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lunedì 03 febbraio 2014

Hernanes per vincere ha sbagliato squadra

Non basterà l’ex laziale, né altri due o tre come lui, a colmare il gap tra i nerazzurri e la Juve, la squadra migliore d’Italia

di Stefano Agresti
ROMA - Se Hernanes è andato all’Inter per vincere, avrà già capito di avere sbagliato scelta. Non basterà l’ex laziale, né altri due o tre come lui, a colmare il gap tra i nerazzurri e la Juve, la squadra migliore d’Italia: la distanza è abissale, quasi imbarazzante, e i 26 punti di distacco in classifica rispecchiano quello che si è visto ieri. Poi è vero che i bianconeri hanno battuto quasi tutti (19 successi in 22 partite, 11 su 11 in casa) e che c’è anche chi ha sofferto sconfitte più pesanti nel punteggio (la Roma, ad esempio). Raramente, però, in un derby d’Italia avevamo visto uno squilibrio così netto: fino al 3- 0 la superiorità della Juve è stata totale e solo un calo di tensione finale - piuttosto strano per la verità - ha consentito all’Inter di mettere fuori la testa. Il palo di Vucinic ha salvato Thohir dall’ultima atroce beffa: subire gol da un giocatore che aveva già sostenuto le visite per il suo club. Sarebbe stato troppo anche per l’Inter.
La Juve è stata l’unica tra le prime 5 a vincere, però la sola vera rivale che le è rimasta, la Roma, non ha giocato. I giallorossi, insomma, restano potenzialmente a meno sei, perciò con tutto il diritto di sognare, anzi di sperare.
Mercoledì la Roma affronterà il Napoli in semifinale di Coppa Italia e proprio pensando a questa partita Benitez a Bergamo ha risparmiato Higuain, Hamsik e Jorginho. Scelta scellerata: l’Atalanta ha umiliato gli azzurri. Una batosta che potrebbe avere ripercussioni gravi anche nella testa dei calciatori: c’è modo e modo di perdere.
Ci sono società che fatichiamo a comprendere. Il Bologna, ad esempio: dal caso Diamanti al caso Morandi (insultato in modo vergognoso da una parte del tifo senza che nessun dirigente lo abbia poi difeso) fino all’ultima bagarre interna, questo club grande e storico scivola verso la B perdendo anche la faccia. Poi c’è il Sassuolo, che ha comprato una banda di ultratrentenni e ha cambiato allenatore, eppure si era comportato più che degnamente (ieri, intanto, ha perso).
La Lazio, infine. Infelice una frase di Reja, che ha augurato ai romanisti d’infortunarsi in vista del derby; felice il cammino biancoceleste con lui in panchina (tre vittorie e due pari). Strepitoso Keita: un potenziale campione, uno da non perdere come Hernanes.
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