Ancora campioni lontano da casa

Contro l'Ungheria l'Italia è campione del Mondo in terra di Francia. Pozzo e i suoi festeggiano sul campo e sugli spalti
Quando l’arbitro Capdeville - unico francese arrivato alle finali della Coppa del Mondo - ha fischiato la fine della partita Italia-Ungheria e, con essa la fine del torneo, scene commoventi si sono svolte sul prato e sugli spalti. Gli azzurri trionfanti si sono cercati, si sono abbracciati e baciati, poi hanno accolto festosamente Pozzo che accorreva in campo per abbracciarli ad uno ad uno. In tribuna ci sentivamo un po’ tutti... campioni del mondo e facevamo altrettanto. Un folto gruppo di connazionali ha intonato Giovinezza ed i francesi hanno assistito alla scena forse con una punta di invidia, ma, bisogna dirlo, con molta sportività, con molta comprensione. (…)
Non uno dei sessantamila presenti - oltre 800.000 franchi d’incasso - ha dubitato che la Coppa del Mondo non fosse rimasta ai migliori, nessun dubbio essendo possibile su questo punto. La finale era stata ancora più probativa delle precedenti partite. (…).
Bisogna infatti dire che mentre gli ungheresi sono apparsi inferiori anche a se stessi, gli azzurri si sono ancora superati. Quella prima linea - con le ali proposte - è, come avevamo ripetutamente detto fin da prima del torneo fra le più forti che abbiamo avuto, assolutamente irresistibile. Mai Meazza è stato tanto spettacoloso come in queste ultime partite e nella finale è apparso addirittura strabiliante in tre ruoli, in quello di mezz’ala costruttiva, in quello di centro sostegno, in quello di terzino. Con Ferrari, migliorato di molto, ha composto una linea di eleganza insuperabile, di efficacia inesorabile, dando spettacolo di fronte ad un pubblico abbagliato. E mai forse la nostra nazionale ha avuto un centravanti come Piola, così risolutivo e fantasioso, così potente e vistoso. (…)
Attorno a questo trio… celestiale - non soltanto per il colore della maglia, ma proprio per la sua calcistica celeste - gli altri non hanno certo sfigurato. Splendido è apparso, anzitutto, in questo torneo, il duo Foni-Rava che, perpetuando la grande tradizione dei terzini juventini, non risulta inferiore alle migliori coppie di terzini allineate in tanti anni di battaglie e di successi internazionali. Ma occorre dire che le due ali dell’attacco azzurro sono pure apparse formidabili. Colaussi, che in tutte le partite ha segnato, dando talora il via alla marcatura, ha avuto momenti da ala di grandissima classe. (…)
Biavati, ancora un po’ timoroso delle responsabilità, essendo una matricola fra gli azzurri, ha evitato un po’ di tirare (tuttavia ha colto un palo inverosimile) ma, veloce come il lampo, ha sbaragliato da solo le difese, servendo magnifici palloni da gol. (…)
Pozzo va elogiato senza la minima riserva. (…)
Già abbiamo scritto che sbaglia ormai ben di rado e, nella circostanza di questa Coppa, siamo stati i più blandi critici, i più sereni suoi laudatori, fin dall’inizio; per cui sappiamo bene che non noi siamo il bersaglio specifico dei suoi strali; ma vorremmo in lui una maggiore stima anche dei colleghi, a cui non possiamo dare il minimo torto se anche per essi si tratta di fatica, e oscura fatica, se anche per essi si tratta di amore verso la Nazionale, e non di livore per i suoi successi, se anche per essi si tratta di successo, dato che il successo sia azzurro.
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pinuccio46 Scrive:
21/05/2010 18:02:38da quel poco che ho lettoe mi viene ancora le pelle d oca un solo grido FORZA ITALIA

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