Guardiola: «Non voglio fare come il Barça del 1992»

Il tecnico del Barcellona: «All'epoca giocavo e fummo sconfitti dal San Paolo, che peraltro giocò meglio di noi e meritò il successo»

sabato 17 dicembre 2011

YOKOHAMA (GIAPPONE) - "Attenzione a non fare la fine del mio Barcellona di quand'ero giocatore, che nel 1992 perse contro il San Paolo, che peraltro giocò meglio di noi e meritò il successo". Pep Guardiola ricorre ai ricordi per mettere in guardia i suoi. Il Barcellona vuole ad ogni costo sollevare l'ennesimo trofeo, quello di chi vince il Mondiale per club, e bissare quindi il successo del 2009 a spese dell'Estudiantes di Veron. Ma non deve pensare di avere già vinto, altrimenti contro il Santos di Neymar e Ganso rischia di fare la fine della formazione 'blaugranà allenata da Cruyff che fu campione d'Europa a spese della Sampdoria (anche quella volta a Wembley, come quest'anno) ma poi andò incontro ad una grossa delusione in Giappone contro il San Paolo. Anche allora trovò un club brasiliano ricco di campioni, come Cafu, che giocò all'ala con il n.11, Toninho Cerezo, l'ex granata Muller, Palhinha e quel Raì autore della doppietta vincente, e con un allenatore, Telè Santana, che era considerato il migliore in assoluto del Brasile, proprio come succede adesso con Muricy Ramalho, tecnico del Santos. Analogie che mettono in allarme i sostenitori 'blaugrana' più scaramantici, ma il Barcellona punta sul gioco, su quel tiki-taca di cui è inarrivabile interprete, e sullo spirito di gruppo, testimoniato dal fatto che 9/11 della formazione iniziale che Guardiola dovrebbe mandare in campo provengono dal vivaio.

L'ATTESA - "È un sogno giocare questa finale contro una squadra forte come il Santos - dice Guardiola, che anche alla vigilia del match ha lasciato la serata libera ai suoi - ma ora il nostro obiettivo è quello di vincere, anche se una partita del genere, contro un rivale così, puoi anche perderla. Ma noi siamo qui perchè vogliamo fregiarci del titolo di campioni del mondo 2011. Il Santos è una squadra brasiliana con una qualità individuale molto elevata. E poi sono anche fisicamente forti, in questo simili al Real Madrid. Credo proprio che sarà una grande finale, e che la gente si divertirà. Noi dovremo stare attenti anche alla avanzate del loro laterale destro (Danilo n.d.r.), uno che spinge molto, ed alle iniziative di Arouca".

IL MOMENTO - Guardiola ha poi ammesso che i suoi sono ancora sotto l'effetto del fuso orario. "Ci stiamo ancora adattando - ha detto - e infatti abbiamo dovuto prendere anche delle medicine, ma questo per noi non deve essere un pretesto. Dal giorno della partita con l'Al-Sadd praticamente non ho visto i miei giocatori però mi fido di loro. Neymar? Certo non lo marcheremo a uomo, non è nella nostra filosofia. Ma visto che lui è uno che partecipa molto al gioco, cercheremo di non farglielo fare". Non fa pretattica Ramalho, e spiega come si può battere il Barça del Guardiola allenatore e di Messi, la squadra che viene considerata fra le migliori di sempre. "Il Barcellona ha il tocco di palla, è maestro nel possesso di palla - spiega l'allenatore del Santos -, noi invece abbiamo la velocità. È questa la nostra caratteristica principale, e vedremo di sfruttarla. Bisogna fare in modo di sorprenderli con le nostre ripartenze in velocità. Affronteremo la squadra migliore del mondo, in cui gioca il calciatore più bravo del pianeta (Messi n.d.r.), ma io confido nel coraggio di miei: siamo pronti".

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