Oreste Vigorito: Benevento in serie B per mio fratello
Il presidente ha preso le redini del club con il compianto Ciro: c’è una missione da completare
martedì 04 ottobre 2011
BENEVENTO – La magnifica ossessione, il sogno ricorrente che non riesce a realizzarsi. Ottantadue anni di storia senza mai conoscere la serie B: un tormento per i tifosi sanniti e per una città che vive il calcio in maniera viscerale. Un cruccio grande così anche per Oreste Vigorito, presidente da cinque anni del sodalizio giallorosso, l’imprenditore padre dell’eolico (è creatore dell’IPVC, la prima società italiana del settore), giunto nel Sannio sulle ali del vento per “comprarsi un’emozione”, così come aveva scritto suo fratello Ciro in un ,ibro che gli aveva dedicato. “Lo abbiamo voluto in due questo progetto, io e mio fratello - dice il presidente – e idealmente saremo in due a portarlo a termine”. La morte, lo scorso anno, di Ciro Vigorito, fulcro pesante della società, gli ha solo regalato una ragione in più per andare avanti. Con l’avvento della sua famiglia a inizio del 2006, la squadra giallorosa è diventata un modello da seguire per tutto il calcio italiano: conti sempre in ordine, investimenti mirati, formazioni competitive. “Ho sempre amato le sfide impossibili – spiega Oreste Vigorito – e provare a portare in alto il calcio a Benevento ha sollecitato il mio orgoglio. La realtà poi è stata più dura del previsto e finora abbiamo solo potuto accarezzare il nostro grande sogno”.
RICOMINCIARE - I fratelli Vigorito presero la società che già boccheggiava dopo un salvataggio con Lodo Petrucci: una promozione in C1 nel ‘07/08 con Simonelli in panchina, poi tre play off di fila per la B, con la finale del 2009 persa in casa con il Crotone. L’eliminazione per mano della Juve Stabia nel giugno scorso. Oreste Vigorito però ha trovato ancora la forza di ricominciare. Quando il presidente ha annunciato il ritorno di Simonelli ci ha scherzato: “Non abbiamo vinto nulla in questi tre anni in cui siamo stati divisi, proprio per centrare i nostri obiettivi con lui”.
RIVOLUZIONE - Rivoluzione doveva essere e rivoluzione è stata. Sono arrivati autentici pezzi da novanta dalla B, ma la soddisfazione più grande è stata la promozione in prima squadra di quattro gioielli dei vivaio: Baican (’88), Vacca (’90), De Risio (’91) e Falzarano (’92). Il settore giovanile era l’idea fissa di Ciro Vigorito, lo curava con un’attenzione particolare, lo scudetto della Berretti nel 2009 era stata la sua soddisfazione più grande. “E’ ancora il punto focale della nostra attività – spiega il presidente Vigorito – Ciro amava dire “costruiamo degli uomini che magari saranno anche calciatori”. L’impegno del Benevento sarà quello di arricchire e realizzare il sogno di mio fratello. Un maggiore impegno nei confronti dell’attività di base e delle squadre giovanili, vuole dire formare giocatori di alto livello”. Grande attenzione alla squadra che proverà amcora una volta a dare la scalata alla cadetteria, grande attenzione alle infrastrutture. Il Santa Colomba, intestato non per caso a Ciro Vigorito, presenta un look decisamente migliore dopo l’ultimo restyling: tornelli e telecamere hanno reso la struttura tra le più sicure del meridione. Ma la programmazione non finisce qua, c’è altro: “E’ già in fase avanzata – spiega Vigorito – la progettazione di un centro sportivo che accoglierà giovani locali e interregionali allo scopo di fornire loro tutte le strutture necessarie per favorire la crescita sana all’insegna dei valori dello sport”. Quando il calcio diventa crescita sociale.
Ufficio Stampa Lega Pro

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