Calciopoli, Pairetto attacca:
«Figc spingeva a rapporti»

Ancelotti non c’è. I pm puntano sulle sim e spuntano nuove telefonate. Intanto parla l'ex designatore: «Dire le griglie nei giorni precedenti non era una cosa vietata nè commentata negativamente dalla Federcalcio». Moggi interviene in aula: «Auricchio? O non ha risposto o ha detto cose fuori posto, come per esempio su Baldini». Il presidente del Collegio giudicante Teresa Casoria lo ha invitato a «non fare un comizio». Segui la giornata IN DIRETTA

NAPOLI, 27 aprile - Si ricomincia, stavolta con gli aerei che at­terrano e decollano da Ca­podichino, ma senza Carlo Ancelotti. Calciopoli si ri­mette in moto, appuntamen­to in Tribunale alle 9: man­ca il teste più atteso, c’è l’ispettore di polizia Salva­gno, e c’è una procura che potrebbe annunciare ulte­riori sviluppi nelle indagini. Una settimana fa, sul finire, mossa a sorpresa dei pm Narducci e Capuano, che acquisirono agli atti l’in­tervista de­flagrante di Maurizio Zamparini a Radio Radio. Stamani, po­trebbe esser­ci dell’altro, le ennesime intercettazioni scomode dell’epoca o chis­sà cosa. Va valutata la ri­chiesta di acquisizione delle 22 telefonate presentate dai legali di Pairetto; va ascol­tato soprattutto Salvagno, che negli anni roventi ha condotto le indagini da Tori­no. Martedì scorso, per la pri­ma volta a Napoli, è com­parsa Maria Grazia Fazi, la cosiddetta «zarina» della se­greteria della Can. Stamani si potrebbe parlare di lei, del suo ruolo, di ciò che av­venne in quel periodo, quando la Fazi si ritrovò al centro di un trasferimento ad altro incarico. 

19.00 RINVIO ALL'11 MAGGIO, NUOVI ATTI INDAGINE
A conclusione dell'udienza del processo di Calciopoli, i pm Stefano Capuano e Giuseppe Narducci hanno reso noto di aver depositato nuovi atti di indagine. Sul contenuto non sono comunque trapelate indiscrezioni. Il processo è stato rinviato all'undici maggio quando saranno ascoltati in aula gli ultimi testimoni indicati dal pubblico ministero, tra i quali gli allenatori Carlo Ancelotti e Roberto Mancini.

15.30 INTERROGATO SALVAGNO
Al termine dell'udienza l'accusa ha interrogato Claudio Salvagno, uno dei poliziotti che per primi ascoltò le intercettazioni di Moggi. Salvagno ha ripercorso le tappe sulle quali si è poggiata la prima indagine (designazioni richieste da Moggi e richieste dell'ex dg bianconero ad Elkann per avere sconti per l'acquisto di macchine a prezzi agevolati).

14.59 MOGGI: «DESIGNAZIONI PER AMICHEVOLI, NULLA DI SBAGLIATO»
L'ex dg della Juventus Luciano Moggi ha voluto fare una dichiarazione spontanea. «Ci sono state delle inesattezze dette dal teste. Per quello che riguarda le amichevoli, posso dire che c'era un accordo di mandare gli arbitri più vicini dal punto di vista territoriale, per questo per la partita con il Messina venne l'arbitro di Catania, per quella con il Livorno l'arbitro di Firenze. Per il Trofeo Berlusconi era uso nominare l'arbitro che era passato internazionale quell'anno, ed era il caso di Pieri». Moggi ha poi parlato di una Maserati acquistata a prezzi vantaggiosi: «Ci sono state indagini della Guardia di Finanza che hanno smentito il tutto, e poi bastava vedere che noi non avevamo una lira, senza fare alcuna indagine, altro che Maserati».
 
14.40 MOGGI: «HO INCONTRATO DE SANTIS, E ALLORA?»
L'eex dg della Juventus Moggi: «Avrei incontrato De Santis nello spogliatoio a fine partita. E allora? Ma lo sa questo signore che non era vietato? Lo sa che noi non avevamo addetti agli arbitri, come Meani, che entravano negli spogliatoi anche a metà partita? Facchetti ha avuto una inibizione di tre mesi per essere entrato negli spogliatoi a metà partita, ed era vietato, io sono andato a fine gara e non lo era. Mazzini era un bravo uomo ma era solo l'ultima ruota del carro».

14.35 SIPARIETTO DI MOGGI: «DIVERSI METODI DI INDAGINE»
Moggi attacca Auricchio con una dichiarazione spontanea: «Avrei da ridire sul metodo di indagine seguito da Auricchio: dice di avere utilizzato come metodo di indagine la Gazzetta dello Sport, che è il giornale che praticamente fa le sentenze, e per il quale il principio di non colppevolezza non esiste. Le faccio un esempio: la partita di sabato scorso Inter-Atalanta, per la Gazzetta l'arbitro merita 6,5, mentre per il Corriere dello Sport di Roma merita 5,5».

14.09 PAIRETTO: «FIGC CI SPINGEVA A RAPPORTI CON LE SOCIETÀ»
«La Federazione ci spingeva perché avessimo rapporti con le società di calcio in modo da evitare polemiche che finissero sui giornali, e anche a dire in anticipo le griglie degli arbitri». Lo ha detto l'ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto rendendo dichiarazione spontanea nel corso dell'udienza nel processo a Calciopoli in corso a Napoli. «Dire le griglie nei giorni precedenti - ha ricordato Pairetto - non era una cosa vietata né commentata negativamente dalla Federcalcio». E per illustrare la prassi delle conversazioni tra dirigenti di società e designatori arbitrali, Pairetto ha ricordato due episodi riguardanti Perugia e Palermo. Nel primo caso l'ex designatore ha rievocato l'episodio dell'arbitro Nucini aggredito a fine partita dal calciatore del Perugia Coly che per quest'episodio fu fermato per otto giornate. «Il caso volle - ha detto Pairetto - che Coly rientrasse in occasione di un Genoa-Perugia per il quale fu designato proprio Nucini. Fu per questo che la federazione ci invitò a chiamare il figlio del presidente del Perugia Gaucci». Altro episodio ricordato da Pairetto riguarda un sorteggio arbitrale di cui fu chiesta la ripetizione per una preclusione nei confronti di Collina che era stato sorteggiato per la partita del Palermo. «Fu così - ricorda Pairetto - che chiamammo Zamparini, presidente della società rosanero, per spiegargli l'accaduto». Prima di Pairetto è intervenuto, sempre per rendere dichiarazioni spontanee, l'ex dg della Juve Luciano Moggi che ha espresso, tra l'altro, critiche sul contro esame del colonnello dei carabinieri Auricchio, l'investigatore di Calciopoli: «O non ha risposto o ha detto cose fuori posto, come per esempio su Baldini», ha detto prima di essere interrotto dal presidente del Collegio giudicante Teresa Casoria che lo ha invitato «a non fare un comizio». L'udienza è stata sospesa: riprenderà alle 15.15 con la testimonianza del magistrato Cosimo Ferri, ex componente della commissione tesseramenti della Figc.

12.40 SALVAGNO E I BENEFICI
Salvagno fa l'elenco delle telefonate dalle quali emergono benefìci per alcuni iinterlocutori: macchine, orologi, tessere di abbonamento, accessi auto allo stadio. 

12.22  TOSATTI A MOGGI: «A TE NON TI MINACCIANO PERCHE' PAGHI I GIORNALISTI» - 
E' cominciato l'esame del teste Salvagno, l'ispettore di polizia che ha svolto le indagini. E' subito scontro con i difensori di Moggi che non vogliono che vengano resi noti i contenuti delle telefonate. Salvagno ha parlato dei rapporti di Moggi con le istituizioni. Letta anche una telefonata di Tosatti a Moggi in cui lo scomparso giornalista chiede una mano per una vicenda di minacce che ha subìto da una radio romana: «Luciano, a te non ti minacciano perché paghi i giornalisti».

12.00 PENTA: «TUTTI SI INFORMAVANO»
Il consulente tecnico della difesa di Moggi, Nicola Penta, ha dichiarato che «tutti si informavano e tutte le società chiedevano gli arbitri migliori. Basta sentire le telefonate tra Pairetto e Bergamo per capire che dopo aver subito pressioni di ogni tipo dalle società, definivano la griglia degli arbitri che avevano in testa».

11.40 RIPRENDE L'UDIENZA
Dopo qualche minuto di sospensione è ripresa l'udienza al Tribunale di Napoli. Sta parlando l'ispettore di Polizia Salvagno. Precedentemente il perito Penta ha parlato della 10 telefonate inedite che molto probabilmente verranno trasmesse agli atti.

11.18 SIPARIETTO DI MOGGI ALL'INGRESSO IN AULA
In aula anche oggi sono presenti diversi imputati del processo: tra gli altri Luciano Moggi e gli ex arbitri De Santis e Bertini e l'ex designatore Bergamo. Siparietto per Luciano Moggi al suo arrivo in tribunale. Alle richieste pressanti di un venditore ambulante l'ex Dg della Juventus ha risposto: «Non posso, ho finito tutti i soldi».

11.03 PRESENTATI NUMEROSI CONTATTI FRA DIRIGENTI E DESIGNATORI
La difesa di Moggi ha infatti individuato nelle 171 mila telefonate intercettate altre dieci chiamate "calde" che non sono state ancora ascoltate. Ce ne sono quattro con la sede dell'Inter, di cui tre all'allora designatore Bergamo e una direttamente all'arbitro De Santis (da parte di Facchetti). Ci sono poi tre telefonate tra la sede del Bologna e il cellulare di De Santis, due in cui la sede del Parma è in contatto con Bergamo e Pairetto, e una telefonata di 40 minuti tra il presidente del Cagliari Cellino e Bergamo.

10.59 UDIENZA SOSPESA
L'udienza è stata sospesa per un ritardo del teste. Si riprenderà alle 11.15

10.40 PRESENTI SALVAGNO E FERRI
Sono presenti in aula i testimoni dell'accusa Salvagno e Ferri. La prossima udienza (alla quale dovrebbe partecipare anche il tecnico del Chelsea Ancelotti) si terrà l'11 maggio.

10.30 COMINCIATA L'UDIENZA
E' cominciata da pochi minuti la nuova udienza

9.40 CHE CAOS
Moltissimi giornalisti presenti per questa nuova udienza a Napoli. Sono entrati da poco gli avvocati difensori di Moggi Trofino e Prioreschi.

9.00 SARA' PRESENTE ANCHE IL MAGISTRATO FERRI
E’ atteso in aula anche il magistrato Cosimo Ferri. Il ruolo cen­trale della giornata, però, è riservato al contenuto di al­cune telefonate, ritenute al­tamente significative, che risalgono all’autunno del 2004 e che vedono coinvolti Moggi, Pairetto e Bergamo. Aspettando Ancelotti, aspettando anche Roberto Mancini - in calendario tra sette giorni, il quattro di maggio, ma con udienza a rischio per uno sciopero an­nunciato degli avvocati - e soprattutto ascoltando ciò che i pm Narducci e Capua­no hanno da dire. Qualcosa bolle ancora lungo le linee telefoniche ma è chiaro che i pm punte­ranno ancora molto forte sulle sim svizzere, ap­profittando anche delle motivazioni appena de­positate sulle condanne ­tra gli altri - di Giraudo, Pieri, Lanese e Dondarini. Negli atti scritti dal giudice De Gregorio si parla pro­prio di sim estere «molto importanti per raggiungere gli obiettivi perché costitui­vano il mezzo necessario agli imputati per colloquia­re in modo sicuro» ma non di mercato come sostengo­no Moggi e i suoi difensori. 511 contatti individuati da­gli investigatori su due utenze dell’ex digi della Ju­ventus: secondo il giudice le schede svizzere furono for­nite a Pieri, Bergamo, Pai­retto, Racalbuto, Paparesta, Cassarà, Dattilo, De Santis e Gabriele. Per Pieri riscon­trate con un telefono 266 te­lefonate in uscita e 151 in entrata e con un altro 65 in uscita e 29 in entrata.

Antonio Giordano
47
  1. Blizzer Scrive:
    28/04/2010 13:22:17

    basta, si danno troppe occasioni a questo "signore" di dire fandonie attraverso i mezzi di informazione. Ha rovinato l'immagine del calcio italiano, non ci è bastato?

  2. luka14 Scrive:
    28/04/2010 11:28:05

    di essere in testa al campionato o comunque di lottare con la roma quest'anno...

  3. luka14 Scrive:
    28/04/2010 11:27:11

    ...chiaramente nessuno toglie le colpe di moggi e di tutto il seguito...ed e` giusto che debbano pagare... ma chiedo per i tifosi interisti le prossime volte di non badare alle telefonate di altre societa` e di non scordare che i campionati e le partite si vincono sul campo quando si e` capaci.. ritengo inutili le lamentele quando in un campionato e in tanti anni non si e` capaci di vincere non si puo` scaricare su altri la propria incapacita` palese a tutto il mondo cosi` come l'inter merita

  4. Scrive:
    27/04/2010 22:22:27

  5. POLIPO77 Scrive:
    27/04/2010 22:06:05

    SENTITE, L'INTER QUELLO CHE DOVEVA FARE GIA L'HA FATTO 4 ANNI FA, OVVERO FAR SPARIRE LE INTERCETTAZIONI CHE LA RIGUARDAVANO. PERCIO' INUTILE ROVINARSI IL FEGATO, ANCHE STAVOLTA SE LA CAVERANNO COME GIA ACCADUTO NEL CASO DEI PASSAPORTI FALSI. QUELLO CHE SPERO E' CHE ALMENO GLI TOLGANO QUELLO SCUDETTO FINTO. AI TIFOSI INTERISTI DICO CHE GUSTO C'E' PER UNO SCUDETTO NON FESTEGGIATO PER STRADA SENZA PASSERELLE A SAN SIRO? NON RIESCO A CAPIRE....

  6. boosta76 Scrive:
    27/04/2010 21:56:58

    Non so se lo sapete,ma tra le? motivazioni della sentenza (di primo grado) di Giraudo ci sono ancora le ammonizioni mirate e Paparesta chiuso nello spogliatoio.

  7. boosta76 Scrive:
    27/04/2010 21:55:23

    Non so se lo sapete,ma tra le? motivazioni della sentenza (di primo grado) di Giraudo ci sono ancora le ammonizioni mirate e Paparesta chiuso nello spogliatoio.

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