Bufera calcioscommesse, tutte le reazioni LIVE

Il presidente del Coni: «Sono indignato e sgomento». Colantuono: «E' tutto una comica». Lippi: «Ci mancava solo questo» . Albertini: «Il mio mondo non merita questo». Buffon e Matri: «Uno schifo»

ROMA, 1 giugno - Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un'indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. Ecco tutte le reazioni allo scandalo appena scoppiato.

SASSUOLO: «ESTRANEI AI FATTI» - Il Sassuolo Calcio, che ha appena conquistato la permanenza in serie B, ha preso posizione posizione sulla vicenda calcioscommesse dopo che è stato ipotizzato il coinvolgimento del suo giocatore Daniele Quadrini nella presunta 'combine' della partita persa dai neroverdi 4-0 a Siena lo scorso 27 marzo. L'atleta, stando a quanto risulta dalle indagini, avrebbe riferito al portiere del Benevento Paoloni di essersi accordato con i compagni di squadra Bianco e Pomini per l'esito della gara. «Abbiamo appreso, con sorpresa e stupore - si legge sul sito internet del Sassuolo - il contenuto dell'ordinanza del Gip di Cremona, nella quale vengono messi in luce casi di scommesse su partite di calcio che vedrebbero coinvolti alcuni nostri tesserati. Teniamo a sottolineare, fin da ora, la totale estraneità dell'U.S. Sassuolo Calcio ai fatti. La nostra società si ritiene danneggiata e si riserva di tutelarsi legalmente in tutte le sedi opportune, auspicando che venga al più presto accertata l'assenza di qualsivoglia coinvolgimento in tale incresciosa vicenda».

ATALANTA: «EMERGERA' NOSTRA ESTRANEITA'» - In serata l'Atalanta ha rotto il silenzio ed è intervenuta sul caso scommesse che la vede coinvolta con un breve comunicato: «L'Atalanta apprezza le parole di grande pacatezza e responsabilità del presidente Federale Giancarlo Abete e ripone la massima fiducia nelle indagini della Procura ordinaria e di quella sportiva». «L'Atalanta - continua la nota - è certa che da queste indagini emergerà la propria estraneità e quella dei propri tesserati, ai quali ha sempre richiesto il massimo impegno e rispetto dei doveri di lealtà sportiva».

AD PIACENZA: «RINVIAMO I PLAYOFF E PLAYOUT DI B»
- «Chiediamo alla Federazione e alla Lega Calcio di rinviare playoff e playout in serie B. Il momento è talmente grave che manca, non solo a noi, la necessaria serenità». La richiesta arriva da Maurizio Riccardi, amministratore delegato del Piacenza, che dovrà giocarsi, sabato la partita d'andata al Garilli, la salvezza ai play out contro l'Albinoleffe. Lo scandalo scommesse ha coinvolto Carlo Gervasoni: secondo le indagini, il difensore della squadra emiliana (ora indagato) avrebbe aiutato il capitano dell'Atalanta Cristiano Doni a perfezionare il 3-0 a favore dei bergamaschi, punteggio sul quale la 'criccà bolognese ha puntato forte lo scorso 11 marzo. Sabato allo stadio Garilli è in programma l'incontro di andata dello spareggio per non retrocedere, ospite l'Albinoleffe. «Ho pensato subito alle dimissioni - prosegue Riccardi - per lasciare un mondo nel quale mi sono sempre battuto con onestà, in sintonia con un presidente che ha dato tantissimo al Piacenza che, in questa vicenda, è parte lesa. Poi ha prevalso un'altra considerazione: lotterò fino in fondo perchè siano perseguiti coloro che, con il loro comportamento, hanno infangato il nome della società». Riccardi è molto duro con giocatori ed ex giocatori, protagonisti della rinnovata caccia ai soldi facili. Dice: «Sono sempre stati coccolati, vezzeggiati, strapagati. E questi sono i risultati...». Intanto, Gervasoni è ufficialmente influenzato e comunque non avrebbe certo giocato sabato. L'ambiente è in fermento e le forze dell'ordine hanno allontanato dalla zona dello stadio un gruppetto di ultrà.

CORVIA: «ESTRANEO A VICENDA» - L'attaccante del Lecce Daniele Corvia si dice «molto sorpreso che possa essere uscito il mio nome nella odierna vicenda sul calcioscommesse». «La mia estraneità alla vicenda - aggiunge nel sito della società - è documentata in maniera inequivocabile e non ritengo di dover fornire ora ulteriori precisazioni. Ho conosciuto Marco Paoloni quando abbiamo giocato nel settore giovanile della Roma e poi a Terni: con lui non ho avuto più contatti da oltre due anni».

CAMPANA: «UN COLPO AL CUORE» - «È stato come subire un colpo al cuore. Come Aic nelle nostre circolari abbiamo sempre raccomandato ai calciatori di stare fuori dal mondo delle scommesse sportive. Trattasi comunque di un brutto colpo che viene il giorno dopo le richieste dei pm per Calciopoli». Così l'ex presidente dell'Aic ed attuale presidente onorario dell'Assocalciatori, Sergio Campana, intervenuto a Radio Marte, commenta i nuovi casi di calcioscommese. «I giocatori coinvolti? Non posso mai giustificare - ha detto Campana a Radio Marte - una cosa del genere. Indubbiamente avevamo qualche notizia che nelle serie inferiori, dove il calciatore che non percepisce lo stipendio da 6-7 mesi, può essere tentato maggiormente. Ma non è affatto giustificabile».

PETRUCCI: «INFANGATO L'INTERO SISTEMA» - «Sono sgomento ed indignato per quanto sto apprendendo ora dopo ora». In una dichiarazione all'ANSA il presidente del Coni Gianni Petrucci manifesta il suo stato d'animo per l'ennesima bufera che investe il mondo del calcio. «Innanzitutto - dice il capo dello sport italiano - desidero rivolgere i miei complimenti alle Forze dell'Ordine e alla Procura di Cremona per come hanno condotto l'indagine. Il mondo calcio non può essere offeso e umiliato da soggetti di dubbia moralità che con i loro comportamenti scellerati infangano l'immagine di un intero sistema».

COLANTUONO: «TUTTO UNA COMICA» - «È tutta una comica. Andatevi a rivedere le partite in questione e ve ne accorgerete da soli». Stefano Colantuono, intervistato telefonicamente da Tuttomercatoweb, liquida così l'inchiesta sulle scommesse nel calcio che chiama in causa alcune partite dell'Atalanta e che vede tra gli indagati Cristiano Doni. «Le telefonate in questione non dicono nulla e lo dimostrano i risultati delle partite - spiega l'allenatore che ha condotto i nerazzurri alla vittoria della serie B - Mettere in discussione il campionato nostro e del Siena è assolutamente una comica, non ci sono altre parole. La nostra promozione, così come quella del Siena, è meritata e legittima, e non può essere messa in discussione da queste voci senza fondamento. Invito tutti a rivedere quelle partite per rendersene conto». Colantuono difende in modo deciso Cristiano Doni: «Ancora più assurdo è il coinvolgimento di Doni nella vicenda. Cristiano non farebbe mai il male dell'Atalanta. Ripeto: è tutta una comica, una comica e basta».

GALLIANI: «COSE CHE FANNO MALE» - «Speriamo che questa vicenda non incrini i sogni dei tifosi del calcio, oggi ho avuto molti impegni e non sono riuscito a sentire tutti i dettagli, ma certamente sono cose che fanno male». Il vice presidente vicario del Milan Adriano Galliani, a Parma per partecipare alla lezione finale del master in organizzazione dello sport, promosso dall'Università parmigiana, ha commentato così l'inchiesta sul calcio scommesse. Galliani non è voluto entrare troppo nel merito, perchè, ha detto «è meglio commentare quando si conosceranno tutti i dettagli. Mi auguro che la vicenda si ridimensioni perchè rischiamo davvero di fare male a questo sport».

RIVERA: «MINORANZA CHE FA MALE» - Secondo Gianni Rivera nel calcio chi corrompe è fortunatamente una minoranza «che però fa dei danni incredibili a tutto l'ambiente nel quale opera». Così l'ex bandiera del Milan e della Nazionale - intervistato dall'emittente "Telenuovo" a Verona, a margine di un convegno - si è espresso sul nuovo scandalo che sta colpendo il calcio italiano. «Purtroppo prima che nascesse l'uomo - ha osservato Rivera - la corruzione non c'era. La corruzione è opera dell'uomo. Bisogna convivere con questi comportamenti. Per fortuna sono molti meno quelli che corrompono rispetto alla maggioranza delle persone che vive seriamente e correttamente». Rivera ha quindi lanciato un messaggio ai giovani che ogni giorno popolano i campi di calcio in tutta Italia: «Rispettare se stessi, gli avversari, le regole. Bastano queste piccole cose, che sembrano scontate, ma qualche volta non lo sono. Rispettando un modo corretto di vita si finisce per migliorare tutto l'ambiente». «Non bisogna neanche dirle queste cose - ha concluso - perchè le persone che si comportano correttamente lo sanno già sa sole».

TOMMASI: «UNA BRUTTA PAGINA» - «È un dispiacere per tutti, un'altra brutta pagina che tocca girare al nostro calcio; speriamo lo faccia in fretta per ripartire con una marcia in più», dice da Coverciano il presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi. «Aspettiamo di capire, e rispettiamo il lavoro della magistratura - dice dell'inchiesta su calcio e scommesse - Come in tutte le categorie, l'errore di alcuni rischia di colpire tutti, e noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità. I calciatori vanno in prima pagina, ma sono solo un anello, forse l'ultimo». L'allarme, dice Tommasi, era stato lanciato ai suoi iscritti già da alcuni mesi: «Ci sono giocatori che per ingenuità o leggerezza si avvicinano al mondo delle scommesse. E poi entrano in un giro molto più grande di loro, che non si gestisce piu», dice l'ex centrocampista di Roma e nazionale, facendo eco alle parole del gip Salvini nell'ordinanza che ha portato all'arresto di Signori e altre 15 persone. «La criminalità organizzata entra più facilmente nel calcio di seconda fascia, perchè lì i riflettori sono meno potenti - aggiunge - Ma è chiaro che se il calcio non è più solo 90' di sport, ma scommesse, soldi, interessi economici, c'è il rischio di comportamenti non leciti. E in questo caso in primo piano ci sono i calciatori, ma l'organizzazione va molto oltre il rettangolo di gioco». «Calmanti ai giocatori della Cremonese? Non è la prima volta», la convinzione di Tommasi. Che poi spiega meglio. «Negli anni '70 e '80 uscirono casi del genere. Non so se ora è inusitato, ma la cosa sorprendente è che tutta l'inchiesta sia partita da lì».

ABETE: «FIGC PARTE CIVILE» - «Se ci saranno i presupposti, la Federcalcio si costituirà parte civile per proteggere la regolarità dei campionati e chiedere i danni». Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, da Zurigo dove ha preso parte al congresso Fifa che rielegge Blatter alla presidenza, ha illustrato così la posizione federale di fronte al nuovo scandalo delle scommesse che ha investito il calcio professionistico. «Aspetto di avere presto un quadro più preciso - ha sottolineato Abete -. Mi pare di capire che l'indagine riguardi tante partite e che non siano coinvolti dirigenti, ma soltanto ex giocatori e tesserati. Alcuni arrestati, altri indagati, e questa è già una differenza importante. È bene ricordare che la giustizia sportiva non può usare intercettazioni o controlli bancari, i mezzi necessari per svolgere le indagini. Ma dopo le investigazioni delle forze di polizia, che intanto ringrazio, dovremo provvedere per garantire la partenza dei prossimi campionati».

LIPPI: «NON AVEVAMO BISOGNO DI QUESTO» - «Non so bene i fatti, aspetto di conoscerli e approfondirli. Ma se devo dire una cosa è questa: il calcio italiano aveva bisogno di tutto, ma non certo proprio di questo...». Così Marcello Lippi, raggiunto telefonicamente dall'AGI in Spagna, a proposito dello scandalo sul calcioscommesse.

ALBERTINI: «IL MIO MONDO NON MERITA QUESTO» - «Ci ritroviamo in una situazione di cui il nostro calcio non aveva bisogno in questo momento». C'è tanta amarezza in Demetrio Albertini, ex regista del Milan e della nazionale, ora vicepresidente della Federcalcio eletto in rappresentanza dell'Assocalciatori. «Siamo ancora nella fase investigativa - aggiunge Albertini parlando dell'inchiesta sul calcioscommesse in corso - Aspettiamo tutti per dare giudizi, nel rispetto delle indagini, sia quelle della magistratura sia quella giustizia sportiva. Credo sia necessario andare fino a in fondo». «Attenti a non fare una valutazione sul sistema, non sarebbe giusto: aspettiamo i risultati sui singoli fatti: il mio calcio, il nostro calcio non è questo», aggiunge Albertini, per il quale «è difficile in questo momento sognare, per uno che ha sempre creduto nei valori di questo sport e dopo una carriera da giocatore ha scelto di provare a cambiare le cose da dirigente. Il mio mondo non merita questo».

PRANDELLI: «CI MANCAVA ANCHE QUESTA» - «Ci mancava questa...». Cesare Prandelli allarga le braccia, e rinvia a domani qualche considerazione più approfondità sullo tsunami che sta travolgendo il calcio italiano.

RIVA: «MI SPIACE PER SIGNORI, MI PIANGE IL CUORE» - «Mi spiace per Beppe, anzi mi piange il cuore - la reazione a caldo di Gigi Riva, che era già nel gruppo della nazionale come dirigente ai mondiali di Usa '94, l'unico disputato dall'ex bomber laziale - Ma ora aspettiamo di capire meglio, siamo solo alle prime fasi dell'inchiesta».

IL GIP: «IMPRESSIONANTI MANIPOLAZIONI» - Il gip Guido Salvini, nell'ordinanza di custodia cautelare riguardante le partite truccate, spiega che «la frequenza delle manipolazioni è impressionante» e si giunge «a situazioni in cui sono gestite contemporaneamente fino a 5 partite di calcio da manipolare». Dalle intercettazioni, inoltre, emerge «l'esistenza di una sorta di tariffario di massima per la compera delle partite».

SERIE B PARTE LESA - In merito all'indagine della Squadra Mobile di Cremona che ha portato alle ordinanze di custodia cautelare di alcuni giocatori ed ex giocatori, il Presidente della Lega Serie B Andrea Abodi ha dichiarato di «aver appreso con tristezza e preoccupazione le notizie relative all'inchiesta, sentimenti ai quali si deve obbligatoriamente associare la cautela in attesa di conoscere i fatti che la giustificano». «Il primo pensiero va ai Tifosi e alla loro incondizionata passione, ma anche alle Società e alle proprietà che la Lega rappresenta, che tanto investono in questo mondo per garantire alle squadre e alle relative città la massima ribalta sportiva e che in queste ore, se i fatti venissero confermati, rischiano di subire danni, non solo di immagine, che non meritano». «Ma i fatti ipotizzati non vanno inquadrati necessariamente solo in ottica negativa, visto che - prosegue Abodi - qualunque avvenimento o azione che permetta di garantire al sistema calcio un grado più elevato di tutele, certezze e presidio delle regole non può che costituire una opportunità della quale avremmo fatto volentieri a meno, ma che a questo punto rafforza l'impegno comune per la difesa dell'Etica e della lealtà sportiva, per la tutela della credibilità e della regolarità delle partite, del campionato e dell'organizzazione sportiva. In tal senso mi sento di ringraziare la magistratura per il lavoro svolto, in attesa, poi, di conferme e accertamento dei fatti». «Sono certo che la giustizia, anche sportiva, farà velocemente il suo corso e sarà in grado di chiarire quanto prima ruoli e responsabilità. In tal senso, proprio perché ci sentiamo colpiti e vittime di quanto ipotizzato, anticipo fin d'ora che la Lega Serie B si costituirà parte lesa nei procedimenti in oggetto per difendere onorabilita' e interessi della Lega stessa e delle società associate».

RISPOSTA PERINETTI - Anche il Siena coinvolto nello scandalo scommesse? Il direttore sportivo dei bianconeri Giorgio Perinetti, intervenuto ai microfoni di Antennaradioesse, ha dichiarato: «Anche per i fatti di Calciopoli ci fu un frequente accostamento del Siena, poi però è stato dimostrato che non eravamo colpevoli di nulla. Cerchiamo di rimanere calmi, siamo una società che fa le cose per bene, mi sembra difficile che possiamo essere coinvolti in una cosa del genere». Nell'ordinanza emessa dal Tribunale di Cremona si parla di sospetti relativi al regolare svolgimento di Siena-Sassuolo del 27 marzo scorso: «Abbiamo vinto quella partita per 4-0 contro una squadra rimaneggiata da infortuni e squalifiche - ha aggiunto Perinetti - se, come si evince dalle prime notizie, tesserati del Sassuolo sulla loro pelle hanno fatto qualcosa che non dovevano fare sono problemi loro e del Sassuolo. Non vedo cosa c'entri il Siena. Se poi dovessero venire fuori cose diverse si può pensare a come affrontarle. Ma sono certo che si evincerà che da parte nostra tutto si è svolto sempre nella maniera più regolare possibile. Al momento mi sembra che si debbano preoccupare altri, non il Siena».

ATTESO COMUNICATO ATALANTA - L'Atalanta non ha ancora commentato la vicenda legata al presunto caso di calcio scommesse che vede il capitano Cristiano Doni tra gli indagati. Un comunicato stampa con la presa di posizione ufficiale della società è comunque atteso per le prossime ore.

MEDICO NAZIONALE -  «È una situazione quasi paranoica, mentalmente direi quasi irrealizzabile: da vero kafkiano». Enrico Castellacci, medico della Nazionale, non nasconde lo choc dell'ambiente azzurro per le notizie sull'operazione antiscommesse che ha portato all'arresto di 16 persone, tra cui Beppe Signori, calciatori e dirigenti. Dal suo punto di vista, però, particolarmente impressionante è la notizia sull'uso di calmanti per limitare le prestazioni sportive dei giocatori della Cremonese. «È una situazione kafkiana - ha aggiunto Castellacci - non posso dire quanto sia pericolosa una pratica del genere, bisogna vedere se e in quale misura queste sostanze sono state somministrate. In ogni caso, stamattina ci siamo svegliati con questa notizia, che sicuramente lascia scioccati».

LEGA PRO PARTE CIVILE - La Lega Pro si costituisce parte civile alla luce «delle notizie di agenzia di stampa pervenute su presunte irregolarità in alcune partite» del campionato. «Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli - si legge in una nota - ha dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile nei confronti di tutti i responsabili per il danno di immagine subito e a tutela della regolarità dei campionati».

BENEVENTO: NOI ESTRANEI - «La società Benevento Calcio Spa in persona del Suo Presidente p.t. avv. Oreste Vigorito apprende con forte sconcerto la notizia dell’arresto del calciatore Marco Paoloni, legata ad un presunto giro di calcio scommesse. Tiene a ribadire la totale estraneità alla vicenda così come diffusa dagli organi di stampa e dai siti internet, dalla quale prende le dovute distanze restando in attesa degli esiti delle indagini e confidando nel lavoro della magistratura che farà certamente luce sull’accaduto. In questo momento di comprensibile sconforto e rammarico della tifoseria giallorossa, la società Benevento Calcio Spa, si sente in dovere di rassicurare tutti e di ribadire che non vi è alcun coinvolgimento del Benevento Calcio Spa né con la giustizia ordinaria, né con quella sportiva, essendo, semmai, parte lesa, come tra l’altro, evidenziato in conferenza stampa dagli organi inquirenti».

COMUNICATO VIAREGGIO - In un comunicato diffuso poi dal Viareggio si afferma che «Parlato, incluso nell'elenco degli accusati, è stato impropriamente accostato alla società bianconera presso la quale non riveste nessun incarico nè tanto meno è mai stato tesserato. L'Fc Esperia Viareggio, in relazione a quanto sopra, diffida chiunque ad associare il nome di Gianfranco Parlato a questa società».

REAZIONE ASCOLI -  «In ordine ai gravi fatti che hanno portato agli arresti dei calciatori Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese, l'Ascoli Calcio 1898 spa comunica di restare in attesa di conoscere le vicende specifiche e gli esiti delle indagini al fine di assumere tutte le conseguenti iniziative». È quanto si legge nel sito ufficiale dell'Ascoli calcio. La società preferisce allo stato non commentare ancora la notizia degli arresti dei due tesserati Micolucci e Sommese. Una linea sposata anche dall'allenatore Fabrizio Castori. «È successo tutto da poco tempo e in questa fase sarebbe inopportuno fare qualsiasi commento su questa notizia. Preferisco non commentarla, nell'attesa di capire meglio la situazione», ha detto all'ANSA.

ASCOLI PARTE LESA -  «L'Ascoli calcio non rischia nulla, semmai è parte lesa». È quanto dice all'ANSA l'avv. Enzo Proietti, legale della società bianconera nella quale sono tesserati tre dei giocatori coinvolti nell'inchiesta sul calcio scommesse: oltre a Sommese e Micolucci (agli arresti domiciliari) anche Alex Pederzoli, indagato a piede libero. «Non conosco ancora bene quanto accaduto, se non dalle notizie propalate dalla stampa, e quindi è bene commentare con cautela - aggiunge Proietti -. La verità va acclarata ancora. Certo è che se le accuse fossero vere, il fatto sarebbe gravissimo e gli interessati dovranno eventualmente assumersi la responsabilità, che non riguarda in alcun modo la società che li ha tesserati». I tifosi sono in agitazione e temono sanzioni contro la squadra bianconera, salvatasi nell'ultimo campionato di B all'ultima giornata: «Possono stare tranquilli - ribatte l'avv. Proietti -, non esiste l'omesso controllo di cui sento parlare perché significherebbe stare nella testa dei giocatori. Come non ci sono gli estremi per parlare di responsabilità oggettiva dell'Ascoli calcio; è come se la società fosse, per assurdo, responsabile se un tesserato ruba qualcosa negli spogliatoi. Siamo in presenza di reati, eventuali, riferiti solo ed esclusivamente a chi li avrebbe commessi, tutto peraltro da verificare. Nel quale caso, ripeto, l'Ascoli è estranea sia in sede penale, sia in sede federale. Anzi - conclude l'avv. Proietti - è solo danneggiata e quindi parte lesa».

LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE -  «Le indagini hanno condotto alla scoperta di un contesto molto ampio, le gare sotto indagine riguardano incontri di Serie B e prevalentemente di Lega Pro». È quanto dichiara ad Agipronews Sergio Lo Presti, dirigente della squadra mobile di Cremona, che ha condotto le indagini sulla maxi operazione di Polizia sul calcio-scommesse. Lo Presti conferma come tutto sia partito da una gara della Cremonese, al termine della scorsa stagione di Lega Pro, in cui sarebbero stati somministrati ai giocatori dei calmanti nelle bevande per alterarne le prestazioni sportive.

REAZIONE BUFFON: «NON CI VOLEVA» - Shock, stupore e tanta voglia di capire. La notizia dell'arresto di Beppe Signori e altre 15 persone, tra cui giocatori e dirigenti delle serie minori, è arrivata stamattina nel ritiro della Nazionale come un vero e proprio fulmine. Alcuni tra magazzinieri e rappresentanti dello storico staff chiedevano informazioni sulla situazione dell'ex attaccante della Lazio e della Nazionale, e in generale oltre allo stupore c'era molta cautela. «Decisamente non ci voleva, in questo momento - ha detto Gigi Buffon, capitano della Nazionale - ora però aspettiamo. Finchè non si sa qualcosa di più definitivo, non è il caso di dare giudizi».

PIRLO E MATRI: CHE SCHIFO -  «Uno schifo». Lo sussurra piano, Andrea Pirlo, regista della Juventus e della nazionale a chi gli chiede dell'inchiesta su partite pilotate e scommesse nel calcio italiano che ha portato agli arresti 16 persone tra cui Beppe Signori. «Non so molto, ci stiamo informando - ha aggiunto l'attaccante Matri - ma se davvero davano dei calmanti ai giocatori per far calare le prestazioni, questo è uno schifo, davvero uno schifo».

CHIELLINI SU PROMOZIONI - Alcuni giocatori, prima o durante la partita Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, avrebbero ingerito un farmaco «appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, utilizzate contro i disturbi di ansia e del sonno». Uno di loro, dopo il match, ebbe anche un malore e perse «il controllo della propria vettura». Lo si legge nell'ordinanza del gip di Cremona, Guido Salvini, a carico di 16 persone per la vicenda delle calcioscommesse. L'inchiesta, come si legge nella misura, è nata proprio «da un evento inusuale avvenuto dopo la partita Cremonese-Paganese». Un responsabile della Cremonese, infatti, denunciò che «durante e dopo la partita ben cinque giocatori», tra cui il capitano della Cremonese Andrea Zanchetta «ed un collaboratore dello staff avevano contemporaneamente accusato seri malesseri ed una situazione di "annebbiamento", tali da pregiudicare sensibilmente il rendimento sul campo». Emergeva, scrive il gip, «già dai primi accertamenti che la sostanza poteva essere stata ingerita dai giocatori solo attraverso l' acqua o il the a loro disposizione negli spogliatoi e durante la partita». E dalle intercettazioni veniva alla luce «il coinvolgimento in tale specifico episodio del portiere della Cremonese Marco Paoloni». Addirittura, si legge ancora, «uno dei giocatori, Gervasoni Carlo, nel rientrare a casa dopo la partita aveva, a Casei Gerola, proprio in ragione di tale stato di malessere, perso il controllo della propria vettura, tamponato quella che lo precedeva ed era uscito di strada provocando fortunatamente solo danni al proprio mezzo e ad altri».

DAMIANO TOMMASI: BRUTTA PAGINA - Il calcio italiano vive oggi "una delle brutte pagine che ogni tanto gli tocca girare. Speriamo di farlo in fretta, e di ripartire con una marcia in più". Lo ha detto, dal ritiro azzurro di Coverciano, Damiano Tommasi, neopresidente dell'Assocalciatori. "Siamo in attesa di capire meglio la situazione - ha aggiunto il numero uno del sindacato dei giocatori - le notizie che finora arrivano dalla Procura parlano da sole, quando interviene la magistratura è sempre bene pesare le parole ed essere rispettosi". "Sono i calciatori ad andare in prima pagina, ma credo che emerga che c'è qualcosa di di più grande. A loro dico di stare attenti, perchè quando si entra in certi giri è questione più grande di loro, e non si governa più", ha aggiunto il presidente dell'Aic. Infine una riflessione sulla notizia di calmanti somministrati ai giocatori della Cremonese per far calare le prestazioni. "Non è la prima volta che lo sento - ha detto Tommasi - negli anni 70'-80' si parlava di qualcosa del genere. Certo è inusitato e curioso. Il fatto poi che sia questa la situazione ad aver dato il la alle indagini, a quanto pare, è ancora più sorprendente".

ULIVIERI: GRANDE DISPIACERE - "Non conosco ancora a fondo l'intera vicenda ma certo provo grande dispiacere, conosco Signori, mi auguro che lui e tutti quelli coinvolti possano dimostrare la propria innocenza". Così il presidente dell'Associazione allenatori italiani, Renzo Ulivieri, ha commentato lo scandalo scommesse che sta travolgendo una parte del mondo del pallone in Italia. "Si dice che sia coinvolto anche il Siena? Vediamo, non voglio prendere posizioni in maniera imprudente - ha continuato Ulivieri - se c'era sentore di tutto questo? L'agenzia di scommesse ci segnalava certe partite, ma poi su 10 otto volte i risultati non si realizzavano. E questo ci faceva restare sereni, non ci creava allarmi. È ovvio che adesso tutta questa situazione immette una luce diversa. Ripeto, una certa allerta c'era, ma da qui ad avere simili sospetti ce ne corre". Qualcuno gli rievoca lo scandalo del calcio scommesse di 31 anni fa: "io credo che rispetto ad allora il problema si sia dilatato - ha continuato Ulivieri - anche perchè adesso il discorso riguarda pure i campionati stranieri". Infine, sul fatto che alcuni giocatori sarebbero stati perfino narcotizzati prima di un match: "arrivare a questo è triste, molto triste. Lo è quando si fa una cosa simile sugli animali, sui cavalli, è un fatto molto grave. Ma certo fatto sulle persone è un reato reato".

FELICE PULICI: ESTEREFATTO-  «Sono esterefatto, spero che Beppe Signori dimostri la sua innocenza». Queste le parole di Felice Pulici intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà in occasione della IV edizione di “Emozione Olimpico”. «Conoscendo la persona mi stupisce che sia coinvolto in una situazione cosi particolare. Mi auguro che lui possa dimostrare la sua estraneità. Mi dispiace molto, perché comunque è una figura che quì a Roma e in ambito nazionale molto apprezzata per quello che ha fatto, ma anche per il modo di essere - ha concluso l’ex portiere della Lazio -. È un controllo che la Guardia di Finanza faceva da sei mesi a questa parte, evidentemente qualcosa di non legale è stato commesso».

REAZIONE SPEZIA CALCIO -  «Lo Spezia Calcio non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte dell'autorità giudiziaria. La società e i giocatori non risultano essere indagati e tutto ciò che sappiamo lo apprendiamo in queste ore dai media». Lo ha detto l'amministratore delegato dello Spezia calcio Beppe Spalenza commentando l'operazione "Last Bet" portata avanti dalla Squadra Mobile di Cremona su un giro di scommesse legate ai campionati di B e Lega Pro. Nel mirino della procura anche due partite giocate dallo Spezia: la prima risale al 18 ottobre ed è stata giocata allo "Zini" di Cremona, finita 2-2 dopo che la Cremonese era stata a lungo in vantaggio per 2-0. L'altra partita è invece Ravenna-Spezia del 27 marzo scorso che si è conclusa con la vittoria degli aquilotti guidati da mister D'Adderio per 1-0, con rete di Herzan. «La società è tranquillissima - ha detto Spalenza -, se poi emergerà qualche legame dell'indagine con i nostri tesserati, la società risponderà col massimo rigore. Ma ripeto, sono molto tranquillo».

ALEMANNO: NON DOVREBBE MAI SUCCEDERE - Le scommesse fraudolente, che questa mattina hanno portato agli arresti di alcuni calciatori tra i quali Beppe Signori, «sono tra le cose che sporcano e rattristano lo sport e non dovrebbero accadere». Lo dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della manifestazione "Emozione Olimpico", che questa mattina vede coinvolti nello stadio della capitale 5.000 studenti. «Cerchiamo di fare in modo - è l'appello del sindaco - che lo sport venga messo al riparo da tutto questo, perché la cosa grave non sono soltanto i reati, ma la grande delusione che generano in tutti coloro che ci credono veramente».

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  1. danyboy Scrive:
    01/06/2011 22:23:49

    hhahahahaa...il 2 bbilanisti(galliani e albertini)..uno dice il mio mondo non merita questo(albertini)«Speriamo che questa vicenda non incrini i sogni dei tifosi del calcio, oggi ho avuto molti impegni e non sono riuscito a sentire tutti i dettagli, ma certamente sono cose che fanno male». (galliani).avete la memoria curta bbilanisti?hahahahaaa

  2. magicozanetti Scrive:
    01/06/2011 19:05:16

    è dal 1980 che ci trasciniamo questo fardello!...siamo nel 2011 e nulla è stato sanata,.....o sentenze esemplari o niente cambierà per il futuro, intanto la ns immagine all'estero, fra calcio scommesse del 1980, stadi costruiti nel 1990 e abbattuti 15 anni dopo, utilizzo di farmaci proibiti, calciopoli 2006 e bung@ bung@ vari è ai minimi storici

  3. miticomirko Scrive:
    01/06/2011 18:55:50

    Ora tutti faranno a gara per salire sul carro dei PUBBLICI CENSORI ed ottenere visibilità, schierandosi contro questo o quello, ma se prima di provarci si facessero un esame di coscienza, forse su quel carro ne resterebbero molto pochi! L' Italia è questa, la democrazia è stata sostituita dalla TV, l' onestà è diventata un optional trascurabile, quando si parla di danaro, e chi rispetta le leggi fa la figura del fesso, tanto basta avere amici potenti e un buon avvocato per farla franca, SEMPRE!

  4. Scrive:
    01/06/2011 18:54:14

  5. nero23 Scrive:
    01/06/2011 18:53:26

    è scandaloso udire cose del genere, anche lo sport è marcio....cosa ci resta di sano in Italia. Bisogna punire severamente gente che ha commesso cose del genere, solo cosi sarà possibile ridare fiducia al GIOCO del calcio...dico RIDARE perchè molti lo hanno gia fatto dopo calciopoli, ma forse adesso è troppo.

  6. miticomirko Scrive:
    01/06/2011 18:50:19

    Chi dovrebbe tacere, per pudore, e non entrare nel merito di episodi come questo, sono i politici! Non c'è alcuna differenza tra chi compra le prestazioni dei calciatori truccando partite e risultati per vincere scommettendo, e chi compra parlamentari voti e consensi per vincere le elezioni o avere la maggioranza su qualche ddl o provvedimento ad hoc per interessi PRIVATISSIMI di qualche politico intoccabile. Solo i TIFOSI che PAGANO possono permettersi di criticare, gli altri...SILENZIO!

  7. asrval Scrive:
    01/06/2011 18:11:12

    io mi stupisco che c'è ankora gente che si stupisce questo è il nostro paese dove ci sono solo corruttori e furbetti.........dobbiamo dare un taglio netto con questi dirigenti..... possibile che ora è presidente della federazione una persona che nel mezzo di calciopoli era vicepresidente e non si è accorto di nulla ma chi vogliamo prendere in giro......svegliamoci

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