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domenica 13 luglio 2014

Argentina, troppi gol sbagliati. E Messi non è Maradona

La Seleccion meritava almeno di finire ai rigori, ma Higuain, Messi e Palacio hanno fallito diverse occasioni.

di Alberto Polverosi

E’ la terza finale mondiale che non si accontenta di 90 minuti. Con i rigori aveva vinto l’Italia a Berlino contro la Francia nel 2006, ai supplementari la Spagna aveva battuto l’Olanda nel 2010 e ai supplementari ha vinto la Germania sull’Argentina a Rio de Janeiro. E’ bastato un errore della difesa della Seleccion, un errore dopo 110' senza una sola disattenzione, mischiato alla prodezza di una coppia giovane, Schurrle-Goetze, per vincere il Mondiale. Questi supplementari sono comunque la conferma definitiva dell’equilibrio di Brasile 2014: nelle ultime 15 gare, quelle a eliminazione diretta (esclusa l’inutile finale per il 3° posto), 8 volte non sono bastati i 90', in 5 partite, compresa la finale, nemmeno i supplementari. 

Siccome decide il risultato, parleremo a lungo della nuova generazione tedesca, di un programma fatto con intelligenza, di un lavoro in prospettiva, ma la verità è che l’Argentina avrebbe meritato almeno di finire con i rigori. Ha fatto meno come quantità di partita, però ha fatto meglio della Germania come qualità. Ha fatto sicuramente più di quanto i tedeschi (e non solo loro) potessero immaginare. Non si sono visti i supplementari (della semifinale con l’Olanda) in più e il giorno in meno, rispetto alla Germania, per recuperare. Si è difesa bene, con ordine e organizzazione (gara impeccabile di Zabaleta e Garay fino al gol di Goetze, in quell’occasione hanno coperto male), senza trascurare nessuna delle linee con cui i tedeschi portavano i loro attacchi. Si proteggeva con efficacia sugli esterni con i raddoppi di marcatura e occupava il centro del campo con i suoi mediani, lasciando alla Germania un possesso palla spesso fine a se stesso. E quando poi prendeva palla, ribaltava il gioco in un attimo. L’unica grande occasione dei tedeschi, prima del gol, è nata da un calcio d’angolo (palo di Howedes), quelle dell’Argentina sono arrivate in contropiede o per l’errore imperdonabile di Kroos. Ci volevano più Messi e più Higuain, anzi, ci volevano le loro versioni più incisive. Il primo si è visto con un paio di accelerazioni, ma non ha inquadrato la porta quando ne aveva la possibilità e ha perso l’attimo per un assist per il Pipita, che, a sua volta, ha sbagliato un gol che non poteva e non doveva sbagliare. Ha segnato invece quando era in fuorigioco. Messi non è Maradona, ora è chiaro a tutti.

Dopo un’ora di partita, la Germania aveva il 73 per cento di possesso palla, però la sua produzione offensiva non era consistente e di qualità come quella dell’Argentina. La Seleccion era a disagio solo quando doveva far girare la palla: era stata costruita per lanciare Higuain e non aveva un altro modo di attaccare. Sono stati bravi i due ct: dei sei cambi a loro disposizione, quattro sono stati di tipo offensivo, sono entrati Aguero, Palacio, Schurrle e Goetze che ha preso il posto di Klose, diventato in questo Mondiale l’uomo-record di tutti i tempi col 16° gol. Lo è stato di meno l’unico italiano in campo, l’arbitro Rizzoli.
  
 

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