Corriere Dello Sport.it

Calcio

Cerca in Corriere dello sport.it:
Play videoPrandelli: «Sono molto ottimista. E Verratti dà qualità»11
  • Si 
  • No 
 

venerdì 06 giugno 2014

Prandelli: «Sono molto ottimista. E Verratti dà qualità»

Prima conferenza stampa del ct in Brasile. "Sono felice di aver puntato sui giovani. Anche Darmian sta meravigliando tutti"

di Alberto Polverosi
Inviato a Mangaratiba
Prima conferenza stampa brasiliana di Cesare Prandelli. Il ct inaugura Casa Azzurri a Mangaratiba, a pochi chilometri di distanza dal centro sportivo dove si allenerà la Nazionale. Col ct anche Demetrio Albertini, presidente del Club Italia e capodelegazione che ha fatto i saluti: «Speriamo di riuscire a raccontare grandi emozioni, insieme a voi. Speriamo di vivere questo Mondiaòe nel miglior modo possibile».
  
Prandelli, le sue prime impressioni.
«Sono buone. Il campo di allenamento è ottimo, la struttura anche, quindi ci sono tutte le condizioni ideali per la preparazione».
  
Qual è il suo stato d’animo?
«E’ uno stato d’animo riferito a quello che si è fatto e a quello che andremo a fare. Dopo la partita si fa un’analisi più fredda, più razionale: una volta avuto il conforto della squadra e una volta individuati i punti su cui lavorare, lo stato d’animo diventa di grandissimo ottimismo».
  
Qual è il primo motivo per cui è ottimista?
«Avevamo dato un obiettivo alla squadra, una traccia e l’abbiamo eseguita, per un’ora la squadra non ha subìto nessuna ripartenza, abbiamo creato 4 palle-gol nitide e poi nel cambiare il modulo, quando è entrato Cassano, si sono creati degli squilibri. Dobbiamo lavorare sulle chiusure preventive. A volte ci si fa coinvolgere un po’ troppo dalla critica e magari ti viene un dubbio, poi la realtà conferma che le cose che abbiamo chiesto sono state fatte».
  
Come giocheremo questo Mondiale? Con quattro centrocampisti o con cinque, ancora non lo abbiamo capito...
«Se non l’avete capito, vuol dire che siamo sulla strada giusta. Perché, battuta a parte, non vogliamo far capire nulla a nessuno, stiamo provando un giocatore in più a centrocampo, ma non abbiamo ancora deciso».
  
Questa possibilità di infoltire il centrocampo gliell’ha data Verratti? E’ lui la risorsa in più?
«Tutti devono essere delle risorse, però Marco ora interpreta quello che gli abbiamo chiesto, è un giocatore che riesce a dare continuità alla qualità del gioco. Facendo questo scelta si deve però migliorare nell’attacco alla profondità. Tutti dobbiamo pensare a una squadra capace di cambiare e di osare qualcosa di diverso. Abbiamo la necessità di farlo, non siamo una squadra che può fare la partita solo basandosi sulle nostre individualità»
  
Domenica amichevole con il Fluminense, per loro sarà una partita vera. Cosa si aspetta questa partita? Non è un rischio giocarla a 6 giorni dal debutto?
«No, non è un rischio. Avevamo la necessità di un impatto con il Paese, lo abbiamo fatto anche con l’anno scorso, prima della Confederations, con Haiti, e non abbiamo fatto una bella figura. Non la faremo nemmeno col Fluminense, ve lo dico non per mettere le mani avanti, ma perché sarà così. Nelle difficoltà vedi dove deve migliorare la squadra».
  
Balotelli è sembrato in forma anche sull’aereo. Lei gli ha detto che sarà il Mondiale della sua consacrazione? E cosa si aspetta da Mario?
«Mi aspetto la continuità che sta avendo in questi giorni, questa concentrazione massima e questa attenzione a tutti i particolari. Se tutti riuscissero da avere questa continuità, saremmo più forti. Nessuno deve pensare di essere protagonista, Mario non deve pensare di risolvere da solo i problema della Nazionale, di caricarsi sulle spalle tutta la squadra, perché così avremmo ulteriori problemi. E se lo fa con questa attenzione è tanta roba».
  
Il mix tra gli anziani e i giovani a che punto è?
«I giovani sono garanzia di entusiasmo, di esuberanza ed è quello che chiediamo loro, sono ragazzi interessanti. Anche un po’ incoscienti, se vogliamo: non deve essere tutto ermetico e preordinato, ma feve esserci anche fantasia e ottimismo. Vi faccio un nome: Darmian. E’ arrivato in sordina ma sta meravigliando tutti. Sono felice di aver fatto queste scelte. Non sono state scelte difficili, abbiamo ringiovanito la squadra anche se siamo a un Mondiale».
  
L’talia storicamente che cresce nel corso del torneo. Lei è su questa linea?
«La storia insegna questo, noi diamo risposte caratteriale soprattutto nei momenti di difficoltà. I mondiali passati ci possono confortare».
  
Il ciclo di due anni si è chiuso fra gli applausi. Ora si parte fra lo scetticismo della gente. Anche lei ha questa impressione? E se sì, perché?
«Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto tornare l’entusiasmo della gente per la maglia azzurra. Anche la Confedertions e la qualificazione al Mondiale sono state due belle cavalcate. Poi l’impatto del Mondiale è forte e tutti alzano l’asticella. Nel nostro Paese siamo tutti contro tutti, ma tutti uniti contro le istituzioni, sia a livello politico che sociale. Sul fatto che molti avvicinano la Nazionale a un segno di cambiamento dobbiamo riflettere. Abbiamo una responsabiltià in più, dobbiamo rendere orgogliosi gli italiani di questa maglia, lottando su ogni pallone. Dobbiamo far capire a tutti che l’italiano nella difficolà fa squadra, vede una speranza. Noi dobbiamo pensare che, come insieme di gioco, siamo più bravi degli altri».
  
Lei ha parlato del recupero di energie fisiche. Come stanno Paletta, Sirigu e Barzagli?
«Ci sono giocatori che stanno bene fisicamente, come i giovani, altri che hanno un po’ più di acciacchi. I quattro centrali difensivi hanno dei problemi, anche se risolvibili, perciò abbiamo portato anche Ranocchia. Mirante è venuto con noi perché Sirigu e Perin hanno qualche acciacco, ma lui sa che è aggregato. L’aspetto generale è quello di una squadra che ha lavorato tanto e che ora ha bisogno di un allenamento specifico sulla rapidità. Dopo l’amichevole col Fluminense lavoreremo per questo. Sappiamo che troveremo delle difficoltà, non abbiamo paura delle critiche e nemmeno di fare figuracce, ma abbiamo la necessità di capire certe cose».
  
Mourinho ha detto che l’Italia è da finale.
«Lunga vita a Mourinho. Il nostro primo obiettivo è passare il turno. E poi vediamo».
  
Buffon, Pirlo e De Rossi sanno come si vince un Mondiale...
«Mi piace spesso ascoltare i protagonisti di storiche vittorie. Abbiamo ascoltato Lippi che ci raccontava il percorso tedesco, mentre Buffon racconta altre storie. Nel gruppo ci sono tante energie, tante possitività che devono andare nella stessa direzione».
  
E’ preoccupato per la situazione sociale del Brasile? Pensa che possa avere dei riflessi negativi sul Mondiale?
«Ci auguriamo di no, speriamo che sia una festa per tutti. Dobbiamo capire com’è la situazione reale di questo Paese. Ma se tutti noi protagonisti regaleremo delle emozioni, tutti potranno viverle. Sappiamo che il Brasile nasce come Paese del calcio, dell’allegria e della felicità, mi auguro di riscontrare tutto questo».
  
Fra 10 giorni è l’anniversario del primo titolo Mondiale dell’Italia, quello del ‘34. Cosa ricorda di quella vittoria?
«Dovremo studiare di più la nostra storia, ci può aiutare a riempire di gioia la nostra gente, noi siamo protagonisti nel calcio da una secolo a questa parte. Quel Mondiale ci ha fatto iniziare ad amare questo sport. Le immagini che sono arrivate a noi parlano di giocatori che scendono in campo per divertirsi».
 

Video

Prandelli: "Vogliamo rendere orgogliosi gli italiani"

Tutte le altre news di Calcio →

Ti potrebbe interessare!

Inserisci Commento

Utilizza questa funzione per segnalare il commento ai moderatori.
Quale di queste opzioni descrive meglio la motivazione della segnalazione:

Per commentare, loggati con uno dei servizi disponibili:

Commenti