Foggia, una storia lunga 90 anni
Nel maggio del 1920 viene costituito lo Sporting Club Foggia. Ora sono tornati alla base Peppino Pavone e Pasquale Casillo. Ed è da loro che Foggia vuol ripartire per tornare a far parte del calcio che conta
lunedì 10 ottobre 2011
I primati rossoneri
Prima vittoria 09/09/23 S.C. Foggia - Garibaldino Taranto [1-0]
Prima vittoria in trasferta 30/09/23 Garibaldino Taranto - S.C. Foggia [0-1]
Prima sconfitta 25/11/23 Liberty Bari - S.C. Foggia [2-0]
Prima sconfitta casalinga 09/12/23 S.C. Foggia - Audace Taranto [0-2]
Primo gol realizzato 09/09/23 Casale (40° S.C. Foggia - Garibaldino T. 1-0)
Primo gol subito 25/11/23 Perilli (48° Liberty Bari - S.C. Foggia 2-0)
Primo rigore realizzato 02/01/27 Camero (S.C. Foggia - Ideale Bari 1-0)
Miglior piazzamento 9° posto in Serie A (stagioni '64/65 - '91/92 - 93/94)
- Peggior piazzamento 17° posto serie C/1 (stagione '98/99)
Massimo punteggio 71 punti (stagione 02/03)
Minimo punteggio 15 punti (stagione 40/41)
Miglior striscia positiva 24 giornate (stagione '63/64)
Maggior numero vittorie 22 (stagione '55/56)
Maggior numero vittorie consecutive 9 (stagione 02/03)
Maggior numero vittorie in trasferta 9 (stagione 47/48 - 02/03)
Vittoria più larga 04/10/53 Olbia - Foggia 0-10
Vittoria più larga in trasferta 04/10/53 Olbia - Foggia 0-10
Vittorie più larghe casalinghe 31/01/32 Foggia - Gladiator 8-0 17/04/32 Foggia - Arezzo 8-0
Sconfitta più pesante in trasferta 15/10/50 Lecce - Foggia 8-0
Sconfitta più pesante casalinga 24/05/92 Foggia - Milan 2-8
Maggior numero sconfitte casalinghe 5 (stagioni 51/52, 76/77, 98/99, 03/04)
Minor numero sconfitte casalinghe 0 (stagione 31/32)
Maggior numero pareggi 20 (stagione 80/81)
Minor numero pareggi 4 (stagioni 47/48, 55/56)
Minor numero vittorie 6 (stagioni 70/71, 73/74)
Maggior numero sconfitte 19 (stagione 60/61)
Minor numero sconfitte 3 (stagione 47/48)
Maggior numero reti segnate 78 (stagioni 50/51, 55/56)
Maggior numero reti segnate in casa 53 (stagione 55/56)
Minor numero reti subite 18 (stagione 47/48)
Maggior numero reti segnate trasferta 27 (stagione 91/92 02/03)
Maggior numero reti segnate in A 58 (stagione 91/92)
Minor numero reti segnate in trasferta 3 (stagione 82/83)
Minor numero reti subite in casa 4 (stagione 75/76)
Minor numero reti subite in trasferta 8 (stagione 47/48 - 72/73)
Maggior numero reti subite 62 (stagione 49/50)
Minor numero reti segnate 20 (stagione 73/74)
Gol n. 1000 Reddi (stagione 52/53 - Brindisi-Foggia 2-3)
Gol n. 2000 Bergamaschi (stagione 76/77 - Foggia - Fiorentina 2-3)
Gol n. 3000 Vantaggiato (stagione 02/03 - Foggia - Puteolana 4-1)
Calciatore con più presenze Pirazzini (373)
Calciatore straniero con più presenze Kolivanov (106)
Calciatore con più reti realizzati Nocera (102)
Miglior realizzatore in campionato Marchionneschi 29 gol (stagione 31/32)
Calciatore con più reti in una gara Marchionneschi 5 gol (Brindisi-Foggia 2-7) Bellotti 5 gol (Foggia - T. Taranto 6-0)
Record di imbattibilità di un portiere Trentini (1002')
Il tecnico con più presenze Zeman (205)
Il tecnico con più vittorie Marsico (95)
UNA STORIA LUNGA 90 ANNI
Nel maggio del 1920 viene costituito lo Sporting Club Foggia, nato dalla fusione fra US Atleta, Maciste e US Pro Foggia. Dopo un breve periodo di inattività, nel febbraio del '22 lo Sporting si ricostituisce, indossando una maglia rossonera a strisce verticali che richiamano chiaramente quelli del Milan, di cui i fratelli Tiberini sono tifosissimi e scelti da un calciatore inglese milanista, Kilpin.
Sulla scena locale, nel frattempo, si affaccia l'Incedit, la squadra della Cartiera, con la quale i rossoneri si apprestano a disputare i primi derby. Ma è il 1957 l’anno di fondamentale importanza nella vita societaria: Foggia e Incedit decidono di unire le forze e dar vita ad un unico sodalizio, chiamato US Foggia & Incedit, alla cui presidenza assurge Armando Piccapane, e nel '58 giunge il ripescaggio in serie C. Nel 1960 il Foggia, finalmente, trova un posto al sole. Costagliola spinge i rossoneri in B, ma il vero segreto del successo ha un altro nome: Vittorio Cosimo Nocera il bomber di Secondigliano (102 gol in maglia rossonera), che sta per inaugurare la nuova era del calcio dauno.
Alla presidenza del club, nel corso degli anni, si alterneranno diversi personaggi: uno di questi è Domenico Rosa Rosa, che nel 1964 con Oronzo Pugliese in panchina ottiene la serie A ottenendo il nono posto in classifica e gli onori della cronaca nazionale quando batte l’Inter mondiale di Helenio Herrera (3-2) e si “regala” due convocati in nazionale: Nocera e Micelli.
Rosa Rosa passerà la mano ad Antonio Fesce, figura emergente dell'imprenditoria locale che si affida a Tommaso Maestrelli in panchina: il Foggia ritorna U.S. (Unione Sportiva) come alle origini e nel 1970 riconquista la massima serie “lanciando” calciatori importanti come Pirazzini, Colla, Bigon, Re Cecconi e Trentini (che tutt’oggi, con 1002’ senza subire reti, detiene il record di imbattibilità storico tra i portieri rossoneri). Fallito il ritorno nella massima serie con Ettore Puricelli, nel 1972 il presidente Fesce si affida all'esperto Lauro Toneatto, che al primo tentativo fa centro: il Foggia, sospinto dai gol di Giorgio Braglia, ritorna fra le grandi.
Nel 1976 il Foggia, dopo due stagioni è di nuovo in serie B: ci pensa così Roberto Balestri, chiamato in corsa a sostituire Cesare Maldini, a riuscire nell’impresa di riconquistare la massima serie con Memo, Pirazzini, Colla, Bordon, Del Neri e Lodetti e l'anno seguente centra la salvezza, sempre con Ettore Puricelli in panca. La serie A dura poco, anche perché nel frattempo la situazione patrimoniale del club dauno è preoccupante fino ad arrivare al fallimento dell’U.S. Foggia, avvenuto il 14 aprile del 1984.
Da quel momento in poi, “scende in campo” Pasquale Casillo da San Giuseppe Vesuviano, imprenditore nel settore molitorio, decide che è giunto il momento di espandere la propria rete di aziende anche nel mondo del calcio e acquista da Antonio Lioce il Foggia Calcio, società nata dalle ceneri della “fallita” U.S. Foggia, affidando il progetto sportivo a Giuseppe Pavone (direttore sportivo ed ex calciatore rossonero) e ZdenÄ›k Zeman, il quale verrà inizialmente messo da parte (dopo un accordo segreto tra il boemo ed il Parma) a favore di Pippo Marchioro prima e Antonio Caramanno poi, il quale nel 1989 ottiene il ritorno del Foggia in serie B prima di essere “sollevato” dall’incarico in favore proprio di Zeman, inizialmente “rinnegato” ma mai dimenticato dalla famiglia Casillo.
Ed è proprio con il boemo e con la sua “Zemanlandia”, durata per ben 5 anni, che Foggia vivrà il suo periodo più florido, posizionandosi al centro dell’interesse sportivo e culturale nazionale ed internazionale. Cinque anni di successi, soddisfazioni, emozioni vissute e sfiorate (la qualificazione in Coppa UEFA del 1994 sfiorata e persa contro il Napoli) ancora scolpite a fuoco nella mente dei tifosi rossoneri, tanto da dedicargli un film.
Tanti i calciatori che otterranno la ribalta nazionale in quegli anni: Mancini, Rambaudi, Baiano, Signori, Shalimov, Kolyvanov per citarne qualcuno, fino ad arrivare a Salvatore Matrecano, l’emblema della mission del progetto: pescato in estate da Peppino Pavone sul campo della Turris, il giovane difensore napoletano si trovò nel giro di due mesi a passare dai campi in terra battuta all’esordio in serie A nella scala del Calcio, a San Siro (Inter-Foggia 1-1) e per di più a dover marcare un certo Jurgen Klinsmann. Spettacolo.
Nella stagione '92/93 c’è aria di rinnovamento in casa rossonera: tutti i “pezzi pregiati” del mosaico zemaniano vengono ceduti, si riparte da zero con calciatori semi-sconosciuti (Di Biagio, Caini, Bresciani e Fornaciari) ai più e si ottiene una salvezza quasi insperata, ma salutata come un vero miracolo calcistico. Una favola che termina con l’addio di Zeman ed il crack finanziario di Casillo, due personaggi basilari per il calcio foggiano: due addii pesanti, che porteranno il Foggia dalla gloria all’inferno della C2.
A distanza di anni, ZdenÄ›k Zeman a Foggia è tornato ad allenare, seppur per un solo anno, così come sono tornati alla base Peppino Pavone e Pasquale Casillo. Ed è da loro che Foggia vuol ripartire per tornare a far parte del calcio che conta, sognando un nuovo miracolo sportivo.
Ufficio Stampa Lega Pro

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