
Il centrocampista della Spagna: «Sappiamo che siamo di fronte al nostro sogno, qualcosa che da noi non è mai riuscito a nessuno. Non credo che conti il passato e quindi la nostra vittoria nel 2008, ma noi vogliamo assolutamente conquistare questa finale». Xabi Alonso: «Opportunità irripetibile»
DURBAN (SUDAFRICA), 6 luglio - A due passi dal suo sogno, la Spagna non vuole fermarsi proprio adesso. Domani può essere un giorno storico per il calcio del paese iberico, da sempre dominatore a livello di club ma a secco con la Nazionale. Il trionfo di Euro 2008 ha riacceso gli entusiasmi e sancito una svolta, perchè in Spagna è fiorita una generazione di campioni che anche con la maglia della "Roja" fa notizia solo se non vince. È scoccata l'ora di raccogliere i frutti di tanti sforzi ed altrettanto talento, però arrivano certi momenti ai quali non potrai mai abituarti, e questo è il senso di una giornata a Durban passata a macerarsi dentro nonostante il mare, la spiaggia e la temperatura di 26 gradi. «Ho passato tante vigilie di grandi incontri con il Barcellona - dice Andres Iniesta - ma questa è una cosa unica, sappiamo che siamo di fronte al nostro sogno, qualcosa che da noi non è mai riuscito a nessuno. Non credo che conti il passato e quindi la nostra vittoria nel 2008, ma noi vogliamo assolutamente conquistare questa finale».
OPPORTUNITÀ UNICA - Concorda Xabi Alonso, che gli siede accanto: «Non possiamo sprecare quest'opportunità unica, siamo alla vigilia della partita più importante della nostra vita. Contro la Germania dovremo fare un'attenzione speciale: la differenza la può fare anche un minimo dettaglio. Se i tedeschi vanno in vantaggio di solito conducono bene il resto della partita. Sarà sicuramente una bella partita: loro sono forti, noi concentrati e fiduciosi, perchè abbiamo trovato molte motivazioni dentro noi stessi». È una vigilia di semifinale in cui la Spagna, ad incoraggiare la quale sarà presente in tribuna la regina Sofia, non si chiude dietro tatticismi o strani silenzi. Il ct Vicente Del Bosque arriva anche a chiarire che «Fabregas dovrebbe farcela, nonostante la botta in allenamento presa al perone. Ieri eravamo preoccupati, ma oggi la situazione si è evoluta favorevolmente».
SU FERNANDO TORRES - La formazione ovviamente il tecnico non la dà, se gli chiedono di Fernando Torres si limita a dire che «se gioca lo saprete domani, comunque lui è uno abituato alle grandi sfide, e non sente la pressione». Quindi Del Bosque alla fine concederà ancora fiducia al suo centravanti, ancora in coppia con Villa, pronti a ricevere gli assist di Iniesta e Xavi. «Sbaglieremmo di grosso se pensassimo di aver già vinto - sottolinea Del Bosque -. Sappiamo da quando eravamo bambini che la Germania è sempre nelle finali. Vediamo se riesce ad andarci anche questa volta. Non siamo i grandi favoriti, ma per ora solo fra le migliori 4 del mondo, ed orgogliosi di star rappresentando l'ottimo momento non solo del calcio ma dello sport spagnolo in generale. Però non vorremmo lasciare le cose a metà: puntiamo ad arrivare fino in fondo».
RIGORE, CHI LO TIRA? - Ma se alla Spagna concedono un rigore chi lo batte, visti i recenti errori di Villa e Xabi Alonso?: «Diciamo che sarà un momento di autogestione - dice Del Bosque -. Lo decideranno i ragazzi sul momento». Sperando che la Spagna continui la sua corsa: quel gol di Torres a Vienna fece la storia e cambiò il futuro, ora c'è di nuovo la Germania e serve la definitiva conferma.