
Dopo le visite al Re Juan Carlos e al premier Zapatero è scoppiata la festa del popolo iberico: strade di Madrid inondate per un gioia che sembra non avere fine
MADRID (SPAGNA), 12 luglio - È un omaggio senza paragoni, trionfale, sfegatato, impazzito, quello reso oggi dai tifosi della Roja alla nazionale spagnola di ritorno da Johannesburg con la prima Coppa del Mondo della storia della Spagna. Se la festa di ieri è finita all'alba, alle 15.00 di oggi si è riaccesa di nuovo, senza nessuno sforzo, quando Iker Casillas ha messo la testa fuori dalla cabina del volo Iberia che ha riportato a Madrid i 23 di Johannesburg ed ha alzato la coppa più bella del mondo. Tutto era già pronto, da decenni, da quel lontano agosto 1920 quando la nazionale mosse i primi passi. Il re e tutta la famiglia al completo hanno voluto abbracciare per primo i giocatori. Mentre le campane della cattedrale dell'Almudena suonavano a festa, Juan Carlos ha stretto la mano a tutti i calciatori nella sala più importante del palazzo reale di Madrid, quella delle Colonne. Gli abbracci sono stati riservati solo a Andres Iniesta, il genio che ha risolto la partita contro l'Olanda al 116/mo minuto, a Carles Puyol e all'orchestratore delle furie rosse, il sempre discreto Vicente del Bosque. «Siete un esempio di sportività, nobiltà e di squadra», ha detto il capo di stato ringraziando di cuore i 24 per «aver realizzato uno dei nostri sogni». L'incontro con il premier Josè Luis Zapatero, poco dopo, sapeva invece già di festa. Il capo del governo ha stretto la mano e abbracciato i calciatori, osannati da una folla di decine di tifosi che ha messo sotto sopra il protocollo della presidenza spagnola. Al grido di "que bote el presidente", i tifosi hanno infatti costretto Zapatero a saltare con la coppa del Mondo in mano. «L'hanno vinta loro ma è di tutti gli spagnoli», ha ricordato poi il premier a costo di non finire il discorso tra gli urli della folla e della squadra. Anche il ct del Bosque ha preso un attimo il microfono per «ringraziare tutti gli spagnoli per l'appoggio dimostrato», mentre quando è toccato al timidissimo Iniesta, il genio si è quasi pentito: «se sapevo che così non segnavo ieri», ha detto il goleador, ricordando ai presenti che «questa piccola coppa è di tutti».
LA FESTA IN PIAZZA - Finiti i ricevimenti ufficiali è scoppiata la "fiesta". Chi pensava che quella del 2008 per l'europeo fosse stata epocale si è dovuto ricredere di fronte a quella per El Mundial. Secondo Rtve almeno un milione di spagnoli si sono affollati per le vie del centro e nella spianata di Principe Pio dove finirà la cavalcata della Seleccion. Di fronte al palco della festa finale la gente ha iniziato ad affluire già dalle 14.00 e neanche gli idranti dei pompieri, che provavano a rinfrescare l'ambiente, hanno calmato i cori. Sul 'doble decker' scoperchiato intanto le furie rosse facevano gala della loro proverbiale giovialità portati sul palmo della mano da migliaia di persone accorse nelle strade di Madrid da tutta la Spagna. Tra birre e cocktail sono partiti i cori di "Campeones", i salti al ritmo di "Yo soy espanol, espanol, espanol" e le grida di "que viva Espana". Gli immancabili Piquè e Reina hanno tenuto come sempre banco, scherzando con compagni e aficionados, in una fiesta che era iniziata già sull'aereo, dove i campeones hanno stappato 38 bottiglie di Champagne. Dopo bagno di folla e sbornia mondiale, anche le furie rosse si sveglieranno probabilmente domani con un po' di "resaca", i postumi iberici, ma sapranno di essere passati alla storia come i primi campioni del mondo della Spagna.
Io ritengo che il problema più che a livello di vivaio consiste nelle assurde pretese economiche che i presidenti italiani hanno per cedere un giocatore giovane (ma anche non tanto giovane) e promettente nostrano. Il tipico esempio è quello di D'Agostino. L'anno scorso l'udinese ha chiesto fior di milioni per il giocatore e la Juve, giustamente, ha risposto picche !!
Ma il fatto peggiore è che, una volta fallita la trattativa, questi presunti campioni spariscono dalla circolazione.....
Il vivavio. Bisogna far crescere i giovani. Bisogna dare spazio ai giovani e non ai soliti nomi altisonanti che servono a far entrare solo i soldi degli sponsor. I giovani. La Spagna ha avuto negli ultimi 8 anni il miglio vivaio al mondo e questi sono i risultati. In Italia l'Inter vince con nessun italiano nella rosa. Abete deve andare a casa: ha fallito in toto.
io penso invece che la Spagna sia davvero una squadra stellare cn tanti giocatori che sanno giocare a pallone, lo sanno toccare, sn fini palleggiatori partendo dalla difesa!Raccolgono i frutti di un grande lavoro fatto sui vivai, cosa che spero faremo anche in Italia. Che poi Lippi abbia sbagliato le convocazioni e successivamente le formazioni mandate in campo, lasciando i più in forma in panchina, vedi quagliarella, è un altro dato di fatto!cmq nn si può sempre vincere...
GRAZIE LIPPI E I TUOI 11 CARTA IGENICA !
LA SPAGNA NON ERA UNA SQUADRA STELLARE !
CON TOTTI, CASSANO,BALOTELLI, UN PORTIERE DA C2, DEI DIFENSORI DA C1, NOI IL MONDIALE LO VINCEVAMO NOI ITALIANI !
GRAZIE CARNEVALE DI VIAREGGIO !