Bufera scommesse: ecco le gare sotto inchiesta

Arrestato Signori, indagato Doni. Falsati i campionati di B e LegaPro. Coinvolte Atalanta e Siena. Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un'indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. Emesse sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove ai domiciliari tra cui l'ex Lazio. In manette anche Micolucci, Sommese e Parlato

ROMA, 1 giugno - Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un'indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. Dall'inchiesta è emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari.

ECCO I NOMI DEGLI ARRESTATI - Sono 6 i calciatori o ex giocatori destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare relativa all'inchiesta sul calcioscommesse. Sette invece quelli indagati - 5 in attività, tutti militanti in squadre di serie B, e due ex giocatori - nei confronti dei quali non è stato disposto l'arresto. Complessivamente sono 44 le persone coinvolte nell'inchiesta: 16 arrestate e 28 indagate a piede libero. Questi i calciatori arrestati: - BEPPE SIGNORI: ex attaccante della Nazionale, di Lazio e Bologna, ai domiciliari - ANTONIO BELLAVISTA: ex capitano del Bari, in carcere - MARCO PAOLONI: portiere della Cremonese e poi del Benevento, in carcere - MAURO BRESSAN: ex calciatore di Milan, Perugia, Como, Bari, Foggia, Cagliari, Fiorentina, Venezia, Chiasso, ai domiciliari - VITTORIO MICOLUCCI: difensore Ascoli, ai domiciliari - VINCENZO SOMMESE: capitano Ascoli, ai domiciliari - GIANLUCA TUCCELLA: portiere Cus Chieti (calcio a 5), ai domiciliari. Tra gli arrestati c'è anche GIORGIO BUFFONE, direttore sportivo del Ravenna, nei confronti del quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

PAOLONI, TANTE PUNTATE E TANTI DEBITI - L'inchiesta sul calcioscommesse ha tra i primi protagonisti Marco Paoloni, portiere ex Cremonese, oggi al Benevento, "vittima della sua accanita propensione alle scommesse sportive" scrive il giudice Salvini nell'ordinanza, spiegando che "tale sua propensione lo ha collocato su un ruolo di primo piano in seno all'organizzazione criminale oggetto d'indagini". Paoloni scommetteva on-line attraverso il suo referente-scommettitore Massimo Erodiani e questo ha "determinato irrimediabilmente una disastrosa situazione economica le cui ripercussioni avevano avuto riflessi sulla situazione familiare di Paoloni". A metà marzo 2011, secondo i calcoli degli inquirenti, Paoloni, che guadagnava alla Cremonese 10mila euro al mese, in poco meno di un anno aveva ricaricato per 148mila euro il suo bookmaker a fronte di un debito per giocate pari a 165mila euro. Che avesse problemi economici dovuti al gioco, lo sapeva sua moglie. E le banche, cui chiede continuamente soldi e fidi. che lo definiscono "cattivo pagatore". Addirittura i suoi creditori, spiegano ad Erodiani, che si potrebbe fare con Paoloni, per recuperare soldi non pagati, quello che era stato fatto con il capitano dell'Ascoli Vincenzo Sommese, oggetto addirittura della 'cessione del quintò dello stipendio. Per debiti di gioco. Ai debiti con Erodiani, Paoloni faceva fronte come poteva, a garanzia gli aveva dato, ad esempio, assegni bancari della moglie, anche uno in bianco, in cui Paoloni falsificò la firma. Un assegno capestro: «Io ho l'assegno in bianco della moglie - dice Erodiani al telefono - mi dà più garanzie questo assegno della moglie che fa la professoressa e comunque ha sempre qualcosa da pignorare». Senza scrupoli, i creditori di Paoloni. Al limite del ricatto: «Lei lo sa (la moglie, ndr) che noi ci abbiamo gli assegni suoi...». È un crescendo quasi parossistico il rapporto tra Paoloni e i suoi creditori. E la moglie in mezzo a far da garante e tirar fuori i soldi. Infatti, Erodiani e Marco Pirani, altro scommettitore, visti i tentativi di rientrare dei propri soldi decidono di contattare direttamente la moglie. In una telefonata di 12 minuti, la moglie spiega di essere a conoscenza della disastrosa situazione, tanto che per far fronte ai debiti è ricorsa ad un mutuo ipotecario di 100mila euro su una casa intestata ai propri genitori del valore di 250mila euro. Ma in questa conversazione viene a sapere che il debito del marito non è di 42mila euro come credeva, e informata da Erodiani, ma che il buco è di 106mila euro, e che il debito iniziale era stato di 133mila euro che lui aveva ricoperto appena. Ecco spiegati i bidoni, al limite del millantato credito delle scommesse sulle partite che lui diceva di poter truccare. «Risulta pertanto consequenziale - dice tranciante il giudice - ricavare il motivo del suo significato apporto alla compagine criminale, in cui in prima persona garantisce risultati finali della propria squadra o anche millantando il ruolo di intermediario, con conoscenze dirette, in incontri calcistici anche di serie A»: come il bidone-patacca di Inter-Lecce.

PROVE INCONFUTABILI - I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l'indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti ed inconfutabili". L'indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito inoltre di individuare la responsabilità dell'organizzazione in un grave evento verificatosi in occasione di un incontro di calcio disputatosi al termine dello scorso anno proprio a Cremona. Quanto avvenuto in occasione di quell'incontro ha permesso ai poliziotti di allargare l'indagine a diversi soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, grazie ai contatti diretti ed indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all'estero.

LE PARTITE NEL MIRINO - Diverse le partite del campionato in corso nel mirino della procura di Cremona che ha condotto l'inchiesta sul calcio scommesse. Secondo quanto è emerso dalla conferenza stampa tenuta in questura ad Ascoli Piceno, si tratterebbe, oltre che di Ascoli-Atalanta (finita 1-1), Livorno-Ascoli (1-1), anche di Inter-Lecce, Atalanta-Piacenza. Padova-Atalanta e Siena-Sassuolo.

NELLE CARTE BRESCIA-BOLOGNA - Anche la discussa partita tra Brescia e Bologna del 2 aprile, finita 3-1 per i lombardi, compare tra le carte dell'inchiesta di Cremona. In un'intercettazione del 25 marzo, Pietro Bassi, «un informatore amico del ds della Nocerina» secondo l'ordinanza, predice a Gianfranco Parlato, uno degli arrestati, quattro risultati rivelatisi esatti: Crociati Noceto-L'Aquila 0-1, Taranto-Nocerina 2-1, Lucchese-Benevento 1-2 e appunto Brescia-Bologna 3-1. «Il Brescia prende tutto capito?», dice Bassi a Parlato che chiede: «Che ha?». «Il Bolo». «Può essere quello può essere». La previsione viene confermata anche tre giorni dopo in una telefonata tra Giampaolo Tagliatti, titolare di un'agenzia di scommesse, e Massimo Erodiani, uno degli arrestati: proprio quest'ultimo tranquillizza TaglIatti, dicendosi certo della vittoria del Brescia. La gara, decisa in avvio da due reti in dieci minuti dei lombardi, fu al centro di numerose polemiche già nei giorni precedenti, provocando la reazione stizzita dell'allenatore rossoblù Malesani.

ECCO TUTTE LE GARE INCRIMINATE - Sono diciotto le gare sotto inchiesta nello scandalo scommesse emerso questa mattina. Si tratta per la maggior parte di partite di Lega Pro Prima Divisione (girone A e B), ma anche di serie B e un incontro di serie A (Inter-Lecce). Come rende noto Agipronews, l’elenco (tra parentesi il risultato finale del match) comprende Cremonese-Spezia del 17 ottobre 2010 (2-2), Monza-Cremonese del 21 novembre 2010 (2-2), Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010 (2-0), Spal-Cremonese del 16 gennaio 2011 (1-1), Benevento-Viareggio del 13 febbraio 2011 (2-2), Livorno-Ascoli del 25 febbraio 2011 (1-1), Verona-Ravenna del 27 febbraio 2011 (4-2), Benevento-Cosenza del 28 febbraio 2011 (3-1), Reggiana-Ravenna del 10 aprile 2011 (3-0), Ascoli-Atalanta del 12 marzo 2011 (1-1), Taranto-Benevento del 13 marzo 2011 (3-1), Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011 (3-0), Inter-Lecce del 20 marzo 2011 (1-0), Alessandria-Ravenna del 20 marzo 2011 (2-1), Benevento-Pisa del 21 marzo 2011 (1-0), Padova-Atalanta del 26 marzo 2011 (1-1), Siena-Sassuolo del 27 marzo 2011 (4-0), Ravenna-Spezia del 27 marzo 2011 (0-1). Oltre a queste partite, sotto la lente degli inquirenti ci sono almeno un’altra quindicina di incontri sospetti.

INDAGINE PARTITA DA DENUNCIA CREMONESE - Nasce dalla partita di calcio di Prima Divisione Cremonese-Paganese disputata il 14 novembre 2010 l'inchiesta chiamata Ultima Scommessa che ha portato in carcere 7 persone e costretto ai domiciliari altre 9 tra cui l'ex giocatore della Nazionale Beppe Signori. Gli indagati sono 28 tra cui calciatori ancora in attività come Cristiano Doni. Durante l'incontro di calcio Paganese-Cremonese, è stato spiegato oggi in conferenza dal procuratore Roberto di Martino, dal questore Antonio Bufano e dal capo della Squadra mobile Sergio Lo Presti, si sentirono male cinque giocatori della Cremonese e un collaboratore. Dalle analisi decise dalla società Cremonese ed eseguite al Policlinico San Matteo di Pavia, si rilevarono nelle urine tracce di Lormetazepam che rientra tra i farmaci contenenti benzodiazepine. Il direttore generale Sandro Turotti della Cremonese portò i risultati delle analisi in questura a Cremona e denunciò l'episodio. Turotti mise la polizia al corrente di voci su totonero proprio in occasione della partita Cremonese-Paganese che avrebbe avuto una quotazione da 1 a 6. Da allora partirono le indagini e vennero disposte intercettazioni telefoniche che rivelarono 'l'accanita propensione del portiere Paoloni - a quel tempo fuori rosa e in prestito al Benevento - a fare scommesse sportive con particolare riguardo agli incontri di calcio e attività che venivano realizzate con la intermediazione di Massimo Erodiani, organizzatore di scommesse insieme con Marco Pirani, medico odontoiatra di Ancona". Erodiani e Pirani erano in collegamento con i gruppi di scommettitori milanesi, bolognesi (con a capo Beppe Signori) e gruppi di stranieri (slavi e zingari). Il portiere della Cremonese e poi del Benevento Paoloni a un certo punto non riiuscì più a controllare i risultati delle partite truccate, fece perdere molto denaro ai gruppi di scommettitori e diventò oggetto di una tentata estorsione. Nelle intercettazioni compaiono frasi con minacce di morte nei suoi confronti.

BEVANDE DROGATE PER I CALCIATORI - Alcuni giocatori, prima o durante la partita Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, avrebbero ingerito un farmaco «appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, utilizzate contro i disturbi di ansia e del sonno». Uno di loro, dopo il match, ebbe anche un malore e perse «il controllo della propria vettura». Lo si legge nell'ordinanza del gip di Cremona, Guido Salvini, a carico di 16 persone per la vicenda delle calcioscommesse. L'inchiesta, come si legge nella misura, è nata proprio «da un evento inusuale avvenuto dopo la partita Cremonese -Paganese». Un responsabile della Cremonese, infatti, denunciò che «durante e dopo la partita ben cinque giocatori», tra cui il capitano della Cremonese Andrea Zanchetta «ed un collaboratore dello staff avevano contemporaneamente accusato seri malesseri ed una situazione di "annebbiamento", tali da pregiudicare sensibilmente il rendimento sul campo». Emergeva, scrive il gip, «già dai primi accertamenti che la sostanza poteva essere stata ingerita dai giocatori solo attraverso l' acqua o il the a loro disposizione negli spogliatoi e durante la partita». E dalle intercettazioni veniva alla luce «il coinvolgimento in tale specifico episodio del portiere della Cremonese Marco Paoloni». Addirittura, si legge ancora, «uno dei giocatori, Gervasoni Carlo, nel rientrare a casa dopo la partita aveva, a Casei Gerola, proprio in ragione di tale stato di malessere, perso il controllo della propria vettura, tamponato quella che lo precedeva ed era uscito di strada provocando fortunatamente solo danni al proprio mezzo e ad altri».

COMBINE DONI-DIFENSORE PIACENZA - Alcune delle persone coinvolte nell'inchiesta sul calcioscommesse «indicavano nel capitano dell'Atalanta Cristiano Doni uno dei calciatori che avevano realizzato la "combine" unitamente al difensore del Piacenza Gervasoni Carlo» per la partita Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso che finì 3-0, risultato che era anche l'«obiettivo dell'organizzazione» che aveva scommesso sul match. Lo scrive il gip di Cremona Guido Salvini che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare. «Giova altresì precisare - scrive il giudice - che il risultato finale dopo i 90 minuti di gioco è risultato essere 3-0 e che anche alcuni giornali sportivi che avevano analizzato l'incontro avevano commentato come quella in argomento potesse essere una partita sospetta visto il risultato e le abnormi puntate registrate». Il gip segnala inoltre la «seconda rete di Cristiano Doni su calcio di rigore assegnato per un fallo di Gervasoni», il difensore del Piacenza. L'incontro di calcio Atalanta-Piacenza, prosegue il gip, «veniva pianificato in Bologna e precisamente in via U.Bassi nr.7, presso lo studio Professionisti Associati». Su quella partita Beppe Signori «ha investito 60.000 euro».

«INDAGATI CON CELLULARI "DEDICATI"» - Nell'ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip di Cremona Guido Salvini ordina 16 arresti per le presunte partite truccate il giudice scrive che «i protagonisti dispongono di telefoni cellulari "dedicati", cioè usati solo per intessere i loro rapporti sui quali vengono dirottate le conversazioni più compromettenti e non è raro che vengano registrati inviti reciproci a spostare il colloquio quando il tenore dello stesso decolla sempre più verso l'illecito». Secondo il giudice, «esistono più gruppi di scommettitori che fanno parte dell'organizzazione, in quanto ne costituiscono un punto di riferimento stabile». «Non si tratta di scommettitori qualunque - annota il giudice -, ma di gruppi omogenei che costituiscono quasi un sodalizio nel sodalizio. È evidente che il braccio operativo dell' organizzazione sa di poter contare su questi scommettitori che anticipano quasi sempre il denaro necessario per pagare i giocatori corrotti».

OMBRA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA - L'attività dell'associazione che ha scommesso su alcune partite di calcio crea «un terreno fertile per l'insinuazione di elementi di una criminalità organizzata ai più alti livelli». Lo scrive il gip Guido Salvini, nell'ordinanza che ha portato agli arresti di 16 persone, tra cui l'ex attaccante Beppe Signori. Nella misura di custodia cautelare, infatti, si segnala «la presenza tra gli investitori e scommettitori di alcuni gruppi dai contorni incerti, quale quello degli "zingari"», a capo del quale c'era Almir Gegic detto "lo zingaro", slovacco arrestato nell'operazione. Inoltre era presente anche un gruppo albanese. Il gip spiega che «sono investiti da questi gruppi per ogni partita "truccata" capitali dell'ordine delle centinaia di migliaia di euro» di cui non è nota la "provenienza", dunque non si possono "escludere fatti di riciclaggio".

SCOMMESSE SU INTER-LECCE - Alcune delle persone coinvolte nell'inchiesta sul calcio scommesse puntarono anche sulla partita Inter-Lecce del 30 marzo scorso, ma gli andò male. Come emerge infatti dall'ordinanza firmata dal gip di Cremona Guido Salvini, Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese attualmente al Benevento, arrestato nell'inchiesta della Procura di Cremona, aveva fatto credere ad altre persone che sarebbe riuscito a contattare alcuni giocatori del Lecce per «combinare» la partita. Tra gli scommettitori nell'ordinanza viene indicato anche Stefano Bettarini. Sulla partita era stato scommesso che l'Inter avrebbe dovuto vincere segnando almeno tre gol, ma il match terminò «con il risultato finale di 1-0».

SIGNORI PARTECIPÓ A SCOMMESSE INTER-LECCE - L'ex attaccante della Lazio e della Nazionale, Beppe Signori, era «elemento centrale del gruppo di scommettitori di Bologna». È quanto emerge dall'ordinanza firmata dal gip di Cremona Guido Salvini che ha portato l'ex bomber agli arresti domiciliari. Nella misura di custodia cautelare si legge che Signori ha partecipato con altre persone «ad una serie di scommesse sulle partite truccate, in particolare, con riferimento alla partita Internazionale-Lecce, di 150 mila euro».

SIGNORI IN QUESTURA A BOLOGNA, ESCE DOPO QUASI 2 ORE -
  Beppe Signori è arrivato alla stazione ferroviaria di Bologna verso le 11 da dove i poliziotti lo hanno portato in auto in Questura.  Dopo quasi due ore Giuseppe Signori è uscito dagli uffici della Questura di Bologna. Giacca scura, camicia bianca e jeans, l'ex attaccante agli arresti domiciliari, verso le 12.50, è stato fatto salire su una Punto blu, accompagnato dagli agenti della polizia. Circa venti minuti prima Signori era già uscito dagli uffici della Squadra Mobile e aveva attraversato piazza Galileo per trasferirsi in Questura, nel palazzo di fronte, al lato opposto della strada. Ad attenderlo fotografi, telecamere e anche un tifoso, con sciarpa del Bologna al collo che gli ha gridato: "Grande Beppe!".

GLI ARRESTATI - Tra gli arrestati vi sono anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati sarebbero complessivamente una trentina. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. C'è anche l'ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, Beppe Signori, tra le persone arrestate dalla Polizia nell'ambito di un'inchiesta sul calcio scommesse. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate. Per Signori sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari.I provvedimenti di arresto riguarderebbero anche alcuni giocatori di serie B e serie C e anche dirigenti di società di Lega Pro.

INDAGATO ANCHE DONI -  C'è anche il capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, tra gli indagati nell'indagine della polizia sul calcio scommesse che ha portato all'arresto di Beppe Signori e altre 15 persone. Lo apprende l'Ansa da fonti qualificate.

DUE ARRESTATI DELL'ASCOLI E UN ALTRO EX - Nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse, la squadra mobile di Ascoli ha arrestato due giocatori dell'Ascoli calcio ed un ex calciatore, attuale collaboratore del Viareggio calcio. In manette sono finiti il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci e il centrocampista Vincenzo Sommese, oltre a Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio. Sommese, ex capitano dell'Ascoli, era stato messo fuori rosa già lo scorso inverno dalla società bianconera. Micolucci ha invece contribuito fino alla fine del campionato, domenica scorsa, alla salvezza conquistata dall'Ascoli. Entrambi sono stati arrestati ad Ascoli; Parlato, a Grottammare. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa presso la Questura di Ascoli alle 11:45.

ALTRO GIOCATORE DELL'ASCOLI - C'è un altro giocatore dell'Ascoli Calcio (oltre agli arrestati Vittorio Micolucci, Vincenzo Sommese e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio), indagato a piede libero nell'inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse. Lo si è appreso nella conferenza stampa tenuta dal capo della mobile Maurilio Grasso ad Ascoli. Indagate, inoltre, altre quattro persone in provincia per aver partecipato alle scommesse. Le partite 'incriminatè sono in particolare Ascoli-Atalanta, finita 1-1, e Livorno-Ascoli, finita pure 1-1, in cui l'Ascoli avrebbe dovuto perdere. Micolucci avrebbe dato la sua disponibilità a influenzare le due partite e cercato di coinvolgere altri due compagni. Il fatto che l'Ascoli non aveva poi perso, aveva messo in crisi l'organizzazione. Sommese, invece, secondo l'accusa, avrebbe avuto il ruolo di organizzatore, intermediario e scommettitore, e attraverso Parlato sarebbe stato in contatto con i vertici dell'organizzazione e con il dentista arrestato ad Ancona, di cui era debitore. Anche Micolucci avrebbe avuto problemi economici. Grasso ha tenuto a precisare che la società Ascoli Calcio è del tutto estranea ai fatti.

ANCHE BRESSAN ARRESTATO - C'è anche l'ex calciatore Mauro Bressan, 40 anni, tra i destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse. L'ordinanza all'ex centrocampista di Fiorentina, Genoa, Venezia, Foggia, Bari, Cagliari e Como è stata notificata oggi nella sua abitazione di Cernobbio dalla squadra mobile comasca. Bressan ha vinto la coppa Italia del 2001 con la Fiorentina e ha poi concluso la sua carriera in Svizzera.

ARRESTATO ANCHE BELLAVISTA - Nell'ambito della maxi inchiesta sul calcio scommesse condotta dalla magistratura di Cremona è stato arrestato nel barese, a Bitonto, l'ex capitano del Bari Antonio Bellavista, di 36 anni che ha giocato nella squadra bianco rossa negli anni tra il 2000 e il 2009. Nella sua abitazione sono stati sequestrati atti e un computer. Bellavista è stato trasferito su ordine del gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nella casa circondariale di Cremona. L'avvocato Massimo Roberto Chiusolo del Foro di Bari che ha assistito Bellavista nel corso dell'esecuzione del provvedimento restrittivo, si è detto certo che il proprio cliente, che si dichiara estraneo ai fatti contestati, potrà chiarire ogni aspetto della vicenda nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si terrà nei prossimi giorni dinanzi al gip del tribunale di Cremona.

ALTRI ARRESTATI -  La Squadra Mobile di Pescara, guidata da Pier Francesco Muriana, ha eseguito due arresti a seguito dell'inchiesta della procura di Cremona. Si tratta di Massimo Erodiani, di Pescara, proprietario di una tabaccheria a San Giovanni Teatino (Chieti) e gestore per interposta persona di due sale scommesse, una a Pescara e l'altra ad Ancona. Con lui in manette anche il portiere del calcio a cinque Cus Chieti Gianluca Tuccella, impegnato anche come allenatore nelle minori del calcio locale.

ALTRI ARRESTATI/2 - Un noto dentista di Ancona e la titolare di un'agenzia di scommesse sono stati arrestati dalla squadra mobile di Ancona, diretta da Giorgio Di Munno, nell'ambito della maxi inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse. Il professionista, molto noto in città, avrebbe agito in concorso con le altre persone indagate facendo puntare e puntando su partite di calcio truccate - di Lega Pro ma anche di serie A - di cui era stato condizionato il risultato. Vorticoso il giro delle scommesse, nell'ordine di centinaia di euro. Per puntare, il dentista si sarebbe appoggiato all'agenzia, la cui titolare, una giovane donna, è ora agli arresti domiciliari. Le indagini, molto articolate, sono andate avanti per quattro mesi. l medico odontoiatra arrestato ad Ancona si chiama Marco Pirani, e ad Ancona è molto conosciuto. Secondo gli investigatori, avrebbe avuto un ruolo preminente all'interno della presunta organizzazione, facendosi parte attiva nel proporre la manipolazione delle partite e corrompendo quanti potevano essere utili allo scopo. Pirani, peraltro, aveva contatti con diversi giocatori e direttori sportivi. Ora il professionista si trova egli uffici della squadra mobile, e presumibilmente dovrebbe essere trasferito a Cremona. La donna finita agli arresti domiciliari, invece, è Francesca Lacivita, una trentenne abruzzese residente ad Ancona, dove, in via Tavernelle, aveva l'agenzia di scommesse presso cui si appoggiava Pirani.

L'INCHIESTA - Per condizionare i risultati degli incontri sarebbero stati dati anche dei calmanti ai calciatori, in modo che giocassero al di sotto delle loro possibilità. È uno degli aspetti che sarebbe emerso, secondo quanto si apprende, nel corso dell'indagine sul calcio scommesse che ha portato all'arresto di 16 tra ex giocatori, calciatori in attività, dirigenti di società e liberi professionisti. L'episodio si sarebbe verificato alla fine del campionato scorso della Lega Pro e coinvolgerebbe la Cremonese. In occasione di una sfida importante, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite a disposizione dei calciatori prima e durante l'incontro un calmante per 'addormentarlì e peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sarebbero sentiti male. Da quell'episodio sarebbe scattata l'indagine che ha portato agli arresti di oggi.

QUOTE IRRESISTIBILI E PUNTATE MILIONARIE: I SEGRETI DEI BOOKMAKER ASIATICI - Puntate online senza limiti su gare singole, anche superiori al milione di euro a colpo, impossibili nel circuito legale italiano. È una delle caratteristiche "vincenti" dei grandi bookmaker asiatici agli occhi dei grandi scommettitori e dei professionisti del gioco: «Si tratta di operatori di enorme capacità finanziaria – spiega ad Agipronews un bookmaker internazionale che preferisce l’anonimato – che raccolgono gioco dall’Europa attraverso le modalità di pagamento più conosciute, dalle banche alle carte di credito, che consentirebbero di tracciare, almeno in teoria, tutte le transazioni compiute da cittadini italiani verso l’Asia. I siti leader del settore sono 188bet e Sbobet, entrambi – tra l’altro – sponsor di squadra inglesi di prima fascia (Bolton e West Ham, ndr), che mettono insieme le super scommesse milionarie che provengono dall’Europa e il denaro raccolto dai “rounders”, i broker porta a porta che girano nei mercati e nelle strade delle più importanti asiatiche, da Singapore a Kuala Lumpur, dove il gioco è spesso vietatissimo dalla legge». Ma perché ci si rivolge a soggetti tanto lontani dal nostro mondo?: «Il motivo – spiega ad Agipronews il bookmaker internazionale - è che le quote, a cui viene aggiunto normalmente il cosiddetto handicap asiatico (lo svantaggio iniziale che pesa sulla squadra favorita, ndr), vengono allibrate al 102 per cento o poco più, contro i 110 del mercato legale italiano: quindi, solo due euro di guadagno su cento incassati. Per il giocatore il vantaggio è notevolissimo, specie su grandi cifre: il margine teorico di guadagno del banco, in Asia, è molto ridotto in percentuale ma enorme in cifre assolute visto il massiccio flusso di gioco». Tante puntate e rischi folli, quindi, in caso di risultati sfavorevoli?: «Apparentemente sì, in realtà no, visto che i bookmaker rivendono online le scommesse accettate ad altri operatori, riassicurando il rischio e limitando quasi totalmente il pericolo di perdite». Esistono delle contromisure al possibile utilizzo di questi bookmaker per le frodi sportive collegate alle scommesse?: «No, se non l’osservazione del mercato: quando la quota su una partita – di Premier League o di Serie A e B italiana – cambia drasticamente, può esserci sotto un giro di scommesse anomale. Basta osservare con attenzione i movimenti e le quote dei principali siti asiatici e delle piattaforme internazionali online in cui i giocatori giocano sia da "banco" che da "punta" per scoprire l’inghippo. Una cosa però va chiarita: le partite truccate danneggiano anche i bookmaker, che pubblicano le loro quote in buona fede sulla base di dati tecnici, statistici e ambientali».

SCOMMESSE ANOMALE, LA "BLACK LIST" DEGLI OPERATORI - Per gli addetti ai lavori sono "flussi inattesi di gioco", comunemente sono chiamate "scommesse anomale". Episodi che nel corso di tutta la stagione hanno tenuto alta l’attenzione dei Monopoli di Stato, leghe calcistiche e bookmaker. Come ricorda Agipronews, già a settembre è partita la prima segnalazione del 2010/2011. Terza giornata di campionato di Lega Pro Prima Divisione: nel girone A, la raccolta su Cremonese-Spal fa registrare un volume insolito sul segno «2». La partita finisce 1-4, e il primo gol della Spal arriva dopo solo 40 secondi di gioco. A dicembre il caso più clamoroso è in Coppa Italia: Bari-Livorno, con i biancorossi in piena lotta salvezza, riceve una valanga di giocate sull'"1", confermata dal 4-1 finale. Pochi giorni dopo i sospetti sono su Como-Spal e Brindisi-Vibonese, rispettivamente in Prima e Seconda Divisione. La Spal è reduce da due pareggi, ma nove giocate su dieci vanno in suo favore e alla fine porta a casa il 3-2. La «X» regna invece sovrana in Brindisi-Vibonese, ripagata dallo 0-0 al fischio finale. Anche per Albinoleffe-Piacenza (in Serie B) a finire sotto esame è il pareggio: la partita finisce 3-3. A fine febbraio Vigor Lamezia-Neapolis, gara di Lega Pro, finisce 1-3. I provider italiani avevano chiuso il gioco a causa delle puntate a senso unico sul «2», anche per importi consistenti ma sempre sotto la soglia massima per non essere identificati. Sarebbe quest'ultimo l'escamotage per sfuggire alla stretta rete di controllo sugli importi di scommessa, che, per la normativa antiriciclaggio, prevede l'individuazione del giocatore anche in agenzia nel caso di puntate superiori a 1000 euro. Il caso più clamoroso, spiega Agipronews, è Atalanta - Piacenza (giocata a marzo, 3-0 il finale): allarme lanciato da operatori di scommesse e Monopoli di Stato. La procura federale della Figc ha poi aperto un fascicolo sulla partita. Il livello di allerta si è mantenuto altissimo anche per Padova-Atalanta (Serie B) e Fondi-Neapolis Mugnano (Lega Pro), entrambe disputate nell'ultimo week-end di marzo. Ancora una volta i concessionari avevano registrato una fortissima concentrazione di giocate sul segno «X» del match di serie B (conclusa sull’1-1) e sul «2» di Fondi-Neapolis Mugnano (terminata 2-3). Eclatante anche il caso di Chievo-Sampdoria (risultato 0-0) del 3 aprile: già nove giorni prima dell'incontro i bookmaker italiani avevano registrato un volume di scommesse anomalo sul pareggio, un dato del tutto inusuale per le abitudini dei giocatori, che preferiscono in genere attendere le ultime ore per piazzare le proprie giocate. Il robusto flusso di scommesse aveva indotto i Monopoli di Stato a inoltrare una segnalazione alla Procura della Federcalcio, che dopo le opportune valutazioni aveva aperto un fascicolo.

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  1. sportytrader Scrive:
    05/08/2011 09:19:10

    tra qualche settimana riparte il campionato. Spero che questa faccenda possa essere solo un brutto ricordo e che si possa scommettere in modo onesto e più equilibrato.

  2. Scrive:
    05/06/2011 12:57:57

  3. spensierato Scrive:
    03/06/2011 22:40:06

    Fermiamo il campionato per un anno così diamo il tempo necessario alla giustizia sportiva per fare un indagine seria e ripulire il marcio che esiste nel calcio. Come tifoso e sportivo sono indignato e mi fa schifo tutta questa faccenda.

  4. geraro Scrive:
    03/06/2011 18:15:08

    Sapete che c'è? che se noi non gli dessimo i soldi per campare questi tutti sti impicci non avrebbero occasione di farli....se invece de prende 1,2 o 3 milioni di euros l'anno prendessero 1200 euro ( e già è più di quanto prendo io a fare il mazzo) probabilmente avrebbero un'altra concezione della vita....

  5. Fersci Scrive:
    03/06/2011 17:31:49

    Ai bianconeri della RUBENTUS: il mercoledì tutti a tifare Napoli!!!!
    p.s. Le partite rubate c'entrano sempre col calcio scommesse (si scrive ARBITRO, non arbistro).

  6. wwwmilan60 Scrive:
    03/06/2011 17:14:32

    non illudetevi cari interisti, è vero che la partita tirata in ballo da erodiani di milan chievo è finita 3 a 1 ma basta guardare la sintesi per rendersi conto che il terzo gol del milan (quello che secondo il millantatore erodiani avrebbe consentito la vittoria) è avvenuto al 48 del secondo tempo.... bastava un minuto in meno di recupero e finiva 2 a 1.... se erano d'accordo il gol lo facevano prima

  7. MarcoNinotti Scrive:
    03/06/2011 16:05:27

    OnestINTER, ti ricordo che il simbolo dell'onestà nerazzurra è rappresentata da un ex presidente che non solo telefonava agli arbitri, li incontrava segretamente, si faceva redigere dossier sulle avversarie..ma non contento, quando chiamava i designatori arbitrali li istruiva su come truccare i sorteggi...ecco, onesti e inter sono un ossimoro.

  8. MarcoNinotti Scrive:
    03/06/2011 16:02:33

    Fresci, mi sa che hai ricordi annebiati dall'odio per la Juve: nell'anno del gol di Cannavaro annullato lo scudetto lo vinse la Lazio....

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