Prato, per i biancazzurri c'è il premio fedeltà
La società è la decana della categoria, con ben sessantasei partecipazioni ai campionati, di cui le ultime 35 consecutive
giovedì 17 novembre 2011
PRATO - Se si dovesse attribuire un premio fedeltà a una squadra di Lega Pro, quello spetterebbe senza ombra di dubbio al Prato. Il club biancazzurro è infatti il decano della categoria, con ben 66 partecipazioni ai campionati di C, di cui le ultime 35 consecutive. Un primato quest’ultimo, che non ha uguali e che porta la firma dell’attuale presidente Andrea Toccafondi, al timone della società dal lontanissimo 1979, altro record assoluto nel calcio italiano. Considerato che il Prato è stato fondato nel 1908 e che ha dunque tagliato ormai il traguardo di 103 anni di vita, l’attuale patron ha guidato il club biancazzurro per quasi un terzo della sua storia. Ma durante l’epoca toccafondiana sono mancati soprattutto i grandi risultati, quelli cioè che erano stati raggiunti nei periodi precedenti della storia biancazzurra, come la massima divisione, non ancora serie A a girone unico, nel lontano 1928/29, o come la B, categoria che il Prato ha toccato per l’ultima volta ormai quasi cinquant’anni fa, nella stagione 1963/64, e di cui a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta era entrato stabilmente a far parte. Con Toccafondi, invece, si è registrata una continua altalena fra C1 o C2 e, adesso, fra Prima e Seconda Divisione, che con il passare del tempo ha compromesso fortemente il rapporto fra la società e il resto della città. Lo strappo non è stato ricomposto pienamente neppure dall’ultima promozione, quella che il Prato ha ottenuto a tavolino nell’agosto scorso e che ha riportato dopo sei lunghi anni la squadra in Prima Divisone.
A ogni buon conto, un certo entusiasmo negli ultimi tempi sembra essere riaffiorato, frutto non solo del ripescaggio ma anche del buon finale della scorsa stagione. Se alla guida della società c’è un pezzo di storia dell’intera città di Prato, non foss’altro che per la longevità e l’anzianità di servizio di Toccafondi, dalla scorsa estate anche sulla panchina biancazzurra è tornato un monumento del calcio pratese, Vincenzo Esposito, per tutti solo Ciccio. Arrivato a Prato come giocatore nel 1982 dalle giovanili del Torino, ha disputato in due riprese otto campionati in maglia biancazzurra, passando poi nel 1996 ai quadri dirigenziali e tecnici fino ad assumere nel 1997 la guida della prima squadra, ottenendo l’ultima promozione dalla C2 alla C1 conquistata sul campo, nel 2002. Poi il volo verso panchine più importanti, fra cui quella della Primavera dell’Inter con cui ha vinto uno scudetto nel 2007 e un Torneo di Viareggio nel 2008, e ora, dunque, il ritorno a Prato, diventata da tempo anche la sua città d’adozione per motivi familiari, con il compito non facile di traghettare la squadra verso una salvezza tranquilla in questa prima storica stagione del club biancazzurro in Prima Divisione. Per raggiungere questo obiettivo, la società gli ha messo a disposizione una rosa nutrita nella quale spicca la presenza di qualche figlio d’arte (Michele De Agostani, figlio dell’ex Nazionale delle “Notti magiche” 1990 Gigi), qualche fratello d’arte (Max Vieri, di Christian) e un giocatore come Andrea Pisanu, tanta A alle spalle con le maglie di Parma, Cagliari e Bologna. Ma, almeno da quello che si è visto nella prima parte della stagione, la strada della salvezza sarà comunque lunga e perigliosa.

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