Dal Cagliari a Pellissier
ecco l'altro campionato

Riflessioni sulla serie A: lo spettacolo non lo fanno solo le grandi, il livello del no­stro calcio è dato anche dal fermento di idee e da giocatori spesso sottovalutati

ROMA, 19 febbraio - Spesso ci interroghiamo sul livello del cal­cio italiano, sul suo spettacolo e sulle sue prospettive, limitando le osservazioni alle grandi squadre, o meglio ancora alle squa­dre delle grandi città, Milan, Inter, Juve e Roma. In questo modo, commettiamo però un errore d’impostazione: il livello del no­stro calcio è dato non solo dalle grandi, ma dall’insieme delle squadre di serie A, uno dei campionati dove le piccole, attraverso idee e intuizioni, possono creare problemi seri alle avversarie più ricche. Come non può accadere nella Liga, per esempio, col dominio secolare di Barcellona e Real Ma­drid e neppure in Premier League dove il di­stacco (tecnico e tattico) dei due Manche­ster, Chelsea, Arsenal e Tottenham da tutte le altre è considerevole. In Italia, soprattutto in questo campiona­to, si gioca un “altro campionato” che an­drebbe seguito con più attenzione. Così po­tremmo uscire, seppure in parte, da vecchi e logori discorsi sul difensivismo del calcio italiano e sulla sua incapacità di pensare a nuove forme di gioco, storie che ci accompa­gnano da decenni, non sempre prive di fon­damento, ma spesso banalizzate da precon­cetti. In realtà, c’è un bel fermento di idee e di giocatori, spesso sottovalutati, c’è un mo­vimento interessante che spinge a credere in un buon futuro del nostro calcio.

SOTTOVALUTATI AL POTERE -Parliamo dell’Udi­nese, protagonista dell’“altro campionato”. E’ per caso una squadra che pensa a difen­dersi? La certezza del gioco che ha trasmes­so Guidolin è evidente in ogni momento del­la partita. Il talento di Sanchez e Di Natale è il punto più alto della sua qualità, ma quei due fanno parte e si esaltano in un congegno efficiente, dove il contributo di Isla (è raro vedere un esterno che crossa con i modi e i tempi giusti come il cileno) e di gio­catori ai più sconosciuti co­me Abdi e Armero è fonda­mentale. Guida Inler, ma quando la palla passa dalle parti di Asamoah è uno spasso. Qui, a propo­sito di giocatori sottovalutati, c’è il numero 1 della categoria: Di Natale. Possibile che un fenomeno del genere abbia giocato una sola volta in Champions League?

DELIZIA PURA
-Il Palermo è animato dallo stesso piacere del gioco dell’Udinese. E’ una squadra di ragazzi, con difetti legati all’età (Zamparini può pensarla come vuole, ma fra un paio d’anni Munoz non marcherà più co­sìmale Gilardino come è successo domeni­ca in occasione del gol), ma con un gusto per lo spettacolo che Delio Rossi ha asseconda­to e favorito. Si mischiano mondi diversi, il Sudamerica di Pastore con l’Europa dell’Est di Ilicic, ma la squadra gioca bene perchè in mezzo al campo Nocerino (opportuna la con­vocazione di Prandelli) è in una continua crescita e perchè la coppia di terzini Cassa­ni- Balzaretti (otto assist in due) è forse la migliore del campionato.

COME ZEMAN -Scendiamo di livello, passiamo al Cagliari. Donadoni era considerato un tecnico... attendista, di estre­ma concretezza, senza con­cessioni all’esuberanza. Da quando ha preso il Cagliari, non ha mai pareggiato, ha vinto 3 gare in trasferta, ha segnato 21 gol in 13 partite, 3 volte ha segnato 3 gol, 1 volta 4 gol. Per certi numeri si potrebbe definire uno zemaniano. Merito suo e del modo con cui fa giocare una squadra dove il livello tec­nico non è sceso nemmeno adesso, dopo l’addio di Matri. Forse Conti, Lazzari, Bion­dini sono figure di secondo piano, ma di si­curo non giocatori di secondo piano. In più c’è Cossu, miglior uomo-assist del campio­natodopo Ibrahimovic.

ORGANIZZAZIONE E TALENTO -Ancora un po’ più giù, il Bologna. La carriera di Malesani è da anni, da sempre, una proposta di calcio d’attacco. Storica la suddivisione che una volta il tecnico veronese fece della sua ca­tegoria: ci sono gli organizzatori, i gestori, i dislocatori e i...fai da te. L’organizzazione del Bologna (che ha la società più martoria­ta dell’anno) ha pochi difetti. Malesani ha avuto il merito di rilanciare giocatori che sembravano persi come Della Rocca, di rin­giovanire ancora un po’ un attaccante come Di Vaio, ma il resto è qualità. Quella di Ek­dal e soprattutto di Ramirez, talento puro, bisognoso di crescere in un ambiente sere­no.

ESSENZIALE
-Non è altrettanto offensivista il Chievo di Pioli, che ha però caratteristiche nette. E’ una squadra molto concreta, com­patta, con stranieri pescati nelle retrovie e diventati protagonisti (Constant giocava nel­la serie B francese, Fernandes è stato il pri­mo capoverdiano a segnare in un Mondiale, seppure con la maglia della Svizzera) e con giocatori che pochi hanno valutato secondo giustizia. Un nome su tutti: Sergio Pellissier.

MODELLO -
A questa categoria non è iscritto il Napoli, promosso da un paio di anni, da quando è arrivato Mazzarri. La promozione è maturata dalla capacità di unire l’organiz­zazione di gioco, la continuità di risultati, la resistenza alle tensioni e la proporzione stra­ordinaria qualità/prezzo dei giocatori. E’ il modello di ciò che abbiamo cercato di spie­gare fin qui. Pensiamo a Campagnaro, ar­gentino con origini italiane, con Mazzarri ha trovato la dimensione del difensore duro e tatticamente elastico: dopo Amauri, Lede­sma e Motta, potrebbe essere uno dei ‘nuo­vi italiani’ buoni per Prandelli. Già, il ct. Il tipo di partita che la sua Nazionale ha gioca­to a Dortmund, senza mai aspettare, ma at­taccando fino all’ultimo minuto, è anche la conseguenza di questo calcio. Del resto, Prandelli è uno dei fondatori dell’“altro campionato”.

Alberto Polverosi
4
  1. Scrive:
    19/02/2011 18:09:36

  2. penelope59 Scrive:
    19/02/2011 16:40:16

    Cossu 2 assist. Ibra e lavezzi 10, Mauri 7.

  3. penelope59 Scrive:
    19/02/2011 16:38:20

    POLVEROSI;ma quand'è che ti guardi la classifica degli assist pubblicata in questo sito: Cossu 12 assist, Ibraimovic 10 assist

  4. cammi2 Scrive:
    19/02/2011 13:25:24

    Bellissimo articolo, tutto giusto, tutto perfetto, ma...... purtroppo nel nostro campionato esiste il problema arbitri!!! Troppo morbidi con le tre-quattro "GRANDI" e troppo severi con le restanti squadre.... Non dimentichiamo che senza errori arbitrali in questo campionato il Palermo sarebbe 1° in classifica (non lo dico io, n.d.r., ma autorevoli fonti giornalistiche) ed il Milan sarebbe 4° o 5°...... ECCO PERCHE' NESSUNO VUOLE LA TECNOLOGIA IN CAMPO... A VINCERE DEVONO ESSERE SEMPRE LE SOLITE!

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