Roma, Italpetroli-Unicredit
Attesa per l'atto finale

Oggi pomeriggio la ripresa della trattativa. In caso negativo si andrà all’arbitrato, che dovrebbe decidere entro il 31 luglio

    • Si
    • No
     

ROMA, 8 luglio - L’ultimo round. Anzi no, forse è meglio non azzardare pre­visioni. In ogni caso, oggi pome­riggio, studio del professor Ruper­to, andrà in scena quello che sarà, anzi dovrebbe, l’ultimo incontro Unicredit-Italpetroli. Conciliazio­ne sì o no, altrimenti sarà arbitra­to. Tutti gli indizi fanno ritenere che ci sarà il sì, ma era così anche tre, venti, cento, trecento giorni fa. E nonostante i messaggi che filtra­no da entrambi le parti siano con­cordi nel sottolineare come, dopo anni di duri faccia a faccia, si sia ora arrivati a un confronto costrut­tivo, il rischio di qualche nuovo in­toppo non si può escludere. Anche ieri, tra gli studi legali, c’è stato un fittissimo scambio di carte, incen­trato soprattutto sulle proprietà immobiliari di Italpetroli.

CONCILIAZIONE -Proviamo a imma­ginare che ci sia il sì alla concilia­zione. Che succederà? Intanto che questo sì sarà sintetizzato in una lettera d’intenti che, poi, nei suc­cessivi dieci giorni dovrà trasfor­marsi nell’accordo vero e proprio. Se sarà, il gruppo Italpetroli po­trebbe essere diviso in tre parti: la prima con gli immobili che rimar­ranno ai Sensi; la seconda con tut­ti gli asset che passeranno nella di­sponibilitàdella Banca; la terza che sarà la stessa Italpetroli svuo­tata di tutto meno che della Roma, con una nuova società che control­lerà la Roma stessa con un Cda ri­strettissimo, tre membri (Rosella Sensi, l’avvocato Roberto Cappel­li, il professor Attilio Zimatore) che dovrà vendere il club (il cda della Roma calcio invece rimar­rebbe lo stesso ma svuotato di qualsiasi potere decisionale). So­luzione, quest’ultima, che consen­tirebbe di non fare l’Opa, con il 51% della società giallorossa anco­ra in mano ai Sensi, ma con la con­testuale firma su un mandato a vendere la stessa Roma.«In tre mesi troveremo un compratore»è stato detto da qualcuno nella riu­nione di lunedì scorso ai rappre­sentanti di Italpetroli. La Sensi, che continuerà a prendere il suo stipendio, ha incassato, chiedendo però l’inserimento di alcune clau­sole nel mandato a vendere come un prezzo minimo di vendita (il va­lore della Roma in Borsa, tra i 120 e i 130 milioni di euro?), la traccia­bilità dei soldi, la nomina di un ad­visor importante. Advisor che, a meno di sorprese, sarà Banca Rot­schild che, pur non avendo ancora il mandato in mano, da qualche settimana è al lavoro. E ha già con­tattatodiversi possibili nuovi ac­quirenti, fra cui anche il fondo di George Soros. La risposta?«Siamo ancora troppo inaciditi per quello che è accaduto due anni fa, non ne vogliamo più sapere». Per ora, co­me possibile acquirente, rimane in piedi il nome della famiglia Ange­lucci che più fonti garantiscono es­sere intenzionata ad acquistare il60% della Roma.

NON CONCILIAZIONE -Difficile che succeda, ma in questa vicenda or­mai non si può escludere nulla. In caso di mancato accordo, non ri­marrebbe che l’arbitrato.

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Piero Torri
60
  1. angdeang Scrive:
    09/07/2010 09:24:09

    ciò che fa veramente impressione è vedere la prima pagina del corriere e scoprire che,40 anni dopo,i presidenti di inter e juve si chiamano rispettivamente Moratti e Agnelli.La differenza con la roma si spiega con la differenza fra i patrimoni.La famiglia Sensi,così come a suo tempo l'ing Viola,sono riusciti per anni a tenere testa a queste corazzate.Credo gliene vada dato merito

  2. angdeang Scrive:
    09/07/2010 09:18:17

    x carlo1972 e altri come lui.Questo signore non ha capito che non è la a.s.roma ad avere debiti,bensì la società italpetroli e che,proprio per compensare almeno in parte quei debiti,la banca acquisisce (guarda caso)i beni della famiglia Sensi,comprese le aziende(come la roma) in attivo.O questi brillanti scribacchini pensano che la banca si rifaccia dei propri crediti caricandosi anche i debiti di altre aziende?

  3. dejan13 Scrive:
    09/07/2010 01:20:46

    300 milioni di debiti c'é la Rosella Sensi, per adesso i proprietari della Roma sono unicredit che ceratmente non avranno intenzioni d'investire sulla Roma, quindi si aspetta l'acquirente che prima viene e meglio é. Penso che da qui a fine luglio sarà tutto deciso con il nuovo proprietario.

  4. cuddyy Scrive:
    08/07/2010 21:51:40

    grazie sensi

  5. jekkys Scrive:
    08/07/2010 20:00:31

    FORZA ROSELLA SEI TUTTO PER NOI DAI ROSELLA DAJE.............

  6. mexes1 Scrive:
    08/07/2010 19:46:37

    Cari signori, se finiamo nelle mani di Angelucci per la Roma é la fine e di questo dovremmo ringraziare la Sensi, di cui molti dicono che dovremmo esserne grati di quello che ha fatto.
    Montano

  7. NUMBERT_10ASR Scrive:
    08/07/2010 17:55:22

    RESISTI PRESIDENTE
    NON CI LASCIARE IN MANO ALLE BANCHE O A STI 4 PALAZZINARI TRUFFALDINI.

  8. aleste85 Scrive:
    08/07/2010 17:43:41

    onore alla famiglia sensi. ingiusti chi li critica.
    hanno sempre dato tutto per noi.
    ora voglio vedere in mano a chi finiremo... loro ci hanno sempre difeso

  9. carlo1972 Scrive:
    08/07/2010 17:26:28

    State messi proprio male... 300 milioni di debiti, le banche di mezzo... e la Rozzella che fino a qualche mese decantava quanto fosse sana la società... nemmeno i soldi per il caffè le sono rimasti in tasca..

  10. ant959 Scrive:
    08/07/2010 17:25:30

    La Roma deve essere deprezzata per essere appetibile. Infatti la Sensi lo sa benissimo e ha chiesto di quasi dimezzarne il valore in borsa (120/130 milioni) per poterla vendere. In pratica meno vale è meglio è. Si acquista quando i prezzi sono stracciati. Il problema più grave restano i contratti milionari dei calciatori che nessuno vorrà acquisire a scatola chiusa. Angelini, Angelucci, Soros o chi altri vogliono fare l'affare per salvarla. Perciò aspettano.....

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