Abete carica: «Italia, devi vincere con la Serbia»

Il presidente della Federcalcio: «Stiamo lavorando per diventare grandi. Lavoreremo sulla B e sulla Primavera»

    ROMA, 11 ottobre - L'impegno di domani a Marassi, con la Serbia, «è un passaggio chiave» nel cammino verso l'Europeo 2012. È il messaggio che il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, affida ai microfoni di 'Radio anch'io lo Sport' alla vigilia dell'ultimo impegno ufficiale della nazionale nel 2010. Il rischio di questi gironi «è che si giocano poche partite, in questo caso 10. Già il 30% delle qualificazioni è alle spalle», sottolinea Abete, e manca il tempo per riparare eventuali errori «che si pagherebbero amaramente. Siamo partiti bene. Nel gruppo C finora ci sono stati due risultati non preventivati: la vittoria dell'Irlanda del Nord in Slovenia e quella dell'Estonia in Serbia. Noi dobbiamo cercare di vincere con la Serbia per arrivare a 10 punti e andare in Slovenia a marzo attendendo di sapere cosa farà l'Irlanda del Nord, che incontrerà la Serbia fuori casa e la Slovenia in casa». L' 'Operazione simpatia' della nazionale, promossa dalla Figc, passa anche per «una squadra che sta cercando di crescere. Sappiamo di essere in una fase di ricambio generazionale. Dobbiamo lavorare in profondità e avere pazienza, ma anche la dimensione di una squadra che cerca il gioco ed il risultato».

    «STIAMO LAVORANDO PER DIVENTARE GRANDI» - A chi sostiene che questo gruppo abbia dei limiti tecnici, Abete risponde: «È una nazionale che sta lavorando per diventare grande, attraverso il sacrificio e la capacità di fare le scelte giuste. Serve fiducia, ma anche la consapevolezza che viviamo una fase di transizione difficile. Non accettarlo significa chiudere gli occhi davanti alla realtà"». «Bisogna lasciar lavorare il ct Prandelli. Già ora però - aggiunge Abete - la nazionale entra in campo con lo spirito giusto, non con una logica solo difensiva, ma per fare la partita».

    «MANCA UN BOMBER VERO» - Si sente la mancanza di un centravanti di peso, «ma non da oggi c'è un problema realizzativo. È dai tempi di Bobo Vieri che manca un 'bomber'. Non abbiamo il Klose della Germania». Abete ha parlato anche del lavoro che, per la riforma del movimento, stanno svolgendo Baggio, Sacchi e Rivera. «Tre uomini scelti non come simboli, ma perché trasferiscano una grande attenzione nei confronti di qualità, organizzazione e crescita dei settori giovanili. Sacchi segue costantemente le nazionali giovanili. Con Demetrio Albertini (vicepresidente Figc, ndr) ha incontrato a Coverciano tutti i tecnici delle squadre giovanili di A e B. Ci sono stati due incontri con Baggio e Rivera che stanno mettendo a punto un progetto per il rilancio delle scuole calcio. Si deve lavorare in profondità, quindi non si abbia l'aspettativa che i difetti strutturali del calcio giovanile italiano possano essere sanati in 30 giorni».

    «ATTENZIONE VERSO B E PRIMAVERA» - Al di là della polemica sul numero degli extracomunitari che giocano in prima squadra, «serve grande attenzione verso le Primavera e la serie B. Stiamo cercando di fare in modo che le risorse della federazione siano finalizzate a delle politiche mirate. Abbiamo abbandonato la consuetudine di dare risorse alle Leghe senza entrare nel merito delle politiche sportive che venivano realizzate con queste risorse». L'obiettivo è di valorizzare i settori giovanili: «C'è un grande progetto che riguarda le 7.000 scuole calcio». Abete ha accennato infine all'opera di mediazione svolta dalla Figc per scongiurare lo sciopero dei calciatori. A novembre però il problema si riproporrà: «L'ultimo incontro svoltosi in Federazione è stato positivo, ne è uscito un documento di riferimento per la Lega di serie A. Il 15 ottobre avremo un altro incontro, sempre in Federazione. Oggi l'Aic farà il punto della situazione. Non possiamo pensare di arrivare a fine novembre e ritrovarci ancora con il dubbio se il contratto verrà firmato o meno. Altrimenti la Federazione accelererà di nuovo il ritmo».

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    1. luciovale Scrive:
      11/10/2010 22:13:13

      ABETE, DONEVI COME MINIMO DIMETTERTI INVECE.................

    2. miticomirko Scrive:
      11/10/2010 13:04:32

      ABETE, se vuoi far tornare grande l' Italia, hai solo una strada...
      FATTI DA PARTE, SEI LA CONTROFIGURA DI CARRARO, ESEGUI SOLO ORDINI, NON HAI Né PERSONALITà, Né CARISMA, SEI NOIOSO, ANONIMO, INSIGNIFICANTE, STUCCHEVOLE, NON PRENDI MAI POSIZIONE SU NESSUN EVENTO, SE NON DOPO AVER FATTO UN GIRO DI CONSULTAZIONI PER CAPIRE QUALE RISPOSTA SIA LA PIù DIPLOMATICA E GRADITA AI POTENTI...MA CHE CI STAI A FARE SU QUELLA POLTRONA???

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