Tutte le reazioni su Bearzot
Bergomi: Uomo fantastico

L'ex giocatore e campione del mondo: «Era una persona straordinaria, dai grandi valori. Il gruppo che aveva formato in quegli anni non si può dimenticare». Rossi in lacrime: «Tra i grandi italiani del '900». Lippi: «Grande dolore». Petrucci: «Uomo sincero»
ROMA, 21 dicembre - Ecco tutte le reazioni alla triste notizia della morte di Enzo Bearzot, ct dell'Italia campione nel mondo nel 1982.
BERGOMI -
«È stata una persona straordinaria, un grande allenatore ma soprattutto un grande uomo, una persona educata e per bene. Aveva dei principi, degli ideali che non si possono dimenticare. Aveva degli ideali, non posso dimenticare quanto mi ha fatto maturare, mi ha insegnato cosa è il rispetto. A Bearzot devo tutto. In quel gruppo io entraii in punta di piedi e abbiamo vinto per qualità tecniche e morali incredibili».
ROSSI -
«Enzo Bearzot è stato uno dei grandi italiani del '900, su questo non ho dubbi». Paolo Rossi trattiene a stento commozione e lacrime, al telefono con l'ANSA, nel raccontare il suo dolore per la scomparso del Ct campione del mondo nell'82. «Per me è stato come un padre - dice "Pablito", cui Bearzot diede fiducia fino all'esplosione del goal nella parte finale del mondiale - io a lui devo tutto, senza di lui non avrei fatto quel che ho fatto. Era una persona di una onestà incredibile e un tecnico di grande spessore. Incarnava la figura dell'italiano popolare, e anche se non è stato uno scienziato o un artista, rimarrà nella storia dei nostri grandi del secolo scorso».
CONTI -
«Enzo Bearzot è stato come un secondo padre per me, mi mancherà tantissimo». Bruno Conti ricorda così l'ex ct dell'Italia campione del mondo nell"82. L'ex ala destra di quella squadra dice al telefono con Sky Sport 24 di «essere onorato e orgoglioso di aver conosciuto una persona così: ha insegnato cosa vuol dire gestire un gruppo e affermato certi valori che non ci sono più. Parlava sempre di più con chi giocava di meno per spiegare cosa succedeva». Conti ricorda quando si infortunò al ginocchio alla vigilia del Mondiale in Spagna e voleva affrettare i tempi di recupero per non perdere il torneo. «Bearzot mi disse "Bruno, stai tranquillo, prenditi il tempo che ti serve. Il posto è tuo e non te lo toglie nessuno". L'ho ripagato nella maniera migliore possibile». Quattro anni dopo, nel 1986, ai Mondiali in Messico, «tutti avevano già dimenticato quanto aveva fatto Bearzot», secondo l'ex campione della Roma. «Con lui non ho mai litigato, assolutamente - conclude Conti con un dettaglio divertente -, anche perché ci dicevano che eravamo le scimmiette, che mangiavamo le noccioline, per l'aspetto che avevamo».
ALTOBELLI - Alessandro Altobelli è un altro dei fedelissimi di Enzo Bearzot e anche lui è commosso per la scomparsa del "maestro": «È una delle più brutte giornate della mia vita - dice ai microfoni di Sky - per tutto il calcio italiano, per chi amava il calcio quello vero. bearzot è stato il più grande allenatore della storia calcio italiano, amato da tutti non solo per i risultati ma per il suo comportamento di uomo straordinario. ricordi? sono stato portato da lui in nazionale nel 1980, primo ho imparato stando in panchina: mi spiegava cosa voleva, lui metteva tutti a suo agio. Un esempio: nella finale dei mondiali a Madrid dopo l'infortunio di Ciccio Graziani mi guardò e mi disse semplicemente 'Spillo tocca a tè. Lui parlava anche con gli sguardi, quella di oggi è giornata buia e nera per il calcio italiano».
GRAZIANI -
«Bearzot ci ha lasciato fisicamente oggi e, come tutti gli amici che se ne vanno, è un dispiacere. Ma per quello che ha fatto non morirà mai, ha fatto la storia del calcio italiano e rimarrà sempre nei ricordi e nei cuori di tutti». Ciccio Graziani ricorda così, ai microfoni di Radio Blu, il suo ex ct Enzo Bearzot, scomparso oggi ad 83 anni. «Riusciva ad instaurare un rapporto incredibile con i suoi giocatori, anche con scelte contestate - ricorda Graziani, campione del mondo nel 1982 -. Teneva molto anche al comportamento fuori dal campo, era un uomo d'altri tempi che faceva dell'onestà la sua forza: questo gli valeva grande stima e rispetto da parte di tutti. Per noi non era solo un allenatore ma anche un padre. Ed era un tipo di rapporto che, oggi, è difficile possa verificarsi».
ZOFF -
«Sento un dolore profondo per la perdita di un personaggio straordinario, un uomo giusto. I risultati sono secondari. Essere stato a contatto con un uomo di questo spessore è una cosa che resta per tutta una vita». Il portiere dell'Italia Mundial del 1982, Dino Zoff, ricorda così Enzo Bearzot, il commissario tecnico di quella Nazionale scomparso oggi. Al telefono con Sky Sport 24, Zoff non ha voluto dire molto di più, sopraffatto dall'emozione. «Che abbia insegnato qualcosa in questo mondo ne dubito», ha concluso con una nota di amarezza.
C. MALDINI -
«C’è grande commozione per la scomparsa di Enzo Bearzot, ed anche se sapevo delle sue precarie condizioni sono molto triste. È sparito un maestro di vita, in questo momento siamo tutti molto molto tristi. Chi lo ha conosciuto sa benissimo del grande vuoto che ci ha lasciato. Quel mondiale del 1982 rimarrà nella mia memoria, c’era tanta stima tra noi, eravamo un gruppo di trenta persone davvero straordinario. È scomparsa una grandissima persona».
PRANDELLI -
«Il calcio italiano perde il protagonista di una delle pagine più belle ed emozionanti della sua storia, ma soprattutto perde un maestro di calcio che della gestione del gruppo ha fatto una filosofia alla quale tutta la scuola di allenatori italiani continua a fare riferimento». Così il ct della Nazionale Cesare Prandelli ha commentato la scomparsa di Enzo Bearzot, ct dell'Italia campione del mondo nel 1982: «Il formidabile successo del Mondiale in Spagna nell'82 è stata la logica conseguenza di un altro capolavoro, il quarto posto conquistato nell'edizione precedente, quella del '78 in Argentina, con una Nazionale ricostruita dalle fondamenta sotto il profilo tecnico e soprattutto attitudinale - ha proseguito Prandelli, secondo quanto si legge in una nota diffusa dalla Federcalcio -. Il coraggio delle sue scelte, delle quali hanno beneficiato giovani talenti del calibro di Cabrini, Rossi, Bergomi - solo per citarne alcuni - ai quali Bearzot dispensava consigli e fiducia, ci ha consegnato una generazione di campioni quasi senza eguali. Ci mancherà e mancheranno al calcio la sua saggezza, l'onesta e il buon senso».
CABRINI - Antonio Cabrini è un altro del gruppo Bearzot, trascinato con Rossi in azzurro giovanissimo nel 1978 e poi protagonista in Spagna. Ricordi ed emozioni si rincorrono nei pensieri dell'ex juventino: «Era determinante sotto l'aspetto umano - dice ai microfoni di Sky - soprattutto la maniera di gestire la squadra nei momenti extracalcistici. Lui ha vinto molto ma ha vinto di più nella vita, aveva forgiato un gruppo di persone legate che avrebbero fatto tutto per lui». L'episodio caro al ricordo di Cabrini è legato alla finale mondiale di Madrid cominciata per l'ex terzino molto male. «Ricordo la faccia, oscurata dal vento e dalla delusione quando ho sbagliato il calcio di rigore che poteva portarci subito in vantaggio con la Germania. Ma subito la delusione in lui lasciò il posto all'ottimismo: "È inutile che continui a pensarci - mi ha detto - siamo sullo 0-0, lasciati alle spalle questo momento delicato". Per me è stato un secondo papà, come allenatore era molto preparato, non aveva bisogno di parlare. Era un pò don chischiotte nell"82, unico di fronte a tutti nei giorni delle polemiche. È nata così l' immagine di un uomo che per i suoi ragazzi dava tutto».
SINDACO AIELLO -
«Con Enzo scompare un grande friulano. In tutti i sensi». Così si è espresso, appena appresa la notizia della morte di Enzo Bearzot, il sindaco di Aiello del Friuli, paese natale dell'ex Ct, Renato Nuovo. «Ricordo ancora quella splendida giornata che lui passò qui ad Aiello qualche settimana dopo la vittoria ai mondiali di Spagna. Chiamò ad uno ad uno e per nome - ha detto Nuovo - tutti i suoi amici che non vedeva da tantissimi anni». Il sindaco di Aiello non ha spauto dire se il Ct della Nazionale di calcio riposerà in Friuli o a Milano dove viveva da tento tempo. «I suoi genitori sono sepolti nel cimitero di Aiello - ha detto Nuovo - ma non credo che lui venga qui». Infine un rammarico per il primo cittadino. «Lo avevamo proposto per la carica di "senatore a vita" per meriti sportivi - ha detto - ma il progetto naufragò. Peccato. Avrebbe meritato quella carica».
PETRUCCI -
«Mi ha sempre conquistato la sua sincerità». Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ricorda così la figura dell'ex ct della nazionale italiana di calcio vincitrice dei Mondiali dell'82, Enzo Bearzot, scomparso all'età di 83 anni. «Bearzot - ha aggiunto Petrucci all'ANSA - è stato il primo allenatore che ho conosciuto come segretario della Federcalcio nell'85. Mi ricordo che ero andato ad Udine per vedere Italia-Austria, perché volevo scoprire i segreti del tecnico che ci aveva fatto vincere il Mondiale. Restammo insieme fino alla mattina dopo, perché lui era un uomo che amava fare tardi. Sono rimasto sempre affascinato e conquistato dalla sua sincerità: voto 10». Una grave perdita per il calcio italiano. «Assolutamente - ha concluso - anche da fuori ha continuato a dire sempre cose di buon senso e a favore del calcio».
BERLUSCONI - Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ha inviato alla famiglia del CT della Nazionale italiana di calcio, Campione del Mondo 1982, Enzo Bearzot, il seguente telegramma di cordoglio: «Partecipo commosso al vostro dolore per la scomparsa di Enzo Bearzot indimenticabile CT della Nazionale italiana che con le sue doti aveva plasmato il gruppo di giocatori che nel 1982 vinsero in Spagna il terzo Mondiale azzurro».
CARRARO -
«Ero molto legato ad Enzo Bearzot, sono stato io a portarlo nelle squadre nazionali. Oltre che una persona con grandi capacità, era soprattutto un uomo vero». Così l'ex presidente del Coni, Franco Carraro, ha voluto ricordare la figura dell'ex Ct azzurro scomparso all'età di 83. «Era una persona che faceva gruppo con il suo esempio - ha aggiunto Carraro all'ANSA - e con i valori che riusciva a trasmettere ai giocatori. La sua nazionale del '78 era valida come quella dell"82, ma se in Argentina fu un pizzico sfortunato, in Spagna, quattro anni dopo, la fortuna girò».
ABETE -
«Di Enzo Bearzot vogliamo sottolineare e ricordare innanzitutto le qualità umane e morali, il rigore della sua professionalità, uno stile di vita che resta un esempio per il calcio di tutto il mondo». Così il presidente Giancarlo Abete ha ricordato a nome di tutta la Federcalcio Enzo Bearzot, l'ex ct della Nazionale campione del mondo nel 1982 scomparso oggi.
LIPPI - Stupore e gran dolore: con questi due sentimenti Marcello Lippi reagisce alla notizia della scomparsa di Enzo Bearzot: «Come e quando è successo?...» la prima reazione del Ct, campione del mondo nel 2006. «È una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere - aggiunge poi Lippi - negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D'altra parte l'ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell'under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot». «Ma in questo momento - conclude Lippi - l'unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia».
GIOVANNI GALLI -
«Sono molto addolorato. Sono legato a Bearzot da un affetto particolare, che va al di là dei rapporti avuti durante la mia professione di calciatore e lo porterò sempre nel cuore, come un grande professionista, ma soprattutto come uomo di sport dotato di un'umanità straordinaria». Così Giovanni Galli commenta la scomparsa dell'ex ct della Nazionale campione del mondo nel 1982. «Grazie a lui - ricorda Galli - sono potuto diventare campione del mondo, e sempre grazie a lui ho disputato un Campionato del mondo da titolare. Di fronte alle tante critiche che ricevetti, allora e anche in seguito, Bearzot mi difese sempre: impossibile per me dimenticarlo».
ANTOGNONI -
«Quando dovetti saltare la finale del mondiale per infortunio ricordo che Enzo era quasi più dispiaciuto di me». È il ricordo di Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina e campione del mondo nel 1982, sulla scomparsa di Enzo Bearzot. «C'era una grande legame tra noi - ricorda ancora Antognoni - testimoniato dal fatto che mi ha dato fiducia per dieci anni in nazionale, nonostante io abbia avuto molti problemi fisici in carriera. È una grande perdita per il calcio italiano: oltre al titolo vinto nell'82 ha dato tanto anche a livello umano».
PULICI -
«Con me non si è comportato come si doveva. Certe sue scelte erano e rimangono inspiegabili. Parlo di cose dette e dopo un giorno cambiate. Comunque sono cose passate, anche se non si dimenticano». Così Paolo Pulici, bandiera del Torino negli anni '70, capocannoniere delle serie A nel 1973, nel 1975 e nel 1976, ricorda Enzo Bearzot, aggiungendo che «oggi è comunque un giorno di cordoglio». «Tra di noi - spiega Pulici, anche ricordato come Puliciclone (soprannome inventato da Gianni Brera) oppure come Pupi - c'è sempre stato un rapporto combattuto. Aveva ragione Boninsegna quando diceva che i capocannonieri del campionato in Nazionale non giocavano. È accaduto a me, ma recentemente anche a Beppe Signori». Pulici - che oggi si occupa di una scuola calcio a Trezzo sull'Adda (Milano) - ha collezionato, tra il 1973 e il 1978, 19 presenze in azzurro con 5 reti (contro Grecia, Stati Uniti, Portogallo e Danimarca). «Le scelte le faceva lui - ricorda - e la ragione oppure il torto spettano sempre dell'allenatore. Certo che essere convocato in due Mondiali ed essere l'unico, insieme ai portieri di riserva, a non giocare neanche un minuto fa pensare che qualcosa di strano c'era dietro. Dopo Argentina 1978 non ci furono più rapporti tra di noi». Tra i suoi aneddoti, Pulici ricorda spesso anche quella volta, alla fine degli anni '70, che Bearzot fu invitato nel ritiro del Torino da Gigi Radice e lui, capitano granata, lasciò per protesta la sala da pranzo seguito ben presto dal resto della squadra.
LEGA A: «RITIRARE LA PANCHINA» -
«Addio "vecio", ci mancheranno i tuoi insegnamenti». Così la Lega di serie A dà l'ultimo saluto ad Enzo Bearzot, ricordando che recentemente disse: «Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea, grandissimo calciatore e grandissima persona». «Noi - si legge in una nota sul sito della Lega che riepiloga la carriera di Bearzot, da calciatore e poi allenatore - idealmente, vorremmo ritirare la sua panchina, quella di un uomo che ha contribuito a portare sul tetto del mondo il calcio italiano con la sua competenza ed umanità».
SERSE COSMI -
«Con Enzo Bearzot se ne va il simbolo di un calcio fondato soprattutto sulla vicinanza fraterna tra allenatore e giocatori, che oggi purtroppo non esiste più, essendo totalmente mutati i rapporti professionali tra le parti»: così Serse Cosmi commenta la scomparsa dell'ex ct. Secondo l'allenatore perugino «dovremo essergli sempre grati sia per averci regalato la vittoria iridata nel 1982 in Spagna, sulla quale in pochi avrebbero scommesso, ed anche per aver proposto nel '78 in Argentina l'Italia più bella mai vista sul piano del gioco in un mondiale di calcio della nostra epoca». «Non c'è dubbio che oggi - ha detto Cosmi - è venuto a mancare un pezzo importante di storia del calcio». Il tecnico umbro ha affermato quindi che «ripensare oggi a Bearzot viene in mente una figura di allenatore atipica, ma che aveva la forza e la capacità di ottenere il meglio dai propri giocatori e quindi di centrare risultati importanti».
CORDOGLIO MILAN -
«Essere milanisti, significa essere sportivi e italiani. È anche per questo che tutto il Milan e tutti i rossoneri si uniscono con commozione al dolore della famiglia e al cordoglio di tutto il calcio italiano per la scomparsa di Enzo Bearzot, il condottiero azzurro di Spagna '82. Qualcosa da dentro ci dice che, lassù, il grande Bearzot e il Paron Rocco avranno tante cose da dirsi». Così, la società rossonera, sul suo sito Internet, ricorda l'allenatore friulano, scomparso oggi a Milano.
CORDOGLIO INTER - Il calcio italiano piange un maestro, che non dimenticherà mai: Enzo Bearzot si è spento, oggi a Milano, all'età di 83 anni. Aveva scelto Milano come la sua città, vivendola con discrezione e attenzione, ricordando volentieri l'Inter - il primo amore che non si scorda mai -, lontano dai fasci di luce del calcio moderno e, al tempo stesso, sempre pronto a regalare preziosi consigli a tutti gli appassionati sinceri, come lui, del pallone. Il presidente Massimo Moratti e tutta F.C. Internazionale, con tantissimo affetto, abbracciano la moglie Luisa, il figlio Glauco e la figlia Cinzia nel ricordo del grande Enzo Bearzot.
CORDOGLIO LAZIO- La S.S. Lazio, il suo Presidente, l'allenatore, i giocatori e tutto lo staff si uniscono al cordoglio della famiglia Bearzot per la scomparsa dell'ex c.t. della Nazionale italiana Enzo, Campione del Mondo nel 1982.
CORDOGLIO ROMA - L'AS Roma si unisce al cordoglio di tutto il calcio italiano per la scomparsa di Enzo Bearzot, l'indimenticato CT della nazionale azzurra dal 1975 al 1986 e campione del mondo in Spagna nel 1982. Bearzot si è spento questa mattina a 83 anni.
CORDOGLIO TORINO- Il Presidente Urbano Cairo, insieme a tutto il Torino Football Club S.p.A., partecipa sentitamente al dolore per la scomparsa, all'età di 83 anni, di Enzo Bearzot, indimenticabile giocatore del Torino per molti anni. Bearzot vestì la maglia granata per un decennio, dal 1954 al 1964, con un'unica interruzione nella stagione 1956/'57 quandò giocò tra le fila dell'Inter. In carriera con il Toro ha collezionato 219 presenze in campionato, 21 in Coppa Italia e 11 in Europa. Una volta appese le scarpette al chiodo iniziò la sua carriera da allenatore, culminata con il trionfo mondiale di Spagna '82, proprio nelle giovanili granata, per diventando poi assistente di Nereo Rocco ed Edmondo Fabbri.
CORDOGLIO SAMP - La Sampdoria si unisce al cordoglio del mondo sportivo italiano per la scomparsa dell'ex ct Enzo Bearzot. Lo fa attraverso una nota ufficiale apparsa sul sito. «L'Unione Calcio Sampdoria si unisce al cordoglio del calcio italiano per la scomparsa di Enzo Bearzot, ex ct della Nazionale azzurra, Campione del Mondo a Spagna 82. Alla famiglia Bearzot - scrive la Sampdoria - le più sentite condoglianze da parte della società blucerchiata».
CORDOGLIO CAGLIARI - Anche il Cagliari si unisce al cordoglio del mondo del calcio per la scomparsa di Enzo Bearzot. In una nota ufficiale apparsa sul sito Internet, la società rossoblù ricorda il commissario tecnico della Nazionale campione del mondo nel 1982 in Spagna. «Il Cagliari Calcio esprime il suo cordoglio per la perdita di un personaggio indimenticabile che ha dato lustro al calcio italiano», si legge nel comunicato.
CORDOGLIO NAPOLI - Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, lo staff tecnico, la squadra azzurra, esprimono il loro «profondo cordoglio» per la morte di Enzo Bearzot.. Il ct è una «figura storica del calcio italiano, protagonista di una delle pagine storiche della Nazionale» con la conquista del Mondiale dell'82 in Spagna.
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saetarubia Scrive:
21/12/2010 17:36:25ho avuto l'onore di conoscerlo a nyc la sua italia e stata forse la piu grande come giuoco(lippi non fiatare nemmeno ).uomo di una cattiveria inestimabile vedi roby
pulici tu eri forte ma c'erano punte piu forte di te. ampiamente dimostrato dal
grandissimo Enzo (rossi)ecc......
forza grande enzo vincerai anche li su.
arrivederci, -
corriesuda Scrive:
21/12/2010 14:30:30Mi ricordo , ero un bambino , ma nell'immaginario collettivo dei più piccoli , si aveva fiducia in questi anziani , Bearzot , Pertini , ci si riconosceva come italiani , con fiducia e speranza , oggi queste illusioni sono del tutto scomparse.
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corriesuda Scrive:
21/12/2010 14:08:50Gli occhi diventano lucidi . Addio Bearzot.

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