Italia, la maglia azzurra
compie cento anni

Il 6 gennaio 1911, a Milano, l’esordio della storica divisa della Nazionale. Un secolo fa la Nazionale lasciava il bianco per un colore entrato nella leggenda

ROMA, 5 gennaio - Cento anni d’azzurro. Domani la maglia più amata dagli italiani compie un secolo. Infatti, la Nazionale di calcio indossò per la prima volta l’azzurro il 6 gennaio 1911 nella gara all’Arena di Milano contro la forte Ungheria allenata da Frigyer Minder. L’amichevole fu vinta dai magiari grazie a un gol di Imre Schlosser, detto Slozi.
 
Le prime due partite della sua storia, entrambe nel 1910, contro la Francia (a Milano) e l’Ungheria (a Budapest), la Nazionale italiana le disputò in maglia bianca prima di adottare l’azzurro, colore particolarmente gradito da Casa Savoia che regnava nel Paese. Un colore però, nei vari punti cromatici, capace di resistere a mode e regimi. Dalla Monarchia alla Repubblica. Due volte in maglia nera, nel 1938, nel Campionato del mondo in Francia, una soluzione subito archiviata e mai più ripetuta. Cento anni d’azzurro. Milioni di emozioni. Vinti quattro titoli mondiali (1934, 1938, 1982, 2006), un campionato d’Europa (1968), una Olimpiade (1936), due Coppe Internazionali (1930, 1935), due volte vice campioni del Mondo (1970, 1994) e in entrambi i casi superati dal Brasile, unica nazionale del pianeta che può dare del tu a quella azzurra.
 
Cento anni d’azzurro con Vittorio Pozzo, unico allenatore della Terra capace di alzare due volte al cielo la Rimet, mettersi al collo una medaglia d’oro olimpica e vincere due trofei internazionali. E poi, di nuovo sul gradino più alto del football mondiale con l’ossuta saggezza di Enzo Bearzot e il fascino magnetico di Marcello Lippi. L’Italia in campo settecentoundici volte con 382 vittorie, 189 pareggi e 140 sconfitte. 1257 gol fatti e 714 subiti.
 
I 35 gol dell’immenso Gigi Riva realizzati in 42 gare, il principe dei goleador davanti a Giuseppe Meazza (33), Silvio Piola (30), Roberto Baggio e Alessandro Del Piero (27). Cento anni di azzurro con le 136 presenze di Fabio Cannavaro, settantanove delle quali con la fascia di capitano e il suo abbraccio nel 2006 alla Coppa del Mondo nella notte di Berlino. Le mani immense di Dino Zoff a Madrid nel 1982 e quelle di Giampiero Combi a Roma nel 1934, il sorriso composto di Meazza a Parigi nel 1938. Primi in Europa all’Olimpico di Roma con l’eleganza di Giacinto Facchetti che consegnò il trofeo a Ferruccio Valcareggi.

Cento anni di azzurro vissuti in panchina: da Umberto Meazza a Cesare Prandelli. Un secolo e un anno di capitani. Da Francesco Calì (in maglia bianca) nella prima partita ufficiale della Nazionale a Giuseppe Rossi nell’ultima gara azzurra del 2010 contro la Romania. Con le 74 volte di Paolo Maldini alle spalle del recordman Cannavaro. Cento anni di azzurro con Renzo De Vecchi, il figlio di Dio, ancora oggi il più giovane esordiente in Nazionale: quando entrò in campo il 26 maggio 1910 nel Millenaris Sporttlep di Budapest aveva 16 anni e 3 mesi. Diventò uno dei più grandi calciatori dei suoi tempi e ben presente nell’albo d’oro degli azzurri di sempre.

Biagio Angrisani
Scrivi un commento
Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


 


 
Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
 
in edicola
Vai alla prima pagina

Adv