Eusebio, la Pantera nera compie 70 anni
Ha segnato più di quanto ha giocato: 638 gol in 614 partite nei quindici anni col Benfica. Un po’ meno col Portogallo: 41 gol in 64 partite. Ha vinto il Pallone d’Oro nel ‘65 e due volte la Scarpa d’Oro nel ‘68 e nel ‘73, è stato tre volte capocannoniere della Coppa dei Campioni e una volta nel Mondiale ‘66, ha vinto 11 campionati col Benfica
mercoledì 25 gennaio 2012
ROMA - Un giorno Rui Costa ha raccontato una storia bellissima. Riguardava il suo idolo, Eusebio, e forse per questo oltre al sentimento ci ha messo dentro anche un po’ di romanzo e molta poesia. Ma la storia è bella lo stesso. Il giovane Rui Costa viene aggregato alla prima squadra del Benfica per un’amichevole estiva a inizio anni ‘90. Per la stampa britannica e per quella portoghese è la suggestiva rivincita della finale della Coppa dei Campioni del ‘68, Manchester United-Benfica finita 4-1 per gli inglesi a Wembley. L’amichevole si gioca all’Old Trafford. «Mentre siamo in campo per il riscaldamento, viene a salutarci Bobby Charlton. Noi ci fermiamo quando lui prende il microfono e, davanti alla sua gente, non pronuncia una frase, ma solo un nome: “Eusebio”. Entra lui, Eusebio. Lo stadio si alza in piedi, l’applauso diventa un urlo pazzesco, tutti gridano il suo nome. Prima di allora, non avevo mai sentito un campo di calcio tremare sotto i piedi».
Settant’anni compiuti oggi, qualche problema di salute dribblato (la sua arte) anche di recente, Eusebio è stato negli anni ‘60 la risposta europea (anche se era di origini africane) al dominio di Pelè. Insieme a Torres e Coluna ha reso il Benfica una squadra leggendaria. Ad Amsterdam ha vinto la seconda coppa dei Campioni (‘62) della storia benfiquista contro il Real Madrid di Puskas, Di Stefano e Gento, aveva vent’anni e segnò una doppietta. E’ nato nel Mozambico e l’hanno chiamato Pantera Nera, per la forza, l’agilità e la sveltezza, cui abbinava una tecnica straordinaria e moderna per quell’epoca. Ha segnato più di quanto ha giocato: 638 gol in 614 partite nei quindici anni col Benfica. Un po’ meno col Portogallo: 41 gol in 64 partite. Ha vinto il Pallone d’Oro nel ‘65 e due volte la Scarpa d’Oro nel ‘68 e nel ‘73, è stato tre volte capocannoniere della Coppa dei Campioni e una volta nel Mondiale ‘66, ha vinto 11 campionati col Benfica. Davanti allo stadio Da Luz di Lisbona c’è una statua in suo onore davanti alla quale tutti i benfiquisti si inchinano. Per rispetto e per amore nei confronti di Eusebio e del gioco del calcio. Oggi il maggior quotidiano sportivo di Lisbona, “A Bola”, gli ha dedicato la copertina dal titolo “Parabens ao Rei”. Tanti auguri al Re.

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