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martedì 28 gennaio 2014

Serie A Nicchi, occasione persa. Non esiste l'arbitro 2.0

Quella di Nicchi è un'occasione persa. Era lui l’uomo che avrebbe dovuto voltare pagina dopo Calciopoli e l’interregno di Cesare Gussoni: non ci è riuscito

di Edmondo Pinna
ROMA - C'è un mondo che, al di là delle parole, sembra voler rimanere fedele a se stesso. Ancorato a vecchi canovacci, a vecchi refrain, come quei pianoforti scordati che continuano a suonare nei saloon buoni solo per i turisti. Tutto si aggiorna, il mondo che ci circonda va avanti, a volte anche troppo velocemente. Basta un clic per aggiornare un software. Ma la versione Arbitri 2.0 è ancora lungi dall’essere rilasciata. Ed è una grande occasione persa. L’ha persa soprattutto Marcello Nicchi, l’uomo che avrebbe dovuto voltare pagina dopo Calciopoli e l’interregno di Cesare Gussoni, che le ceneri del dissesto dello scandalo 2006 è stato chiamato a raccogliere e ha trasformato (anche con qualche errore) in materia costruibile. In carica dal 2009, rieletto nel 2012 (e sta già brigando per il 2016: ieri ha fatto la solita parte del leone, relegando Braschi al solito ruolo di spalla), l’ex arbitro internazionale continua a dire sempre e solo le stesse cose. «Siamo i migliori». «Non dobbiamo imparare nulla da nessuno». «I nostri arbitri non hanno bisogno di nessuno». E non si accorge che il suo piccolo mondo antico ha voglia di altro. Il voler mostrare che si può sbagliare (e gli arbitri sbagliano, a volte anche tanto, la stagione è lì che lo dimostra) è un brivido dell’anima. E le scuse di ieri di Tagliavento rappresentano un segnale, o ci piace leggerlo come tale. Ma sì, che male c’è? I nostri nonni ci hanno cresciuto dicendo che solo chi non fa, non sbaglia. E che male c’è, allora, a chiedere scusa per una decisione errata? A spiegare il perché di un errore? Di cosa hanno paura? «Non abbiamo paura di nessuno» è un altro ritornello buono solo per la campagna elettorale. Perché è proprio quello che è successo: doveva essere il presidente del rinnovamento, dell’apertura, del futuro. Gli arbitri sono ancora prigionieri di una Associazione anacronistica. In attesa di un clic...
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