«Socrates nella storia. Aveva classe sopraffina»
Il ricordo di avversari e compagni. Zoff: «Mi dispiace per l'uomo». Antognoni: «Aveva le sue idee, un autentico campione»
domenica 04 dicembre 2011
ROMA - "Dispiace molto per Socrates, e un pò anche per noi: è un pezzo della nostra storia che si stacca e va via". È l'omaggio che Paolo Rossi, autore della storica tripletta al Brasile nel mondiale '82, rende a Socrates, capitano di quella Selecao. "Ricordo il gol che segnò a Zoff, era l'uno a uno - prosegue Rossi commentando la scomparsa dell'ex centrocampista brasiliano - non ci potevo credere che arrivasse su quel pallone, sembrava lento e invece non lo era". - "Socrates, prosegue Paolo Rossi, era in effetti un falso lento. Era un giocatore di non grande dinamismo, ma dal piede eccelso e soprattutto di grandissima intelligenza di gioco. Con Zico e Falcao era il simbolo di quel Brasile, oltre ad esserne il capitano". Ma c'è anche un altro aspetto che a Pablito piace ricordare. "Socrates sembrava un giocatore di altri tempi - ricorda - era uno fuori dagli schemi. In campo certo, ma soprattutto fuori. Tutti lo conoscevano per la laurea in medicina e anche se non esercitava aveva tantissimi interessi culturali e sociali. Insomma, sotto tutti i punti di vista un atipico".
ZOFF - "Da capitano a capitano, a Socrates dico che rimarrà nella storia". Dino Zoff ricorda così l'avversario della sfida al Mondiale '82, scomparso nella notte. "Dispiace per l'uomo. Anche per la giovane età. È stato un giocatore grandissimo, anche se in Italia aveva avuto delle difficoltà ad affermarsi. Ricordo quel gol dell'1-1 nell'82 - conclude Zoff, che in Nazionale era capitano come Socrates nel Brasile -. Quando si subisce una rete si pensa sempre di chi è la colpa ma gol così li fanno solo i campioni".
ANTOGNONI - "Sono davvero addolorato, tutti avevamo sperato che stesse meglio, che potesse recuperare. Purtroppo non è stato così". Così Giancarlo Antognoni commentando la notizia della morte avvenuta stamani a San Paolo dell'ex calciatore brasiliano che ha giocato a Firenze nella stagione '84-85, nella sua stessa Fiorentina. "Quell'anno io ero infortunato e non giocai molto, ma conservo comunque dei bei ricordi di Socrates - ha continuato Antognoni - Era un vero personaggio, sopra le righe, con le sue medotologie, il suo tenore di vita, le sue idee. Fece fatica ad ambientarsi nel nostro calcio ma era un autentico campione, dotato di classe sopraffina e di grande carisma e personalità. I ricordi più speciali sono legati alle sfide in nazionale, su tutte Italia-Brasile al Mondiale '82, lui segnò anche il gol del momentaneo 1-1 ma alla fine vincemmo noi".

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