L'Aprilia prima tra i pro con oltre 70mila abitanti
Quinto comune del Lazio per popolazione e decimo per superficie: ora si sogna di tornare e giocare al Ricci
mercoledì 22 febbraio 2012
APRILIA – L’aria del calcio professionistico fa bene alla salute e all’entusiasmo. Lo sanno benissimo all’Aprilia, dove c’è gusto a stare in Lega Pro, senza mettere limiti alla provvidenza. Società giovane l’Aprilia. Fondata per puro caso, come nelle favole, nel 1971 quando Mario Cavicchioli, Nestore Portioli e Dino Pancioni decisero di fare il grande passo convinti dall’allora sindaco Vescovi che aveva necessità di cedere a qualcuno la sua “Oleificio Lara 4 stelle”, formazione aziendale. La favola biancoazzurra comincia così, con Portioli come primo presidente, Barbieri e Bruno Abbatini come allenatori. Ma gli anni ’70 e ’80 non sono stati molto felici per le rondinelle, costrette a vivacchiare nelle categorie minori dei dilettanti laziali. Serviva uno scatto in avanti. Nel 1990-91 l’Aprilia è approdata per la prima volta in Eccellenza, dove è rimasta per un quinquennio.
TANTO ORGOGLIO – Paolo D’Este ha guidato la rinascita dalla panchina con il successo nel 1997-98, nella Coppa Italia regionale. Dal ritorno in Eccellenza alla serie D è stato un lampo con D’Este in panchina e Massimo Treiani presidente. Sono seguiti cinque ottimi campionati poi, nel 2005-2006 gli incidenti contro il Monterotondo che hanno significato il ritorno in Eccellenza invece che il salto in C2 di cui ha invece beneficiato il Cassino. Stadio qualificato per due anni, campo neutro e porte chiuse: ecco il momento più difficile. A scacciare gli incubi ci ha pensato Umberto Lazzaroni, che dopo tre stagioni di transizione, nel 2009-2010 ha rilevato il titolo dell’F.C. Latina neopromosso in D, cambiando nome in F.C. Rondinelle.
IL FUTURO NEL NOME – Un anno di purgatorio e la società è tornata alla denominazione originale F.C. Aprilia. Nel 2010/2011 l’Aprilia, per la prima volta nella sua storia, ha conquistato la promozione tra i professionisti con Ezio Castellucci in panchina. Adesso il sodalizio biancoazzurro sta meravigliando gli addetti ai lavori con l’handicap di dover emigrare per le gare interne al “Purificato” di Fondi. Il tecnico Vincenzo Vivarini sa che l’obiettivo è la salvezza valorizzando i giovani, come il terzino mancino Carlo Crialese, classe 1992, gli attaccanti Fabio Ceccarelli ed Elio Calderoni, l’esterno sinistro Cristian Bonaiuto.
GIUSTA DIMENSIONE – Nei pro’ c’è arrivata la città con oltre 70mila abitanti, quinto comune del Lazio per popolazione e decimo per superficie, con le origini nel ’36 quando ha preso sviluppo nell’Agro Romano. I tifosi biancoazzurri sperano di poter rivedere la loro squadra sul campo glorioso del “Quinto Ricci”. Tutto dipende dal via libera, particolarmente atteso, che compete alla Commissione di Vigilanza dopo tutte le certificazioni ed i collaudi previsti dalle normative. Il sindaco Domenico D’Alessio, con il prefetto, sta seguendo la situazione dopo il parere favorevole espresso dagli uffici tecnici comunali. E’ attesa l’ispezione della Lega e sui tempi per riaprire le porte del “Ricci” in questo momento nessuno si sbilancia. Viene innanzitutto la squadra con la sua voglia di essere protagonista e di confermare la brillante dimensione raggiunta. L’Aprilia di oggi è una realtà che nei professionisti si trova a proprio agio e ha tutta l’intenzione di volerci rimanere a lungo.

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