Balotelli, che generosità! Costruisce scuola in Sudan

I bambini di Cuey Machar, il villaggio dal quale fu trascinato via all’età di quattro anni, avranno una scuola. Ad aiutarli è anche una stella del calcio mondiale, talento, sregolatezza, cuore e radici africane: Mario Balotelli. La struttura dei quattro edifici è stata completata grazie ai suoi 20.000 euro. Per quasi 400 bambini la campanella comincerà a squillare nel 2013, sperando arrivino presto le sedie, le cattedre e il resto

venerdì 16 dicembre 2011

ROMA - Mancano banchi e armadietti ma John Kelei è felice. I bambini di Cuey Machar, il villaggio dal quale fu trascinato via all’età di quattro anni, avranno una scuola. Ad aiutarli è anche una stella del calcio mondiale, talento, sregolatezza, cuore e radici africane: Mario Balotelli. La struttura dei quattro edifici è stata completata grazie ai suoi 20.000 euro. Per quasi 400 bambini la campanella comincerà a squillare nel 2013, sperando arrivino presto le sedie, le cattedre e il resto. «I figli del Sud Sudan non devono mai più conoscere la guerra», dice alla MISNA John ripercorrendo la sua storia, già raccontata al Festival di Cannes dal film “The Silent Army”. Per più di 10 anni fu costretto a imbracciare il fucile e a sparare. I ribelli dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan (Spla) combattevano i soldati di Khartoum, lottando per un’indipendenza conquistata soltanto pochi mesi fa a un prezzo altissimo. Il futuro dei bimbi del suo villaggio, John, ha cominciato a costruirlo quando cadevano le bombe. Il Nilo era l’unica via per raggiungere Khartoum e da qui, dopo la scuola dai missionari comboniani e i risparmi messi da parte un po’ alla volta, il viaggio con i trafficanti fino alle università dell’Olanda. L’incontro con Balotelli, il campione italiano figlio di immigrati ghanesi, è avvenuto quando “Supermario” giocava a Milano con l’Inter. John stava presentando la sua fondazione e raccontava dei progetti da realizzare una volta tornato a casa. «Un anno dopo – racconta John – mi è arrivata una e-mail: voleva condividere la sua fortuna con il Sud Sudan».

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  1. Scrive:
    17/12/2011 14:56:32

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