Eto'o espugna Cagliari
L'Inter è in vetta col Milan

Basta l'1-0 ai nerazzurri per riprendere il comando della classifica insieme ai cugini rossoneri in attesa del positicipo tra Bari e Lazio di questa sera. Decide il camerunese con un bel sinistro dal limite dell'area al 39' pt. Occasioni per gli isolani che con Matri, Cossu e Nené hanno più volte sfiorato il pareggio.

CAGLIARI, 17 ottobre - Stoppata da Roma e Juventus nelle ultime settimane, l'Inter riprende al Sant'Elia il suo cammino verso la vetta della classifica grazie ad una prodezza del solito Eto'o formato centravanti. Il film è sempre lo stesso: quando manca Milito, si scatena il camerunense, al suo sesto gol in campionato. Nonostante gli ululati razzisti nei suoi confronti che stavolta hanno causato l'interruzione per 3' della partita. E così l'Inter incerottata scesa in campo all'ora di pranzo fa un sol boccone di un Cagliari apparso troppo timido per intimorire i campioni d'Italia e d'Europa. Benitez può tornare a sorridere, nonostante le tante assenze, mentre per Bisoli la prima partita dopo il caso Conti-Agostini è un piatto indigesto. Ritrovati i due "ribelli", i rossoblù però non hanno ritrovato la via del gioco. E del gol. Poca grinta, pochi spunti e quando Cossu, Matri o Nenè sono riusciti a liberarsi dalla morsa dei nerazzurri ci ha pensato uno strepitoso Julio Cesar a mettere la saracinesca. Partita subito sospesa, perchè dalla Curva Nord, non appena Maicon prima e Eto'o poi hanno toccato palla, sono partiti i soliti e insopportabili cori razzisti.

GARA FERMATA - Tagliavento non ci ha pensato due volte e al 3' ha fermato la gara - su imput del questore di Cagliari - convocando i capitani al centro del campo. A quel punto lo speaker dello stadio che ha ricordato al pubblico che in caso di nuovi cori razzisti la partita sarebbe stata sospesa. E dal quel momento tutto è filato liscio. Gli animi in Curva si sono placati, ma anche in campo i ritmi non sono stati altissimi. Complice forse anche questo orario contestato un pò da tutti, Cagliari e Inter non hanno dato vita ad una partita spettacolare. Il Cagliari reclama per la mancata concessione di un rigore, al 20', su un tocco di mano di Lucio su cross di Matri. Ma deve piuttosto prendersela con l'imprecisione dei suoi attaccanti o la bravura del numero uno nerazzurro se non è riuscito a segnare. Bisoli, col rientro di Conti in mezzo al campo, non ha voluto rinunciare però a Nainggolan, sempre titolare in campionato, lasciando in panchina il nazionale Lazzari. Il capitano rossoblù, però, non ha disputato una bella partita. Probabilmente ancora "scosso" da quando accaduto alla vigilia della trasferta con il Chievo, quando venne messo fuori squadra con il vice capitano Agostini, dopo uno screzio in allenamento, Conti è apparso sotto i suoi consueti standard.

IL GOL DI ETO'O - Nel primo tempo l'Inter ha controllato senza patemi le offensive dei padroni di casa e poi ha colpito al momento giusto. Al 39' Eto'o ha controllato una palla al limite dell'area, con una finta ha saltato Astori e lascito partire un sinistro preciso che si è insaccato a fil di palo, alla sinistra di Agazzi. Quattro minuti prima Cossu si era divorato un gol, su perfetto assist di Nainggolan, calciando a lato da ottima posizione.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa, dopo soli 4', il Cagliari va vicinissimo al gol, ma Julio Cesar si supera respingendo prima il tiro di Nenè poi quello di Matri, sulla respinta del portiere brasiliano. Al 31' è la traversa a salvare l'Inter, quando un tiro-cross di Acquafresca, deviato da Chivu, s'impenna e sbatte sul montante superiore e poi Conti, in scivolata, tocca debolmente per la facile parata di Julio Cesar.

"BUU" RAZZISTI -
Questa volta i buuh razzisti i sono stati zittiti subito. Tolleranza zero al Sant'Elia per gli ululati contro i giocatori di colore dell'Inter. E per la prima volta il calcio si è fermato. Pronti via, palla a Maicon che s'invola sulla destra, alla sua maniera. Non arrivano applausi, ma i primi, timidi, buuh. Passa un minuto e appena tocca palla Eto'o, dalla Curva Nord il rumore degli ululati razzisti è più forte. Il vice questore vicario di Cagliari, Giuseppe Gargiulo, che segue come ogni domenica la partita a bordo campo, memore anche di quanto accaduto lo scorso anno, sempre in Cagliari-Inter, decide di entrare subito in azione. Spetta alla Questura, infatti, ogni decisione sull'ordine pubblico. Avvisa l'ispettore della Federcalcio che, attraverso il quarto uomo, fa sapere all'arbitro che è il caso di intervenire subito, di stroncare sul nascere ogni tentativo di insultare Etò attraverso questi insopportabili buu. È appena il 3' e l'ottimo Tagliavento sospende la partita. Eto'o, sconsolato, confabula con l'arbitro e i due capitani, il rossoblù Conti e il nerazzurro Zanetti.

PRIMA VOLTA - È la prima volta, in serie A, che una partita viene fermata per cori razzisti, nonostante i nostri stadi domenicalmente propongano scene simili. Dagli altoparlanti del Sant'Elia lo speaker ricorda al pubblico che in caso di altri cori razzisti la partità verrà sospesa. Il resto dello stadio - stracolmo per l'atteso match con i campioni d'Italia e d'Europa - fischia la curva e applaude la ripresa del gioco, dopo un paio di minuti. Si riprende a giocare e fortunatamente non succederà più nulla. Ma ora il Cagliari rischia una pesante multa. Massimo Moratti allo stadio non c'era. Era stato lui, l'anno scorso a stigmatizzare quanto accaduto, sempre al Sant'Elia (20 settembre 2009) quando nel finale di gara sia Eto'o ma soprattutto Balotelli erano stati bersagliati di buu dagli ultrà. Quel Balotelli che, quando giocava in Italia, spesso veniva preso di mira dalle tifoserie avversarie, soprattutto da quella juventina. «L'arbitro doveva sospendere la partita», tuonò il patron nerazzurro il giorno dopo. È successo con un anno di ritardo. Oggi a Cagliari c'era la sorella Bedy, che commenta: «Ha fatto bene l'arbitro a intervenire subito. Questo non succede spesso nei nostri campi. Noi dell'Inter purtroppo ci siamo abituati a questi ululati, ma è la prima volta che subito dopo l'inizio della partita l'arbitro prende una posizione così netta. Lo speaker ha ricordato le regole, che esistono e vanno rispettate. Fa piacere vedere che un arbitro applica le regole tempestivamente». E mentre per l'allenatore del Cagliari, Pierpaolo Bisoli, che difende il «pubblico sardo sempre civile», forse si è trattato solo di fischi e non cori razzisti, Rafa Benitez - non abituato a certe situazioni in Inghilterra - sottolinea che «il fatto positivo è che il pubblico ha capito subito. E che si è pensato immediatamente al calcio».

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  1. smeazza Scrive:
    18/10/2010 16:51:00

    mercoledì abbiamo una partita importante e con tutto il rispetto per il cagliari non si poteva sprecare più energie del dovuto.abbiamo fatto il minimo indispensabile per vincere la partita e l'abbiamo vinta.il cagliari poteva crearci problemi ma non ci è riuscito.ora questa storia che siamo eto'o-dipendenti è il nuovo tormentone messo in circolazione da qualche giornalaio che non sa più come critcare l'invincibile armata nerazzurra.mediocri.

  2. pier65 Scrive:
    18/10/2010 16:25:21

    x tutte le persone che offendono noi sardi,esiste solo una parola.POBAAAAAAAAA.SEMPRE FORZA CAGLIARI.PS:UN SALUTO ALLE ALIGHE NAPOLETANE.

  3. Scrive:
    18/10/2010 11:58:05

  4. fiorluchi Scrive:
    18/10/2010 11:26:34

    il cagliari non ha lo smalto giusto x affondare ci rifaremo questo è sicuro..............giusto perdere se non ci credi...............e noi non ci abbiamo creduto bisogna presidiare le fascie meglio troppo rinunciatari...........Matri sbaglia troppo

  5. peppefedayn Scrive:
    18/10/2010 00:21:57

    ajjooo le pecore fuori allo stadio lasciato o
    mo il pecorino finito fu
    cagliaritano torno a pascolare con le pecore
    ridicoli quei 4 gatti come il loro presidente

  6. interistadentro7 Scrive:
    17/10/2010 18:39:57

    mmmilan dimentichi la clausola sul contratto di balotelli. E' piu facile ritorni kakà a milano sonda inter che balotelli (impossibile) sponda milan ihihihihihih continua a rosicare

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