Lippi urla in allenamento
«Serve grinta per segnare»

Il ct azzurro dirige una seduta all'insegna della tattica e non risparmia critiche al gruppo: «Se vi dico di prima, dico un solo tocco: noi non ci conosciamo da ieri...Se non attacchi mai la zona tiro, il gol non lo fai»

    • Si
    • No
     

 CENTURION (SUDAFRICA), 16 giugno - Zero gol. È questo il nuovo incubo dell'Italia di Marcello Lippi, preoccupata fino a prima dell'esordio mondiale di riassestare la difesa. È il messaggio forte e chiaro lanciato dal commissario tecnico dopo l'1-1 col Paraguay, e ribadito prima nel ritiro alla squadra e poi oggi con una lezione di leadership alla squadra, in campo: «Se vi dico di prima, dico un solo tocco: noi non ci conosciamo da ieri...», ha urlato alla squadra.

ITALIA DEL 2006 ERA CINICA - Pensava di dover risolvere i problemi davanti alla propria porta invece deve guardare con attenzione anche quella avversaria, il commissario tecnico che quattro anni fa costruì sulla solidità difensiva il successo Mondiale. Un solo gol subito su azione, e perdipiù autorete, fino al rigore di Zidane nei tempi regolamentari della finale di Berlino. Non che quella nazionale segnasse gol a grappoli: capocannoniere fu Materazzi, due reti nei novanta minuti più il rigore nella sfida per assegnare la Coppa. Luca Toni, numero 9 per eccellenza, si fermò alla doppietta contro l'Ucraina. Però, quando c'era da chiudere la partita, quell'Italia lo faceva, fosse con un difensore, un contropiede, l'azione decisiva di un terzino per andarsi a procurare il penalty. Stavolta, si è cominciato con tanto volume di gioco e «pochi tiri in porta», come hanno ammesso prima Lippi e poi a uno a uno i giocatori.

SERVE CATTIVERIA - E il problema non è trovare un nuovo Paolo Rossi o un Totò Schillaci, ma pretendere più cattiveria dalla squadra. «Se non attacchi mai la zona tiro, il gol non lo fai», ha urlato in campo il ct prima a Marchisio - uomo chiave del nuovo 4-2-3-1 - poi agli altri azzurri. «Quando il compagno ha la palla non puoi aspettare là dietro, se no il gol non lo fai mai...Attaccala, questa zona-tiro», il rimprovero di Lippi, che ha poi sbattuto il pallone a terra, lontano, per sottolineare la sua rabbia. Il problema insomma non è la vena realizzativa degli attaccanti. «Davvero Gilardino non segna da 77 giorni? Non lo sapevo neanche, per me non segna da quando l'ho visto al Sestriere», scherzava ieri Lippi, e la sua non era una finta. Manca piuttosto la "cattiveria" giusta, alla squadra vista a Città del Capo domenica sera. È quanto filtra dal ritiro azzurro.

LE URLA DI LIPPI - Certo Marchisio, dietro il centravanti, ha un ruolo chiave perché al centrocampista Juve Lippi chiede di attaccare il portatore di palla avversario e ripartire negli spazi: per incrociare con la punta centrale, creare spazi, aprire varchi agli attaccanti esterni. Non i singoli, non i gol che non arrivano, neanche il modulo che potrebbe slittare verso un 4-4-2 «con due punte», come ha ricordato anche Chiellini: il problema è la cattiveria e la voglia di andar lì, davanti alla porta avversaria, a far del male. Indispensabile contro la Nuova Zelanda, perchè come ha detto il giovani difensore azzurro «il pari dei nostri prossimi avversari al 93', contro la Slovacchia, fa ripartire tutto da zero. Ora però dobbiamo vincere a tutti i costi, perchè nel girone dobbiamo arrivare primi, se vogliamo evitare l'Olanda negli ottavi». Per questo il ct ha lanciato l'operazione "no zero gol". «Le sgridate di Lippi? Lui è carico come non mai, l'energia ce la trasmette sempre». Come diceva il leader assoluto di questa nuova Italia, ct e azzurri non si conoscono da ieri.

19
  1. italyitaly Scrive:
    17/06/2010 18:31:20

    Finalmente Lippi ha capito che deve giocare con il 4-4-2. Come quattro anni fa. Però Lippi non ha ancora capito che sta facendo marcire in panchina il capocannoniere del campionato: Di Vaio. Che ha fatto 29 gol: 29 gol! Ma per Lippi, Di Vaio deve ancora "conquistarsi" un posto di titolare. Incredibile. Cose del genere accadono solo in Italia. Lippi, per pietà, basta insistere sui protegé: metti dentro Di Vaio e Pazzini e i gol arriveranno a grappoli. E magari vinciamo di nuovo il Mondiale!

  2. ticotico_65 Scrive:
    17/06/2010 13:00:24

    Se gioca Gilardino e Jacquinta, addio mondiale! Gilardino è scarso, è inutile, non vale nulla e Lippi ha lasciato dei bravi attaccanti come Borriello e Cassanoe altri!

  3. giuse4967 Scrive:
    17/06/2010 11:12:42

    Sempre a proposito di interessi. Ma se ieri, in una trasmissione Sky, un noto giornalista è arrivato al punto di invocare la naturalizzazione e la chiamata in azzurro di Thiago Motta e Ledesma senza citare, appunto, Cossu. A me sembra che prima di chiamare Ledesma, in Nazionale debba andarci Daniele Conti. Anche qui, basta leggersi le statistiche relative al giocatore. Solo che Conti non gioca in una delle big. Purtroppo i media spingono solo i giocatori di CERTE squadre.

  4. fantino47 Scrive:
    17/06/2010 10:55:35

    In Italia i calciatori sono mediocri, possono vincere un mondiale pero tali rimangono.Non è che ragionando in virtù delle assenze di alcuni che,si possa risolvere il problema della squadra.Iaquinta neanche al suo posto è buon giocatore,non ne parliamo di Gilardino che,il ct deve dirci perchè lo inserisce.

  5. giuse4967 Scrive:
    17/06/2010 10:55:21

    fresco e di qualità con un perno arretrato (sul tipo di Montolivo, Conti et similia) che gestisce la fase difensiva e la trasforma in offensiva servendo il trequartista o gli esterni sulla linea mediana, calciatori in grado di recuperare palloni e ripartire con qualità (in Italia ci sono) e la unisci ad una difesa che ti permette di scendere sulle fascie e creare il soprannumero in mezzo al campo (oltre a Criscito sarebbe dovuto esserci anche Agostini del Cagliari), avremmo avuto una SQUADRA.

  6. giuse4967 Scrive:
    17/06/2010 10:44:21

    deve rietrare dietro la linea della palla per poi ripartire. Ma per far questo è necessario avere un giocatore con grande spirito di abnegazione e forza fisica. Escluso Cossu, nessuno in Italia ha queste caratteristiche. I vari Totti (a parte che è bollito), Cassano e bla bla bla, si comportano tutti come seconde punte e non ti garantiscono la copertura in ogni azione che serve a dare equilibrio tattico alla squadra. Se in questa squadra avessi messo 2 punte e Cossu dietro e un centrocampo...

  7. giuse4967 Scrive:
    17/06/2010 10:38:42

    Per chi conosce e ama il calcio, questa squadra è un obbrobbio! Non ha qualità in nessuno dei reparti. L'attacco, con l'eccezione di Di Natale, non ha numeri. Il centrocampo è operaio. Vedere Marchisio occupare la posizione tra le linee è uno schiaffo per chi ama questo sport. Le punte non tirano perchè nessuno è in grado di servirle. Chi dovrebbe farlo? Marchisio?, Gattuso?, De Rossi?, Montolivo?, Camoranesi? In ogni caso il trequartista ha senso con due punte, ma per non squilibrare la squadra

  8. giuse4967 Scrive:
    17/06/2010 10:25:32

    Ovvio che ci siano altri interessi ZZTROPP. A parte gli ultrà che non vedono che i propri giocatori, gli addetti ai lavori il calcio lo conoscono. Che Cossu fosse IL GIOCATORE per questa Nazionale lo sanno tutti. E' bastato seguire il campionato, leggere le classifiche individuali per settore (rendimento, assists) per saperlo. In Italia non esiste altro trequartista che riesca a fare la fase offensiva e difensiva come lui.

  9. ZZTropp Scrive:
    17/06/2010 09:26:25

    Quelle che Lippi ha portato in Sudafrica sono tutte punte di grande valore: gente che la butta dentro da anni e con regolarità. Il problema è che il fuoriclasse del Cagliari, Andrea Cossu, miglior assist man negli ultimi due campionati è a casa ed in Sudafrica c'è Marchisio. Assurdo che un allenatore del calibro di Lippi abbia commesso un'ingenuità del genere,ma forse ci sono altri interessi...

    Scrivi un commento
    Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


     


     
    Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
     

    Box quote

    sondaggio

    Chi vincerà il Mondiale?

    • Olanda
    • Spagna
    Guarda i risultati
    in edicola
    Vai alla prima pagina