Corinthians, triste scudetto. Real-Barça, che «Clasico»!

In Brasile la morte di Socrates, avvenuta alcune ore prima che il «Timao» scendesse in campo nel derby contro il Palmeiras ha segnato in modo particolare i festeggiamenti della «torcida». In Spagna tutto pronto per la supersfida di sabato al Bernabeu

lunedì 05 dicembre 2011

ROMA - E' stato un titolo velato di tristezza, il quinto conquistato domenica dal Corinthians. La morte di Socrates, avvenuta alcune ore prima che il «Timao» scendesse in campo nel derby contro il Palmeiras, che del club della gente più povera di San Paolo era stato un simbolo, ha segnato in modo particolare i festeggiamenti della «torcida». Bastava un pareggio al Corinthians per vincere il Brasileirao e così è stato (0-0) con tanto di brivido finale (palo colpito da Fernandao per gli ospiti) e di grande rissa poco prima del 90' (alla fine gli espulsi sono stati quattro, due per parte). Anche perché il Vasco da Gama è stato fermato anch'esso sul pari (1-1) dal Flamengo. Fra i neocampioni anche Adriano, il quale a causa di un lungo infortunio ha giocato solo quattro gare, ma che ha realizzato un gol - l'unico del campionato - ma importantissimo, perché ha regalato un preziosissimo successo (2-1) contro l'Atletico Mineiro al terzultimo turno.

MONOTONIA «BLANCA» - Ormai non fa più notizia: il Real Madrid ha toccato quota 14 successi di fila (10 nella Liga e quattro in Champions). L'undici di José Mourinho ha passeggiato a Gijon con le reti di Di Maria, Cristiano Ronaldo (e 17!) e Marcelo, tenendo a distanza di tre lunghezze il Barcellona, che però ha una gara in più, quella vinta 4-0 in anticipo (causa Mondiale per Club) sul Rayo Vallecano. I blaugrana si sono fermati a cinque gol contro l'ex sorpresa Levante. Al Camp Nou, dove la compagine di Guardiola non ha ancora incassato una rete (contro le 39 segnate!), Fabregas (due volte), il baby Cuenca, Messi (e 17!) e l'ex udinese Sanchez hanno confezionato l'ennesima «goleada». E adesso godiamoci lo spettacolo del «Clasico», in programma sabato notte al «Bernabeu».

BORUSSIA, PARI E PATTA - Ha sfruttato come meglio non poteva l'1-1 fra i due Borussia, per tornare in testa alla Bundesliga. Il Bayern deve ringraziare Ribery e Robben, autori entrambi di una doppietta (l'olandese sempre dal dischetto), per travolgere il Werder Brema, che si era illuso di uscire imbattuto dall'Allianz Arena dopo la rete di Rosenberg per il momentaneo 1-1. A Moenchengladbach i padroni di casa sono andati sotto (Lewandowski), riuscendo ad agguantare i «cugini» di Dortmund con Hanke.

TRAVOLGENTE MANCINI - Pokerissimo del Manchester City che continua la sua marcia in vetta alla Premiership, rifilando uno spettacolare 5-1 al Norwich, aperto da una prodezza del «Kun» Aguero, proseguito da Nasri, Yaya Toure, Balotelli e Johnson. Assai più faticato il successo del Manchester United in casa dell'Aston Villa: ha deciso Jones per la squadra di Sir Alex Ferguson, che però ha perso per almeno un mese per infortunio il «Chicharito» Hernandez. Il Chelsea sembra avere superato il periodo di crisi, infilando la seconda vittoria consecutiva sul difficile campo del Newcastle, firmata per gli uomini di Villas Boas (che torna a respirare) da Drogba, Kalou e Sturridge, dopo che Lampard aveva anche fallito un rigore.

CONFERMA - Sulla ruota di Montpellier è uscita contro il Lorient una quaterna - Dernis, Giroud, Utaka e Cabella - che ha consentito alla battistrada della Ligue 1 di tenere alla distanza (di tre punti) il Paris SG, che ha superato a fatica (3-2) l'Auxerre al «Parco dei Principi». Di Jallet, dell'ex romanista Menez e del brasiliano Nené su rigore le reti per la squadra di Antoine Kombouare, che comunque non è tornato a respirare, visto che dopo Carlo Ancelotti, su di lui aleggia il fantasma di Rafa Benitez.

Francesco Ufficiale
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