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mercoledì 09 luglio 2014

#rottamiamoilcalcio: adesso o mai più

Ora che anche Andrea Agnelli è uscito allo scoperto e ha sposato pubblicamente l’idea del cambiamento, e che Barbara Berlusconi ha ribadito di essere sulla stessa linea, il rinnovamento ai vertici del calcio italiano diventa irrinunciabile e indifferibile

di Stefano Agresti
Ora che anche Andrea Agnelli è uscito allo scoperto e ha sposato pubblicamente l’idea del cambiamento, e che Barbara Berlusconi ha ribadito di essere sulla stessa linea, il rinnovamento ai vertici del calcio italiano diventa irrinunciabile e indifferibile. Perché è chiaro - benché tanti sostengano il contrario - che non è, non può essere solo una questione di numeri: ho trenta voti di qua, ne raccatto quindici di là e un’altra manciata a destra e a manca, e governo il calcio.

No, non è più quel tempo. Non ne vogliono sapere i tifosi, che sono la vera anima di tutto il movimento, e noi siamo completamente d’accordo. Occorrono chiarezza, progetti nuovi, uomini svincolati dagli antichi metodi e dalle pessime abitudini del passato. «Persone serie e competenti», come ha dichiarato Roberto Mancini nell’intervista pubblicata ieri dal Corriere dello Sport-Stadio. E certamente non si può pensare di guidare la Figc senza il sostegno dei club che sono punti di riferimento del nostro calcio: Juve e Roma, Napoli e Fiorentina. Né senza la parte di Milan emergente e vitale. La Lega ha provato a ignorare questa realtà, si è assoggettata all’ormai improponibile asse Lotito-Galliani, e mestamente è naufragata assieme a Beretta, un presidente che da anni dichiara di non poter più ricoprire quel ruolo e intanto continua a stare attaccato alla poltrona, chissà come mai.

Non vogliamo beatificare nessuno - chi ci segue sa che non l’abbiamo mai fatto, proprio no -, né il giovane Agnelli né la giovanissima Berlusconi, peraltro eredi di famiglie da sempre prossime al potere. Ma non possiamo fare a meno di notare come siano anche loro, oggi, a poter portare una ventata di novità, dall’alto delle posizioni di privilegio che occupano. Non possiamo fare a meno di osservare come la Juventus sia l’unica società che si è costruita uno stadio e il Milan si sia appena trasferito in una modernissima sede voluta proprio da Barbara. La loro voglia di novità è la nostra, non a caso abbiamo lanciato l’hashtag #rottamiamoilcalcio. Sì, rottamiamolo: ora o mai più. 
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