Foligno, sulla scia di Parolo dove nascono i grandi

Questo è il decennale della gestione zampetti, il patron che ha preso la squadra in Eccellenza e ha sfiorato la B

mercoledì 14 dicembre 2011

FOLIGNO – Avete presente Marco Parolo? L’azzurro, il capitano del Cesena, è passato da qui lasciando il segno e spiccando il volo. Stava nel Foligno di Pierpaolo Bisoli che tre anni fa alla prima stagione di C1, ritrovata dopo 24 anni, si spinse verso la semifinale di play off persa col Cittadella. Il campione di oggi è l’emblema della politica perseguita dagli umbri nel tempo: squadra giovanissima (la stagione scorsa più di tutte in Lega Pro) che attinge parecchio dai serbatoi di serie A e B oltre che dal proprio vivaio. In ordine sparso vale ricordare il talento dei vari Gallozzi (Chiedo), Giorni (Novara), Signori e Volta (Sampdoria), Giacomelli e Petterini (Pescara), De Paula (Bari), Bassoli (Modena), Cacciatore (Varese), Falcinelli (Sassuolo), Pascali volato in Scozia al Kilmarnock. Questo è il decennale della gestione di Maurizio Zampetti, il presidente che ha preso la squadra in Eccellenza e l’ha portata in tre anni nei professionisti e nel 2007 in C1 per rinverdire i fasti del passato, quando la maglia dei falchetti venne portata con orgoglio da due indimenticati come Lamberto Boranga e Massimo Palanca.

CICLO STRAORDINARIO – “Abbiamo aperto un ciclo in una regione che è sempre stata dominata dal duopolio Perugia e Ternana. In questi anni ci siamo tolti tante soddisfazioni facendo il passo secondo la gamba. Le sofferenze le abbiamo sempre messe nel conto, perciò salvarsi è come vincere uno scudetto”, confessa Zampetti fiero di dare così tanto alla terza città dell’Umbria (circa 60.000 abitanti). Lo sa bene Giovanni Pagliari, l’allenatore che il Foligno ha spinto verso la C1, tornando poi l’anno scorso per salvarlo nell’ultimo mese con la rimonta. Adesso ci riprova, avendo ripreso in mano la situazione dopo la parentesi Magrini. La storia del Foligno è fatta di esaltazioni e sofferenze, col vanto di aver mantenuto nel logo il 1928, anno di fondazione, pur tra diverse mutazioni genetiche. Dei primi calci, già agli albori del ‘900, restano le tracce della memoria al “campo de li giochi” che ospitano la famosa tradizione della Giostra della Quintana.

EFFETTO DERBY – Difendere la categoria è un punto d’onore. Succede da tre stagioni, tra due salvezze ai play out e in mezzo una all’ultima giornata. Per esaltare ancor meglio l’istinto di sopravvivenza ci volevano i derby: la salvezza, senza coda due anni fa, arrivò espugnando Perugia e quella della passata stagione ai play out con la Ternana all’ultimo minuto della gara di ritorno al “Liberati”. Zampetti, che da presidente ha attraversato fin qui 309 partite di campionato tra le 2.410 della storia folignate, ha un rapporto schietto con la piazza. Lo fa anche quando alza i toni e quando chiama a raccolta le istituzioni locali nei momenti più difficili, come l’estate scorsa ricercando le condizioni per ripartire.

BANDIERA CHERUBINI – L’entourage ha due punti fermi: Cherubini, bandiera sul campo e poi regista dietro la scrivania, e Pizzimenti, pure lui di famiglia. La coppia funziona. Di sicuro il dg Cherubini ci mette l’occhio dell’intenditore nello scovare talenti, attraverso una fitta tela di relazioni, ed è il garante della saggia gestione per salvaguardare gli equilibri di bilancio. E’ così che a Foligno cercano e vogliono l’ennesima impresa.

Ufficio Stampa Lega Pro


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  1. saurix Scrive:
    14/12/2011 14:57:25

    L'Umbria è solo BIANCOROSSA!!! Forza Grifo rimettile tutte sotto le altre squadrette umbre...

  2. dottore Scrive:
    14/12/2011 13:27:09

    Non sara' un grande Foligno sicuramente, ma non si vedono squadroni dalla meta' classifica in giu'. Basta crederci; a dispetto degli scettici e i senza fede. FORZA FALCHETTI. FATELO ANCORA. "NEVER GIVE UP".

  3. Savox90 Scrive:
    14/12/2011 12:58:24

    Si si sarà pure grande Foligno...ma la retrocessione non ve la toglie nessuno!

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