Paraguay verso gli ottavi
Slovacchia stesa 2-0

I sudamericani chiudono il primo tempo avanti grazie alla sortita vincente di Vera al 27'. Poi nella ripresa un altro centrocampista, Riveros, chiude i conti a tre minuti dal termine. Hamsik sottotono

    • Si
    • No
     

JOHANNESBURG, 20 giugno - Quello paraguayano è un popolo estremamente religioso. Ma anche notevolmente appassionato di pallone. La messa delle 7 nella basilica di Caacupé, capitale spirituale del Paese, è normalmente quella più affollata. Ieri era deserta: ottanta per cento in meno dei fedeli. Colpa del pallone: alla stessa ora il Paraguay è sceso in campo contro la Slovacchia, conquistando la sua prima vittoria e consolidando le ambizioni di accesso agli Ottavi. Sembra che subito dopo il fischio finale, i venditori di candele abbiano fatto straordinari affari perché, fra noi mortali comuni, tutto si mescola, il sacro e il profano e anche i vescovi, come monsignor Claudio Gimenez, non sono del tutto insensibili alle passioni delle «pecorelle» più o meno smarrite, tanto è vero che alla «albiroja» un pensiero lo ha dedicato anche l'alto prelato.

FARE LA STORIA - In Sudafrica sono arrivati con un'idea: fare la storia. Nel calcio, ovviamente. E hanno scritto un altro capitolo di questo libro, battendo la Slovacchia e creando le premesse per una qualificazione abbastanza pronosticabile. Perché il Paraguay è squadra solida, si è disimpegnata molto bene nelle qualificazioni sudamericane e pur non facendo parte del gruppo delle storiche Grandi (Brasile, Argentina e Uruguay, in ordine di grandezza), qualche problema lo ha sempre creato. Qualcuno ha dimenticato la Francia Campione del '98? Senza un «aiutino» arbitrale (ovviamente dimenticato dai francesi, dalla memoria molto più solida quando le situazioni sono a loro contrarie) la nazionale di casa non sarebbe mai arrivata ai quarti e poi alle semifinali e infine alla Coppa.

LA MALEDIZIONE DEGLI OTTAVI - Buone partite, exploit a volte isolati. Il Sudafrica nei progetti paraguyani dovrebbe trasformarsi nel momento del salto di qualità. Perché, la misura delle soddisfazioni non è mai stata direttamente proporzionale a quella delle passioni. Mai ai quarti, solo tre volte agli Ottavi, nell'86, in Messico, nel '98, in Francia e nel 2002, in Corea-Giappone. Otto anni fa sulla panchina c'era un italiano, Cesare Maldini. Ora c'è un argentino di origini italiane, Gerardo Martino (peraltro le esibisce orgogliosamente) soprannominato El Tata. La squadra del 2002 aveva suscitato grandi aspettative anche perché poteva contare su un grande, giovanissimo attaccante, Roque Santa Cruz, acquistato qualche anno prima dal Bayern di Monaco. Santa Cruz c'è ancora, è invecchiato dribblando mille infortuni. Ora anche la Albiroja vuole invecchiare, anzi maturare, abbattendo il muro degli Ottavi, approdando ai quarti. A quel punto sarebbe veramente tra le Grandi del suo sub-continente. E per raggiungere un obiettivo come questo, ci vuole proprio una bella Balia.

Antonio Maglie
4
  1. Atl.angelo Scrive:
    20/06/2010 23:03:17

    PARAGUAY MOLTO PIù SQUADRA DELL ITALIA,SN SICURO KE I CADAVERI KE ABBIAMO NOI NN RIESCONO A BATTERE NEMMENO LA SLOVACCHIA...

  2. Bomber1900 Scrive:
    20/06/2010 22:13:58

    ...meglio vedere argentina e brasile che quei pensionati convocati da Lippi !!!

  3. pakytotti94 Scrive:
    20/06/2010 18:07:40

    nun te preoccupà slovacchia, ve famo vince noi

  4. La_corazzata Scrive:
    20/06/2010 17:38:10

    Che vergogna questa è la nuova zelanda... d'altronde quando in campo c'è mezza juve non si può pretendere di più ..... BALOTTELLI MATTERAZZI E SANTON QUESTI DOVEVI CHIAMARE LIPPIIIIII

    Scrivi un commento
    Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


     


     
    Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
     

    Box quote

    sondaggio

    Chi vincerà il Mondiale?

    • Olanda
    • Spagna
    Guarda i risultati
    in edicola
    Vai alla prima pagina