Prandelli si gode Balotelli: «Felice per lui e per noi»
Il ct della Nazionale: «Finalmente dopo tutte le critiche ricevute in questi mesi è giusto che si goda questo momento, con la consapevolezza di fare tesoro di tutto. Sono felice soprattutto quando riproponiamo giocatori importanti per il nostro progetto e per quello che sta nascendo intorno a questo ragazzo»
sabato 12 novembre 2011- › Mancini esalta Balotelli
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ROMA - Mezz’ora di Prandelli su Balotelli. E’ il suo giorno e il ct a un certo punto, sorridendo, chiede di non fargli più domande su Mario. Richiesta inevasa.
Quanto è felice di avere in squadra un giocatore come Balotelli?
«Sono felice perché dopo tutte le critiche ricevute in questi mesi è giusto che si goda questo momento, con la consapevolezza di fare tesoro di tutto. Sono felice soprattutto quando riproponiamo giocatori importanti per il nostro progetto e per quello che sta nascendo intorno a questo ragazzo».
Come sono state le ore dopo il gol e la vittoria?
«Nessun festeggiamento particolarte. E’ dentro Mario la possibilità di fare questa prestazione, di avere un atteggiamenton giusto per 90' giustio. E’ qello che gli chiedevamo. Complimenti a Mancini che ha lavorato tanto su di lui».
Prima Cassano, poi Balotelli. Lei sa come si lavora con i buoni talenti
Prandelli sorride: «A Firenze c’è un gelato che amo, si chiama buontalenti...».
Qual è la chiave?
«L’empatia, senza nascondere niente, dicendo la verità per farsi dire la verità, quando è sincero un rapporto va avanti per sempre»
Altri allenatori hanno fallito, però.
«Non è simpatico entrare nei particolari, ma la base è questa: “Dimmi qual è il tuo disagio, qual è la tua preoccupazione”. Sta nascendo è una squadra sincera. Tornando dalla Polonia ho fatto due parole con Boniek (suo ex compagno nella Juve, ndr), ora fa l’opinionista, mi ha detto che ora vede una nazionale che non sta giocando contro nessuno. L’Italia gioca per migliorarsi, divertirsi e confermarsi. A me non è mai piaciuta una squadra che gioca contro qualcuno. E’ stato bello che Zibì me l’abbia fatta notare».
La Nazionale contro la stampa ha vinto un Mondiale, però.
«Dateci tempo... A me piace una squadra matura e consapevole di se stessa, che non pensi all’esterno».
Per Balotelli è il momento della svolta?
«Prima della partita tutti abbiamo detto che abbiamo avuto la sensazione di trovare un ragazzo più maturo e mi auguro che possa aver intrapreso questa strada, ieri ha fatto vedere delle cose molto importanti».
Ha baciato la maglia dopo il gol, ma senza esultare. Le ha detto qualcosa?
«Andiamo avanti passo dopo passo. Arriverà il momento che dovrà tirare fuori tutta la gioia e convinvere con i propri sentimenti».
Se arriva una batosta, che farà?
«Ci penso sempre prima della partita, ci sta una volta di perdere. In questo momento però non dobbiamo pensare a questo, ma alla prestazione».
Cosa si aspetta da Roma?
«Mi auguro che il pubblico risponda come sempre, è uno stadio dove si respira un’atomosfera bella».
Cassano le ha mandato un messaggio?
«Ci sentiremo dopo la partita con l’Uruguay»
Per Balotelli e per il gioco, cosa cambierà passando da Pazzini a Osvaldo oppure a Matri?
«Non c’è una grande differenza, dovremo modificare qualcosa ma poco. Sarebbe stato più interessante vedere Balotelli con Giovinco, più complicato, ma più affascinante»
Osvaldo ha la possibilità di giocare dall’inizio martedì all’Olimpico?
«Sì, come gli altri».
Balotelli come Baggio: la vera squadra di Roby era la Nazionale. Può essere?
«Non lo so, cerchiamo di vivere il presente e capire i messaggi che Mario sta mandando per poterlo aiutare».
Hai mai visto un attaccante con le caratteristiche di Balotelli?
«L’Italia ha avuto grandissimi campioni, bomber veri, lui è un attaccante atipico, un attaccante moderno che sa giocare a calcio, non sente solo il gol, ma vede anche il gioco».
Le dispiace che si parli di Nazionale Balotelli-dipendente?
«No, prima eravamo Cassano-dipendenti».
Chi ce l’aveva a 19 anni lo considerava un ragazzo perso
«A quell’età si deve fare un percorso, Mario non l’ha fatto in quel momento e lo sta facendo adesso. Se tu punti su un ragazzo giovane e talentuoso devi mettere in preventivo che è in quel modo. Lui ha fatto la scelta di tenerlo e di seguirlo». Con riferimento a Mancini.
Balotelli giocherà con l’Uruguay?
«Verificheremo le codizioni di tutti, ma in questo momento penso di riproporlo»
Lei ha parlato di un’asticella sempre più alta. All’Europeo non ci possiamo nascondere.
«Intanto pensiamo all’Uruguay, una delle più forti nazionali del mondo. Dobbiamo ancora verificare tante cose. La prima: come rimontare quando andremo sotto di un gol. La seconda: come reagire a una sconfitta. La terza: se la pressione di un Europeo può essere così forte da condizionare una prestazione».
Che messaggio invia la Nazionale nel viaggio a Rizziconi?
«Un messaggio molto importante, anche se qualcuno dirà che è solo una toccata e fuga; sono convinto che un gesto tante volte può aiutare persone che vivono situazioni particolari. Mi auguro che abbia una continuità. Possiamo aiutare a risolvere il problema della mafia che nasce quando non hai la libertà di poter fare quello che puoi fare»
Secondo tempo col 4-3-3, le è piaciuta anche così l’Italia?
«Mi è piaciuta di più. I dubbi mi sono venuti, ma in posititivo, perchè la squadra era più equilibratra e più ordinata. Nel primo tempo l’iniziativa partiva troppo bassa. E’ vero che difficilmente vedi il possesso palla, in trasferta, che inizia dall’area. Forse è troppo, ma è meglio di una squadra che butta via la palla subito».
Ci sono continui messaggi alla nazione dalla Nazionale.
«Non è che voglio mandare messaggi, voglio fare l’allenatore, ma mi fate delle domande e io rispondo. Rizziconi? C’è bisogno di aiutare certe persone, vincere determinate resistenze».
L’Italia ha una difesa solida.
«Ho sempre sostenuto che qualunque difesa al mondo, se non c’è equilibrio di squadra, prima o poi un gol lo prende. Se invece quell’equilibrio c’è, tutto si sistema»
Come ha visto Abate “tappabuchi” (come temeva Galliani)?
«Ha fatto una buona partita, ma dovevamo lavorare di più, cercare di sfruttare di più le caratteristiche di questo ragazzo; abbiamo sviluppato poco sul centrodestra e nel secondo tempo con Pepe dovevamo trovare meglio i tempi di inserimenti»
Come giudica De Rossi in questo momento?
«Sta rispondendo bene. All’inizio della stagione faceva il centrocampista centrale, a Novara ha fatto l’interno: avendo Pirlo lui deve lavorare da interno. E’ sereno e tranquillo».
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Diabolik1963 Scrive:
12/11/2011 23:47:22Ma Quagliarella dove e' finito? Non gioca nella Juve, non gioca in Nazionale, si inventa falsi infortuni per non giocare contro il Napoli....
E' evidente che ha perso Casa, Patria e Onore...

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