese la porta e non subì reti contro l'Irlanda del Nord (gli azzurri vinsero 1-0), che poi eliminò l'Italia che non partecipò alla fase finale del Mondiale di Svezia. Ma il 2 maggio 1957, durante la trasferta a Zagabria, Lovati fu battuto per ben sei volte(e i romanisti lo sfottevano e lo chiamavano "Bob a sei").
UNO DEI MIGLIORI PORTIERI - L'Italia perse 6-1 contro la Jugoslavia e per lui si chiusero le porte dell'azzurro anche se è sempre stato considerato uno dei migliori portieri della sua generazione. Continuava, però, ad esserci la Lazio e con la maglia biancoceleste Lovati vinse la Coppa Italia del 1958. Da calciatore appese gli scarpini al chiodo nell'estate del 1961, a 33 anni, ma restò in casa Lazio. Dal giorno dell'addio al calcio giocato, Lovati divenne un punto di riferimento fuori dal campo per la società capitolina. Istruttore dei giovani, osservatore, dirigente, vice-allenatore e allenatore della prima squadra, Lovati prese in mano la Lazio spesso nei momenti più difficili, una sorta di tappabuchi che riusciva sempre a risolvere le situazioni. Ebbe un rapporto speciale con Tommaso Maestrelli: lo aiutò in campo e fuori, come mediatore di quella Lazio che nel '74 vinse lo scudetto, piena di campioni ma anche di personalità forti. Quando Maestrelli si ammalò, Lovati prese le redini della squadra gestendo un periodo terribile. Il suo curriculum da calciatore con la Lazio è di 146 presenze complessive, di cui 135 in campionato e 11 in Coppa Italia. Il bilancio da allenatore è di 105 partite (93 in campionato e 12 in Coppa Italia).
COMUNICATO LAZIO -
«Oggi ci lascia una persona straordinaria, che aveva stretto con la Lazio un legame indissolubile». Questo il comunicato ufficiale con cui la Lazio ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Bob Lovati. «La S.S.Lazio, il suo Presidente Claudio Lotito, i giocatori, i tecnici e tutto lo staff biancoceleste - si legge ancora sul sito del club biancoceleste - si stringono attorno alla famiglia ed esprimono il proprio cordoglio».
IL TECNICO-«L'ho sentito la scorsa settimana, mi ha telefonato confermandomi la sua totale fiducia. Mi è stato sempre vicino». È questo il ricordo più fresco di Bob Lovati nella mente del tecnico della Lazio, Edy Reja. «Era un personaggio straordinario - ha ammesso l'allenatore biancoceleste in un'intervista che andrà in onda su 'Lazio Style Radio' nel corso del programma 'Parla la Lazio' - si può dire che era la memoria storica della Lazio, ma non solo. Io penso che nell'ambiente sportivo lo conoscono tutti per l'aspetto morale e umano». «Lo conoscevo già prima di arrivare alla Lazio - ha aggiunto Reja - Ci trovavamo in giro per l'Europa, lui faceva l'osservatore per la Lazio, io giravo per altre squadre. La sera ci trovavamo spesso a tavola».
L'EX CAPITANO - Alessandro Nesta è "affranto" dopo aver ricevuto la notizia della scomparsa di Roberto 'Bob' Lovati, un personaggio chiave per tanti giovani che, come il difensore del Milan, sono passati negli anni scorsi dal vivaio della Lazio. «Lovati è un monumento per la storia della Lazio, una delle persone che più mi ha aiutato a crescere, e come me tanti altri giovani del vivaio laziale - ha sottolineato Nesta in un messaggio affidato all'ANSA -. Lo ricordo con affetto infinito, facendo le condoglianze alla sua famiglia».
L'ESORDIENTE - «Una persona di grande umanità». Così Mauro Tassotti ricorda lo scomparso Roberto 'Bob' Lovati, un punto di riferimento per l'attuale vice allenatore del Milan quando a fine anni Settanta passava dalle giovanili alla prima squadra della Lazio. «Lo voglio ricordare con grande affetto, come un personaggio dalla grande umanità - ha commentato Tassotti -. È stato l'allenatore che mi ha fatto esordire, oltre che un grande uomo di sport, un punto di riferimento per tutta la famiglia della Lazio».
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ercima Scrive:
31/03/2011 14:03:20Un omaggio a Bob Lovati da un tifoso Partenopeo
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angelo_b73 Scrive:
31/03/2011 11:37:23Grande Bandiera e Grande Campione, nonchè Grande Uomo.Addio RIP
Un romanista. -
rambo.1963 Scrive:
31/03/2011 10:17:03ILmio pensiero sul grande BOB è come uno striscione messo nella mitica CURVA NORD * si scrive BOB LOVATI.....si legge S.S.LAZIO 1900*....CIAO BOB GRANDE AQUILA
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Herby1 Scrive:
31/03/2011 08:46:57Altro grande esempio di lazialità che ci lascia.
Ciao grande aquila, ciao grande Bob!!! -
Gottard Scrive:
31/03/2011 08:43:01Indimenticabile Bob, laziale vero
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iaca1963 Scrive:
31/03/2011 03:00:01Tu che hai alzato la 1^ C.Italia, tu allenatore in quel maledetto Lazio-Torino
1-5 col Maestro all'ospedale o in quel Roma-Lazio 1-2 Nicoli al 90°, o in quel disgraziato 1980 con V. D'Amico ed un manipolo della Primavera salvi con onore sul campo, tu dirigente sempre presente nei momenti belli e brutti , tu sotto la Nord con la targa degli 80 anni con chi ha deciso poi che eri troppo laziale per restare in questa società. Tu Bob Lovati, ovvero la S.S. LAZIO. -
gazza74 Scrive:
30/03/2011 23:17:35CIAO CAMPIONE!
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andalusia Scrive:
30/03/2011 23:12:03Un grande Laziale e sportivo, sempre rispettoso verso gli avversari, mai una parola di troppo. Anche un uomo intelligente che amava le cose belle. Grazie Bob.
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anosoariposo Scrive:
30/03/2011 23:03:15un pezzo della mia lazio non c'e' piu'...dormi bene uomo.
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Simo133 Scrive:
30/03/2011 21:33:24In casi come questi i colori non contano.. Addio Bob!
Un romanista

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