Abete: Serve Lega coesa. Beretta: «Fare il tavolo»

Il presidente della Federcalcio, avverte: «Il primo obiettivo deve essere quello di pensare agli interessi generali.Il tavolo politico? Sembra che ci sia la disponibilità a farlo». Quello di Lega: «La proposta di Petrucci mi sembra molto interessante»

giovedì 17 novembre 2011

ROMA - «In Lega c'è assemblearismo, ci vuole una Lega coesa che pensi agli interessi generali»: così il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, a margine di un incontro a Novara, si è soffermato sulla situazione della Lega di serie A, attesa oggi da una importante riunione del Consiglio a Milano. 

TAVOLO POLITICO - «Il tavolo politico? Sembra che ci sia la disponibilità a farlo». Lo ha detto il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ai microfoni di Sky a margine del convegno "Cosa significa gestire una società di calcio" in corso a Novara. «È un momento importante - ha aggiunto Abete - spero naturalmente che la disponibilità sia confermata anche nel momento in cui bisognerà fare ulteriore chiarezza e approfondire i contenuti»«Fare collegamenti tra i procedimenti penali e l'ordinamento sportivo è una violenza nei confronti del mondo sportivo». Lo ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete, intervenendo a un convegno a Novara. «Sono due ordinamenti diversi - ha aggiunto -. per questo avevo detto che qualunque sarebbe stato l'esito della sentenza di primo grado (al processo di Napoli, ndr), era un grave errore e una forzatura andare a vedere faziosamente gli effetti che poteva avere». «Il calcio vive in un sistema di regole - ha concluso Abete - è singolare e anche folcloristica la posizione di chi vuole estrapolare la posizione di una società, lascia il tempo che trova. Sono d'accordo con il presidente Petrucci quando dice che c'è il tentativo di molti di portare il calcio fuori dalla dimensione sportiva».

LA RISPOSTA DI GALLIANI -  «Sono assolutamente favorevole sia al tavolo sia ad abbassare i toni, non ho ricevuto ancora inviti quindi non ho idea di chi si siederà al tavolo: al di là di chi parteciperà, dovrà servire a pacificare gli animi». Questa la posizione dell'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani sull'ipotesi di un "tavolo di pace" emersa ieri dai discorsi dei presidenti del Coni Gianni Petrucci e della Juventus Andrea Agnelli. «Non so chi farà le convocazioni, non so se le farà il presidente Petrucci», ha continuato Galliani. Poi sul tavolo della pacificazione: «Un tavolo serve certamente per abbassare i toni. Chi andrà, dovrà essere dotato di buona volontà». Galliani poi non ha voluto esprimersi sulle mosse della Juventus nella vicenda legata allo scudetto del 2006: «Serve abbassare i toni in generale, cinque anni fa - ha chiarito - ho detto che non sarei più tornato sulla vicenda specifica di Calciopoli. Sto parlando del futuro e non del passato».

GALLIANI SU BERETTA -  «La Lega di serie A ha un presidente che è Beretta e non è dimissionario». Lo ha voluto chiarire l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, dopo le critiche del presidente del Coni Gianni Petrucci che ieri si chiedeva «come sia possibile che a marzo si è dimesso il presidente Beretta e in questi mesi le società non siano riuscite ad eleggerne un altro». «Un presidente in Lega c'è, la situazione è molto semplice - ha detto Galliani -: Beretta aveva detto che sarebbe stato pronto a dare le dimissioni quando glielo avremmo chiesto. Non lo abbiamo ancora fatto, quindi il presidente non è dimissionario. La Lega ha un presidente che è Beretta».

LA RISPOSTA DI BERETTA -  «Una proposta che va guardata con grande attenzione e va accolta». Il presidente della Lega di A Maurizio Beretta sostiene così il suggerimento di Andrea Agnelli di aprire un tavolo politico alla luce dell'appello e della dura presa di posizione dal numero uno del Coni Gianni Petrucci anche in merito alla vicenda dello scudetto 2006. «La proposta di Petrucci mi sembra molto interessante, noi come sempre abbiamo un atteggiamento sereno e interessato», ha osservato Beretta. «Fra l'altro - il n° 1 di Lega - il tavolo lo avevamo anche sollecitato noi molte volte, era partito a Palazzo Chigi con un po' di ambizioni qualche mese fa dopo la firma dell'accordo collettivo quindi sicuramente è una proposta da guardare con grande attenzione e va accolta. Dobbiamo anche darci delle scadenze molto ravvicinate per alcuni dei problemi più immediati. Con la serenità che viene richiesta e abbiamo tutti, e un po' di buona volontà si possono risolvere i problemi».

LA RISPOSTA DI GHIRARDI -  «Ho stima di Petrucci che da anni è una figura importante per lo sport italiano, credo verrà recepito il suo segnale di distensione, di pulizia, ma anche di innovazione». Il presidente del Parma Tommaso Ghirardi pensa che sia ora di archiviare definitivamente il passato. «C'è bisogno di un po' di ventata di novità e di dire basta al passato - afferma al suo arrivo in Lega Calcio - Io non ho vissuto Calciopoli, ma dopo tanti anni se ne parla più di tanti altri argomenti che credo siano più importanti. Dobbiamo cercare di fare quadrato e di chiudere definitivamente questo discorso». Sulla battaglia di Agnelli per vedere riconosciuti i danni alla Juventus, Ghirardi non vuole giudicare: «Io non mi permetto, non c'ero in quegli anni perché ho preso il Parma nel 2007, devo solamente commentare positivamente le parole di Petrucci, responsabili e importanti. Personalmente sarei più felice se ci fosse del rinnovamento e nuovi argomenti».

GHIRARDI SU BERETTA - In Lega, anche dopo le dichiarazioni di Petrucci ieri è forse venuto il momento di indicare un nuovo presidente. «È chiaro che oggi credo si possa discutere di questa eventualità», si limita a dire Tommaso Ghirardi arrivando alla riunione del Consiglio di Lega, riconoscendo comunque la correttezza di Maurizio Beretta. «Beretta si è comportato in maniera corretta - sottolinea il presidente del Parma - ha rimesso il mandato nelle mani dell'assemblea quando ha assunto l'incarico in Unicredit. Ora credo sia venuto il momento di discutere del futuro, ma non diamo colpe a Beretta che ha chiaramente manifestato la sua volontà mesi fa, ma che per volontà dell'assemblea è ancora il presidente della Lega».

LE PAROLE DI PREZIOSI -  «Secondo me ha ragione Petrucci quando dice che ci sono molti avvocati e molte situazioni che in qualche manera disturbano la serenità di tutti, ma è anche vero che servono rinnovamenti importanti e spero che arrivino in fretta». Lo ha spiegato il presidente del Genoa Enrico Preziosi, sottolineando che «è meglio incontrarsi seduti a un tavolo piuttosto che fare discussioni sui giornali gradite a nessuno». «Se la provocazione serve a fare in modo che tutti si siedano a un tavolo di confronto per rasserenare l'ambiente va bene, però non è giusto questo continuo parlare da qualsiasi persona, anche istituzioni del calcio», ha continuato Preziosi: «Ci si può rasserenare sedendosi a un tavolo tutti quanti, e cercando le soluzioni migliori».

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  1. w-inter Scrive:
    17/11/2011 19:14:11

    il tavolo deve essere composto da agnelli, della valle, moggi e meani! si fanno una bella partitella a carte e frontes porta i caffè!!

  2. DeNunzioRoberto Scrive:
    17/11/2011 17:57:25

    ...l'unico tavolo da fare è quello per radiare le società che hanno imbrogliato, ma in italia non ci sarebbe più alcuna istituzione!!

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