Lutto Italia: morto Bearzot
il ct del Mondiale 1982

Il ct della Nazionale che trionfò in Spagna 28 anni fa si è spento questa mattina, aveva 83 anni: guidò la truppa azzurra dal 1975 al 1986: 104 presenze e la grande gioia di Madrid. In tutto guidò la Nazionale di calcio in tre Mondiali, ottenendo anche un quarto posto in Argentina

ROMA, 21 dicembre -  Il suo naso, da boxeur, e la pipa, perennemente accesa, hanno fatto la felicità dei vignettisti per anni. Erano i segni distintivi di Enzo Bearzot, scomparso oggi ad 83 anni. Detto il "Vecio", come si fa per tutti i friulani doc (era nato ad Aiello del Friuli il 26 settembre '27), anche per quelli che vecchi non sono. Ed in effetti lui non lo è stato mai, in questo aiutato dalla passione del calcio, che lo aveva preso da ragazzino, quando in un collegio di Gorizia dormiva con la foto di Campetelli, centromediano dell'Inter, sotto il cuscino. E non era taciturno, nè introverso - come sostenevano i suoi denigratori -, soltanto non gli piaceva sprecare le parole. Fosse stato come lo dipingevano, non avrebbe mai creato il gruppo che conquistò il terzo titolo mondiale del calcio italiano nel 1982 in Spagna.

GRUPPO INDIMENTICABILE - Un gruppo che non si è mai sciolto, neanche quando qualcuno si è allontanato dal pallone (come Paolo Rossi), oppure è stato prematuramente rapito dalla morte (come Scirea). Un gruppo che ha mantenuto i contatti con l'uomo che l'ha plasmato e che continuerà a considerarlo vivo. Un legame veramente speciale quello che legava gli azzurri a Enzo Bearzot, riconoscenti perchè prima di condurli al traguardo più importante della loro carriera, aveva saputo difenderli da critiche feroci. E li aveva sostenuti quando decisero quel clamoroso e innovativo silenzio stampa che anche oggi, di tanto in tanto, viene imitato da questa o quella squadra di club. Portavoce era Dino Zoff, altro friulano di poche parole, che Bearzot considerava il suo terzo figlio, e che un giorno si sarebbe seduto sulla panchina azzurra con minor fortuna. Nel dicembre del 2000 il gruppo si strinse ancora una volta intorno a Bearzot, che presentava (con l'autore Gigi Garanzini) il libro biografico, "Il romanzo del vecio".

AMAVA IL CALCIO DI UNA VOLTA - In quella serata il tecnico sorprese i suoi vecchi allievi rivelando che il calcio non gli mancava, pur amandolo, perché «sentivo di non appartenervi più». C'era amarezza nelle sue parole, un pò di malinconia, forse stimolata dalle note del jazz (questa musica era la sua seconda passione, naturalmente dopo il football). Quella sera Bearzot parlava del calcio al passato remoto, come di una storia finita tanto tempo prima. Ma dopo poco più di un anno - a gennaio del 2002 -, mettendo fine a un distacco ventennale, Bearzot aveva accettato con rinnovato entusiasmo l'invito della Federcalcio ad assumere la responsabilità di presidente del settore tecnico della Figc. In quell'occasione Claudio Gentile, uno del gruppo, allora tecnico della Under 21, ricordando il bel gioco espresso dalla nazionale nei mondiali del '78 (Argentina, azzurri quarti) e dell"82, lo definì il miglior ct azzurro dopo Pozzo (morto come lui il 21 dicembre, del 1968), sostenendo che «Enzo Bearzot non deve restare lontano dal calcio, perché il calcio è il suo mondo». E lui: «Sono contento perché l'indicazione viene dal mio mondo».

AVVENTURA NEL CALCIO - La sua avventura nel calcio era cominciata come giocatore: dalla Pro Gorizia, era passato, ventenne, all'Inter, poi al Catania, poi all'Inter nuovamente, ed aveva terminato la carriera al Torino. Era un difensore grintoso ma corretto, non privo di tecnica. Delle sue esperienze di calciatore seppe far tesoro alla guida della nazionale, riuscendo ad utilizzare al meglio i giocatori che sceglieva, incurante dei suggerimenti e delle critiche della stampa, anche quando i risultati non gli davano ragione. Fautore del 'primo non prenderlè non fu mai catenacciaro. Fu maestro invece nell'esaltare l'arte del contropiede con cui nell'82, nel Mundial, di Spagna schiantò una dopo l'altra Argentina, Brasile e Germania. Indimenticabili le imprese dei terzini-ala Cabrini e Gentile, delle ali a tutto campo Conti-Graziani, di Tardelli, giocatore universale, di Zoff portiere-saracinesca, di Paolo Rossi guizzante, imprendibile opportunista sotto rete, di Scirea, direttore d'orchestra di un gioco che a tratti ricordava il free-jazz per la sua imprevedibilità. Paradossalmente, però, quattro anni dopo, l'attaccamento al gruppo, e la conseguente incapacità a rinnovare, fu fatale a Enzo Bearzot.

IMMAGINI PER LA STORIA - Al cospetto di risultati negativi (mancata qualificazione agli Europei '84, eliminazione negli ottavi del mondiale messicano '86), attaccato dalla critica e di fronte all'ostilità del vertice federale, preferì lasciare anzichè rinunciare alle sue convinzioni. Ma nella storia del calcio, e non solo, rimarranno sempre le immagini delle imprese precedenti. L'urlo e la corsa pazza di Tardelli, dopo il gol alla Germania. E quel giovane Vecio, dal naso di boxeur e dalla pipa eternamente accesa, che sull'aereo degli eroi di Madrid, gioca a briscola con Causio, Zoff e il presidente della Repubblica Pertini, un altro celebre appassionato della pipa, un altro Vecio che, come lui, non invecchiò mai.

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  1. flancostenco Scrive:
    23/12/2010 22:00:58

    Nella mia infanzia ho avuto la fortuna di vivere quelle indimenticabili emozioni. Grazie di tutto Enzo

  2. attorny Scrive:
    23/12/2010 07:07:30

    uno delle piu grandi emozioni che ho vissuto nella mia vita,ITALIA CAMPIONE DEL MONDO. che gioia , e specialmente aver dovuto battere le grande,
    POLONIA due volte, ARGENTINA, BRASILE, e GERMANIA. addio grande UOMO sei stato
    il migliore. Grazie, grazie....grazie, e grazie ancora. Ciao Vecio!!!!.

  3. 7coppecampioni Scrive:
    22/12/2010 17:59:41

    Te ne sei andato in silenzio,così come hai sempre vissuto con la dignità che ti ha sempre contraddistinto, mai sopra le righe,mai una polemica inutile.Addio grande uomo di SPORT,avevo 11 anni nel 1982 e ricordo la finale come se fosse ieri,grazie per averci regalato un sogno e per avrci fatto sentire orgogliosi di essere italiani.

  4. Avantilazio69 Scrive:
    22/12/2010 14:02:59

    Le emozioni che ho provato neel'82 rimarranno sempre uniche come unica era la squadra che tu allenavi.....ciao vecio....ultimo vero uomo di sport!!!!

  5. SciabolataMorbid Scrive:
    22/12/2010 12:47:56

    Bearzot, Grandissimo uomo e personaggio dello Sport Mondiale,non solo Italiano,visti i tributi di stima espressi dai maggiori quotidiani internazionali. Ci mancherai, ma saremo sempre fieri ed orgogliosi di averti avuto come nostro indimenticabile C.T.....milan6pernacchie, perdersi in una stupida polemica con uno come te,significa scendere al tuo livello!! Non meriti alcuna risposta.

  6. the_dark92 Scrive:
    22/12/2010 12:23:20

    ieri sera ho visto la partita italia-germania e devo dire ke nn si possono paragonare i giocatori di adesso a quelli ke c'erano 20-30 anni e devo dire ke quella partita mi è piaciuto tantissimo anke se nn conoscevo nessun giocatore solo bergomi.

  7. saracix Scrive:
    22/12/2010 12:19:54

    Un altro galantuomo se ne è andato. Un sentito grazie per le emozioni che ci ha fatto vivere in quel magico 1982. Ciao, Vecio. Grazie di tutto, e che la terra ti sia lieve... Che tu possa di nuovo fumare la pipa col tuo amico Sandro Pertini...

  8. mimmilan Scrive:
    22/12/2010 10:50:05

    Un allenatore che ha fatto la storia merita un caloroso ringraziamento....

  9. Scrive:
    22/12/2010 10:05:24

  10. massimoaurelio Scrive:
    22/12/2010 09:00:03

    sei stato uno degli italiani piu fortunati nella storia di questo paese, perche grazie ai tuoi meriti e doti umane e sportive sei riuscito a farti amare da tutti. BRAVO. NON TI DIMENTICHEREMO E GRAZIE PER QUELLO CHE CI HAI DATO.

  11. moro7419 Scrive:
    22/12/2010 08:54:25

    Se n'è andato un grande uomo di sport.

  12. dominick1969 Scrive:
    22/12/2010 08:20:23

    Quando siamo diventati CAMPIONI DEL MONDO nel 1982 avevo 13 anni. Ho pianto per ore dalla gioia, sono uscito per strada a festeggiare cantando e ballando.
    Sono cresciuto portandomi dentro queste emozioni, mai riprovate. Non dimenticherò mai quei momenti.
    Grazie Mister , grande uomo,grande allenatore, riposa in pace!!!!!!!!!

  13. Salentino Scrive:
    22/12/2010 08:00:41

    Riposa in pace.

  14. gianvito.di.luca Scrive:
    22/12/2010 07:36:31

    Ciao caro Grande Vecio.

    Ero ragazzino, quando mi rifugiavo tra le righe di vecchi articoli sportivi in cui si parlava di un Italia Campione del Mondo negli anni '34 e '38.
    Era l'Italia di Pozzo.
    Io non ero di quell'epoca e invidiavo il mio papa' che aveva potuto vivere quei momenti.
    Poi Tu e la Tua (la Nostra) Italia mi "costringeste" a portare sulle spalle mia figlia Veronica di cinque anni in giro per Pescara a gridare...Italia, Italia, Italia...Non ti scordero'.

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