Arsenal, per Henry una statua all'Emirates
L'ex attaccante dei Gunners: «Nemmeno nei miei sogni più folli avrei immaginato che un giorno avrebbero eretto una mia statua davanti allo stadio della squadra per cui ho giocato e che amo e sostengo»
venerdì 09 dicembre 2011
LONDRA - Una statua di bronzo di Thierry Henry è stata inaugurata oggi nei pressi dell'Emirates Stadium, l'impianto dell'Arsenal che in questo fine settimana festeggia il 125/mo anniversario. L'attaccante francese, miglior marcatore della storia dei 'Gunners' (226 reti), è uno dei tre 'simboli' della squadra londinese ad aver ricevuto oggi l'onore di una statua, insieme all'ex capitano e difensore Tony Adams ed all'allenatore Herbert Chapman, che guidò i biancorossi al successo nei campionati 1930-'31 e 1932-'33. "Nemmeno nei miei sogni più folli - ha commentato Henry - avrei immaginato che un giorno avrebbero eretto una mia statua davanti allo stadio della squadra per cui ho giocato e che amo e sostengo". Henry ha giocato nell'Arsenal dal 1999 al 2007, vincendo due campionati e due Coppe d'Inghilterra. Con i 'Gunners' ha giocato anche la finale della Champions 2006, persa a Parigi contro il Barcellona di Ronaldinho.
LACRIME PER TITI' - Durante la cerimonia d'inaugurazione della sua statua all'Emirates Stadium, Thierry Henry, che era accompagnato dalla figlia Tea, non è riuscito a trattenere le lacrime. "L'immagine di questa statua - ha detto il francese - è un esempio perfetto dell'amore che provo per questo club. Io in ginocchio di fronte all'Emirates con Highbury (il vecchio stadio n.d.r.) alle spalle: è incredibile". "Vorrei ringraziare i tifosi - ha aggiunto Henry - perchè sono sempre stati speciali e per questo ho sempre cercato di dare il meglio di me stesso, anche se so che a volte questo non è stato sufficiente. Ma ho sempre dato tutto, per i supporter e per il club". Henry ha segnato 226 gol con la maglia dei 'Gunners'. Tony Adams, altra 'leggenda' della squadra londinese di cui oggi è stata inaugurata una statua, ha giocato nell'Arsenal, da difensore e poi anche da capitano, per ben 19 anni. La terza statua è quella del 'mitico' Herbert Chapman, il tecnico inventore del sistema, che allenò la squadra di Londra dal 1925 al 1934 (anno in cui morì di polmonite a soli 55 anni).

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