
Il dg bianconero: «Per il momento abbiamo ripiegato su Martinez che è comunque un giocatore importante. Se poi il Cska di Mosca rivedrà le sue richieste economiche si potrà tornare a parlare del serbo. Mondiali? L'Italia si può criticare dal punto di vista tecnico-tattico, ma è sembrata giù di corda anche sotto l'aspetto fisico»
ROMA, 28 giugno - Più forza ed investimenti nei settori giovanili, in una rinnovata collaborazione tra Figc e club. È la ricetta di Giuseppe Marotta per permettere alla Nazionale azzurra di ricostruire un gruppo capace di risalire la china, dopo il disastroso Mondiale sudafricano, e rinverdire i fasti di Berlino 2006. C'era una volta il 'blocco Juventus'. Quanto ci vorrà per ricrearlo, in modo che i ct possano tornare ad attingervi? «La nazionale non può fare a meno di tutti i grandi club - ha risposto il neo direttore generale bianconero, ospite di 'Radio anch'io Sport' -. La qualità del calcio italiano ora è senz'altro inferiore a quella di qualche anno fa. Dobbiamo capire il perché. Nel '66, dopo la debacle con la Corea, il consiglio federale chiuse le frontiere agli stranieri e fu una scelta, a mio parere, azzardata. Oggi bisogna lavorare per alzare il tasso qualitativo del nostro calcio, partendo dal settore giovanile. E in ciò il contributo della Federazione deve essere predominante rispetto a quello dei club, rafforzando la collaborazione tra la prima ed i secondi».
IL MONDIALE - Marotta ha respinto le posizioni di quanti chiedono le dimissioni del presidente della Figc, Giancarlo Abete: «Non è lui il colpevole perché le difficoltà del calcio italiano non sono certo riconducibili al presidente federale. Anche la condizione dei singoli giocatori è importante nel momento in cui si gioca. L'Italia si può criticare dal punto di vista tecnico-tattico, ma è sembrata giù di corda anche sotto l'aspetto fisico». Al Mondiale 2010 il Sudamerica vince per freschezza atletica e spregiudicatezza nell'impiego dei giovani talenti. Marotta ha spiegato così le belle prestazioni di Argentina, Uruguay, Cile, Messico. «Si conferma che il calcio sudamericano è espressione di grande agonismo, ma anche di alto tasso tecnico». Ciò non toglie che restino «clamorose le esclusioni di Francia e Italia. Ancor più quella dell'Inghilterra. Si pensava che la guida tecnica di Fabio Capello fosse una garanzia», è la considerazione di Marotta, che ha aggiunto: «Evidentemente il mondiale è un torneo in cui ci si gioca tutto in 90 minuti e singoli episodi determinano il risultato, come dimostra il gol non convalidato agli inglesi che, al di là della superiorità tedesca, ha condizionato il risultato finale». Tolta la Germania, diverse squadre europee hanno dimostrato una certa stanchezza. «In Sudamerica i campionati importanti sono due: in Argentina e Brasile. In Europa i campionati in cui la concorrenza è elevata sono tanti ed il 'dio denaro' la fa da padrone - ha sottolineato Marotta -. Quindi lo sfruttamento dei giocatori è più capillare. Nei campionati più 'poveri' economicamente la programmazione è diversa, c'è tempo per far emergere i talenti. In Europa l'urgenza di ottenere risultati condiziona la programmazione».
KRASIC E MARTINEZ - Infine un accenno al mercato della Juve. Sulle voci che danno Pazzini e Mexes quasi bianconeri non ha risposto. E Krasic? «La trattativa non è definitivamente tramontata, ma per il momento abbiamo ripiegato su Martinez che è comunque un giocatore importante. Se poi il Cska di Mosca rivedrà le sue richieste economiche si potrà tornare a parlare di Krasic».
Se l'inter vince la Champion senza un italiano in campo, se la juve spende 50 mio per 2 bras., se il milan offre contratti di pensione a tutti i grandi stranieri di ieri e se le altre per volere dei tifosi che si sfregano le mani appena si aquista un giocatore di cui neanche si riesce a pronunciarne il nome ,allora che vi lamentate a fare? il bayern quest`anno ha fatto esordire Müller e Badstuber, titolari nel mondiale e il werder ha cambiato Diego con Özil. riflettete prima di parlare
dobbiamo prendere uno k sappia dettare i tempi a centrocampo,2 terzini ed un centrale forte.
@DB2009 quindi secondo il tuo ragionamento Buffon o se per ipotesi i vari Milito, Stankovic e quant'altri(adesso non me ne vengono in mente) fossero stati italiani non li avresti convocati perché hanno più di 30 anni?
Prendiamo Salcido, Krasic di Pavel ha solo il colore dei capelli.
Pienamente condivisibile l'analisi di Marotta. Riguardo la prestazione indecente della nazionale aggiungerei che a Lippi è mancato il coraggio di stravolgere in estremis le convocazioni dei 23; si è basato troppo sul blocco storico (improponibile) anzichè tenere conto del responso del campionato...Si aggiunga a questo l'impossibilità di attingere dalle squadre di vertice e si capisce l'esito...Infine io sarei per imporre un tetto anagrafico (max 30anni) alle convocazioni!
Marotta è l'uomo giusto nel momento GIUSTO...
Nascerà un GRANDE JUVE.....
non vedo l'ora che riprenda il campionato.
Se Krasic va alla Juve allora e´ un imbecille nato come e´ stato Diego.