City, il primo set è tuo. Levante davanti alle grandi

Era dal 1955 che lo United non subiva una sconfitta così pesante. Allora (come domenica nel derby numero 160 di Manchester) ad asfaltare i Red Devils fu il Manchester City

martedì 25 ottobre 2011

ROMA - Era dal 1955 che lo United non subiva una sconfitta così pesante. Allora (come domenica nel derby numero 160 di Manchester) ad asfaltare i Red Devils fu il City. Una stracittadina incendiata dalla doppietta di Mario Balotelli, il quale ha anche propiziato il «rosso» ad Evans, che ha fatto saltare tutti gli equilibri tattici dell’undici di Sir Alex Ferguson, che in carriera - da calciatore e da manager - mai aveva incassato un ko con un simile punteggio. Giusto il trionfo tributato dai sostenitori dei Citizens a Roberto Mancini, il quale dal suo arrivo a ridato al club biancoceleste una dignità e qualche vittoria (la prestigiosa Coppa d’Inghilterra). La storica «goleada» dell’Old Trafford è stata completata dalla doppietta di Dzeko e dalle reti di Aguero e Silva. Praticamente inutile il bel gol di Fletcher. City a +5 sui «cugini» e +6 sul Chelsea, ko (1-0 di Helguson) nel derby «minore» con i Queens Park Rangers, e Newcastle, vittorioso con lo stesso punteggio sul Wigan (match-winner il francese Cabaye).

MESSI FLOP - Possono bastare tre gol per trasformarsi da favola a realtà? Risposta affermativa se il protagonista si chiama Levante. Il club valenciano è passato con grande autorità in casa di un Villarreal sempre più deludente grazie a un doppio Juanlu e l’acuto di Arouna Kone. Il sesto successo consecutivo ha permesso ai rossoblù di restare da soli al comando della classifica della Liga, in virtù della frenata casalinga del Barcellona (0-0) contro il Siviglia con Messi che in pieno recupero si è fatto parare un calcio di rigore dal portiere Javi Varas. Ora ad inseguire il Levante a una sola lunghezza c’è il Real Madrid che ha calato il poker sul tappeto verde del Malaga. Stavolta si sono invertiti i ruoli fra i cannonieri di José Mourinho: Higuain si è «limitato» a una sola realizzazione. mentre la parte del leone l’ha fatta Cristiano Ronaldo, a segno tre volte, «Pichichi» con 10 centri al pari della «Pulce» del Barça.

AMARO HANNOVER - Seconda sconfitta in campionato, dopo quella nella prima giornata contro il Borussia Moenchengladbach, per il Bayern. I rivali del Napoli in Champions League sono caduti ad Hannover: un rigore di Abdellaoue e un autogol di Luiz Gustavo hanno assicurato il doppio vantaggio ai padroni di casa. La compagine di Jupp Heynckes - per oltre un’ora con un uomo in meno per l’espulsione di di Jerome Boateng - ha parzialmente riaperto i giochi con Alaba e fatto passare un brutto quarto d’ora con il palo colpito da Schweinsteiger. Dietro la capolista della Bundesliga a tre punti c’è il Borussia Dortmund, autore di un pokerissimo (5-0) con Lewandowski (doppietta), Kagawa, Schmelzer e Kehl.

PSG IN VOLO - Nonostante un Pastore sottotono, il Paris Saint Germain non ha avuto particolare difficoltà nel conquistare la vittoria sulla matricola Digione. Riflettori accesi sul brasiliano Nené - due volte a segno - e sull’ex romanista Menez, che si è confermato un elemento essenziale per gli schemi della squadra di Antoine Kombouare. All’inseguimento del PSG c’è il Montpellier, travolgente contro a Caen con il 3-1 sottoscritto dalle firme di Yanga-Mbiwa, Utaka e Belhanda. Ininfluente il punto di Nivet. E’ continuata la risalita del Lilla che ha battuto nettamente (3-1) il Lione, in vantaggio con Briand. La reazione degli avversari dell’Inter in Champions, si è concretizzata con le reti di Sow, Basa e Joe Cole.

Francesco Ufficiale
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