Giulianova, grande fucina di talenti e tecnici

Da Curi ad Antenucci, passando per Del Grosso. E in panchina ecco Giampaolo, Iaconi, Giorgini

giovedì 09 febbraio 2012

GIULIANOVA – Tiziano De Patre, la parabola e la metafora del Giulianova. Oggi, 42enne, è allenatore della squadra dal cui vivaio ha iniziato la scalata da calciatore fino alla serie A, nel Cagliari. De Patre è portabandiera di una schiera di talenti sfornati dal settore giovanile giuliese, uno dei più prolifici d’Italia, fregiatosi anche di 10 titoli nazionali con Berretti, Juniores e Allievi! Senza far torto ai tanti approdati in serie B, ricordiamo in serie A Bruno Piccioni nel Genoa, Paolo Braca nel Napoli, Pasquale Tancredi e Sergio Conte nell’Inter, apripista di Franco Tancredi, portiere della Roma di Liedholm e della Nazionale di Messico ’86, il compianto Renato Curi e Roberto Ciccocelli nel Perugia di Castagner, Pasquale inchini nella Fiorentina, Marco Cosenza e Mimmo Di Michele nel Pescara, Pasquale Traini nel Cesena, Nicola D’Ottavio nell’Avellino e nel Verona, Federico Giampaolo nel Bari, Salernitana e Ascoli, ora Cristiano Del Grosso nel Siena e Mirko Antenucci, esordiente in A con il Catania e bomber del Torino in B, già capocannoniere nella categoria con la maglia dell’Ascoli.

STRISCIA – La tradizione promette di essere rinverdita da Jacopo Dezi, 1993, nel Napoli, e da Francesco Bontà, 1993, lasciato in prestito dalla Reggina. La carrellata è completata da chi, come De Patre, cresciuto calciatore nel Giulianova, è diventato allenatore. Tutti guiliesi doc, da Marco Giampaolo a Ivo Iaconi, dallo stesso Tancredi, allenatore dei portieri dell’Inghilterra, a Francesco Giorgini e, fresco fresco, Peppe Manari nel Como. Anche dietro la scrivania operano manager giuliesi in gambra, in primis Andrea Iaconi, ds del brescia, e Ferdinando Ruffini nel Pescara. Tutti figli di un miracolo che, nato nel 1924, ha raggiunto l’apice dall’epopea del duo Tiberio Orsini-Pierino Stacchiotti negli anni ’60-’70, nobilitata dall’approdo in serie C nel 71’, alle brevi presidenze di Pietro Scibilia e di Orsini bis negli anni ’80, a quella di Sandro Quartiglia, dal 1996 al 2007 conclusa con la retrocessione in serie C2 dopo 11 anni di C1, lustrati da due play off per la serie B nel 1996-97 e 1998-99. In totale: 9 campionati di serie C (3 dal 1945 al 1948), 14 di C1, 18 di C2.

CACCIA AL MIRACOLO - Ci vorrà un altro miracolo per non cancellare tutto. L’ultimo deferimento per irregolarità amministrative, che prelude alla penalizzazione e alla perdita del minutaggio, e la messa in mora richiesta da Francesco Terrenzio, sono sintomi chiari di un’agonia. Perché mentre il Giulianova in campo si fa rispettare nel girone B di Seconda Divisione, continuando a valorizzare gli “under” in un Fadini deserto, ben altra cosa dalla fossa del leoni di tanti epici trionfi, il presidente Dario D’Agostino è vicino all’abbandono. Il rischio del fallimento è reale, come nel 1990 con Danubio Baratiri e nel 2009 con Bruno Sabatini. Neanche il il sindaco Mastromauro ha cavato un ragno dal buco per evitarlo. Abortita la trattativa con il gruppo romano di Fabrizio De Giovanni, si lavora ora a fari spenti per un azionarato popolare, dopo la colletta occasionale di un anno fa.


Ufficio Stampa Lega Pro

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