I dubbi di Kakà: Il futuro
col Brasile? Devo riflettere

Il fantasista ex Milan inconsolabile dopo il ko dei verdeoro: «È un momento molto difficile e delicato, nella mia carriera e nella mia vita»

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JOHANNESBURG, 3 luglio - Milioni di brasiliani tristi, uno più di tutti. Kakà viene segnalato come quello che ha versato più lacrime nel pianto generale dello spogliatoio oroverde. Quando è passato in zona mista aveva gli occhi gonfi, e anche adesso non sembra essersi ripreso. Il suo lungo sfogo davanti alle telecamere del'emittente amica (ed anche partner commerciale) della Federcalcio brasiliana potrebbe preludere ad un clamoroso addio a quella nazionale di cui sognava di essere il capitano nel 2014 e che all'alba di domani atterrerà all'aeroporto Tom Jobim di Rio de Janeiro. È possibile che quelle di Kakà siano parole dettate da un momento di amarezza profonda, e quindi anche che possa esserci un ripensamento, però rimangono e non sembrano soltanto uno sfogo di un campione che per la prima volta ammette con chiarezza di essere arrivato al Mondiale in condizioni fisiche precarie, per quella pubalgia che gli ha rovinato la stagione anche nel Real Madrid. «Ci sono stati momenti - rivela Kakà - in cui ho pensato che non ce l'avrei fatta ad arrivare al Mondiale. Mi ha aiutato l'appoggio dei miei compagni, che tante volte sono venuti nella mia stanza a darmi conforto e a dirmi di non mollare. So solo io ciò che ho dovuto passare per arrivare in Sudafrica».

IL FUTURO IN NAZIONALE
- Ed ecco perché questo «è un momento molto difficile e delicato, nella mia carriera e nella mia vita . Ho un rapporto molto stretto con la Nazionale, e sono già passato attraverso altri momenti complicati - dice ancora Kakà - ma questo è il più difficile». Al punto da far venire voglia di rinunciare proprio lui che sognava di essere il capitano della Seleçao nel Mondiale giocato in casa? «Non posso pensare adesso al prossimo - risponde - perchè è ancora troppo lontano: voglio riflettere a lungo sulla mia vita e sulla mia carriera». Se non siamo agli addii poco ci manca, la situazione è complicata, aggravata dalla tristezza per un quadro clinico ancora ricco d'incognite. «Mi sono sforzato molto, e ho lottato per il mio paese - ha sottolineato il n. 10 -. Non mi sarà riconosciuto perchè nel calcio contano solo i risultati. Ma per me è stato un Mondiale delicato, soprattutto per le condizioni fisiche in cui ci sono arrivato. Ho fatto tutto ciò che potevo, mi sono sforzato e ho lottato ogni giorno per poter stare bene in campo. Pur di stare bene, sono arrivato a sottopormi a tre sessioni di trattamento e fisioterapia al giorno».

QUESTIONE DI DETTAGLI
- Non è servito e adesso il Brasile va a casa anzitempo «e ci duole tantissimo, al punto che in questo momento il dolore è troppo grande, e maggiore di quello provato nel 2006 in Germania. Mi riesce difficile parlarne, per tutto quello che avrei voluto vivere qui, e mi ero immaginato: la verità è che questo Mondiale pensavamo di vincerlo, noi e milioni di persone in Brasile». Per Kakà «un Mondiale è fatto di dettagli, due errori in situazione di calci piazzati ci hanno tolto di mezzo, ma adesso cerchiamo almeno di evitare la caccia al colpevole». In ogni caso non sarà lui, con quella faccia d'angelo e la sua pubalgia. Per il ruolo di 'cattivi' sono pronti Felipe Melo e Dunga.

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  1. Giordenga83 Scrive:
    06/07/2010 17:17:23

    penoso sei diventato........mercenario!!!!!!!!!

  2. Suncity Scrive:
    04/07/2010 21:09:28

    Kaka`,io sono interista da quasi 50 anni e posso dirti che ti ho sempre apprezzato come avversario e ancora di piu` come uomo.Da tifoso "avversario "ti dico ,che non puoi lasciare,il calcio mondiale ha necessita` di gicatori ed uomini come te.Forza che ce la farai.

  3. Raidenpsm Scrive:
    04/07/2010 19:29:47

    Devi pure riflettere? ma se hai fatto pena vergogna

  4. messiwe Scrive:
    04/07/2010 12:40:39

    Nel 2002 non trovava spazio con Rivaldo e Ronaldinho, nel 2006 non coesisteva con Ronaldinho Ronaldo Adriano e Robinho, ora che era rimasto l'unico a dover illuminare il gioco della sua nazionale ha fallito. Colpa sua, colpa del Real, colpa del pallone d'oro... sono pochi i brasiliani continui.

  5. lynn_greer Scrive:
    04/07/2010 11:00:48

    se kaka torna qllo del milan penso ke tti qlli ke lo criticano piu messi e ronaldo dovrebbero solo baciargli i piedi w l'extraterrestre vero fenomeno del calcio moderno

  6. superciccio53 Scrive:
    04/07/2010 09:46:09

    Quando al Milan facevi qualche cosa di buono chiedevi un milione di euro di aumento sul tuo contratto ogni anno, adeso come minimo dovresti decurtarti lo stipendio in egual misura, "RIFLETTI SU QUESTO".........BIDONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. PanzerPavl Scrive:
    04/07/2010 00:42:52

    i belong to money

  8. cuoreazzurro4er Scrive:
    03/07/2010 20:21:26

    Sto Kaka prima era molto forte vinceva da solo ma oggi è un giocatore normale nn è più quello di una volta...il Milan ha fatto un vero affare a venderlo a quel prezzo...

  9. Gio_2003_ Scrive:
    03/07/2010 20:05:28

    Kakà, campione vero.

  10. juliano23 Scrive:
    03/07/2010 19:48:51

    deveria voltar para sao paulo

  11. Miuraok Scrive:
    03/07/2010 18:20:01

    KaKà è "morto"da 2 anni ed è lo specchio fedele di come le problematiche e le contraddizioni del mondo d'oggi si ripercuotano anche nel calcio :igrandi campioni di oggi ( e questo mondiale ne da la riprova)sono tutti delle "mezze pippe incompiute":ogni qualvolta sono messi di fronte alla "prova madre" se la fanno sotto, incapaci di fare la differenza.Il mondiale oramai lo vincerà una squadra di "soldatini"capaci solo di svolgere senza grossi errori il compitino

  12. ONEKELA Scrive:
    03/07/2010 17:56:48

    A pure? Ma non dovrebbe essere il Brasile che deve riflettere se farti giocare o spedirti in tribuna? Se ero io il presidente.. pensa a giocare trilionario.

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