Abete: «Diminuisce cultura del sospetto sugli arbitri»

Il presidente della Figc: «C'e una dimensione di critica sempre forte, ma molto più serena, che capisce le difficoltà del prendere decisioni in frazioni di secondi»

lunedì 09 gennaio 2012

ROMA - Maggior "serenità di giudizio" verso l'operato degli arbitri, nei cui confronti la critica "resta forte", ma con una "minore cultura del sospetto". Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete è ottimista, in vista del tradizionale incontro di inizio anno che questa mattina - in un albergo presso l'aeroporto Leonardo da Vinci - metterà di fronte dirigenti, capitani e arbitri di serie A. Ospite di 'Radio anch'io Sport', Abete ha anticipato alcuni dei temi più caldi: "Sarà l'occasione per il presidente dell'Aia Nicchi ed il designatore Braschi per dare il senso di cosa è accaduto nella prima parte del campionato e quali sono le novità più importanti, in cui si può migliorare sul versante arbitrale. Arriviamo a questo incontro con lo spirito giusto ed in un clima di rispetto per il mondo arbitrale". È aumentata la discrezionalità dei direttori di gara e quindi l'impegno del loro lavoro? "La discrezionalità c'è solo su alcune aree di intervento - ha sottolineato Abete -, come il fallo di mano in area o la volontarietà. Il resto dipende da una valutazione oggettiva, secondo un sistema valido in tutto il mondo. C'è una difficoltà di valutazione ed io noto che spesso anche i telecronisti cambiano posizione dopo una più attenta visione dell'azione. Questo testimonia quanto sia arduo valutare immediatamente quanto accade in campo". Il clima è però migliorato: "C'e una dimensione di critica sempre forte, ma molto più serena, che capisce le difficoltà del prendere decisioni in frazioni di secondi, meno collegata alla cultura del sospetto. È molto difficile trovare situazioni valutabili in maniera univoca, non è facile avere certezze su spinte e strattoni, che spesso ci penalizzano in Europa perchè in Italia siamo abituati ad abusarne".

BRAVO FARINA - Per l'assegnazione del Pallone d'Oro, questa sera a Zurigo (favoritissimo Lionel Messi), non ci sono italiani in lizza. Ma un italiano ci sarà. È Simone Farina, giocatore del Gubbio che rifiutando di aderire ad una combine ha contribuito ad avviare la seconda fase dell'inchiesta sul calcioscommesse. Ad invitarlo il presidente della Fifa, Joseph Blatter. Dopo la chiamata di Cesare Prandelli ad un stage con la Nazionale, un'altra grande gratificazione per Farina. Ma anche il rischio di dare valenza eccezionale ed un comportamento che "deve essere la norma". Lo ha sottolineato il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ospite di 'Radio anch'io Sport' aggiugendo che senza collaborazione dei tesserati sarà però dura battere i giochi illegali. "Il fatto che si premi un comportamento che rientra nella normalità testimonia la preoccupazione e l'impegno del mondo del calcio di evidenziare come questi comportamenti normali siano diffusi".

PROBLEMA SCOMMESSE - Il problema delle scommesse clandestine "va ben al di là della dimensione italiana - ha evidenziato Abete -. È mondiale, all'attenzione di Cio, Fifa e Uefa. Si è evidenziato che il centro del sistema è nel sud-est asiatico. In Italia le scommesse sportive rappresentano il 7-8 per cento di tutti i giochi. Dobbiamo fare un'azione di contrasto forte. Le norme ci sono e le abbiamo già applicate, prima ancora che la magistratura di Cremona prendesse determinate decisioni nella prima fase delle indagini". Abete ha insistito soprattutto sulla necessità di "una crescita comportamentale dei protagonisti. Possiamo rafforzare le norme, gli strumenti di prevenzione, individuare un rapporto ancor più organico tra ministero dell'Interno, Monopoli dello Stato, Federazione e Lega. Ma il discrimine è quello legato al comportamento dei tesserati. Se essi si comportano come Farina le scommesse illegali verranno bloccate. Altrimenti sarà molto più dura". Quanto alla possibilità di giungere alle sentenze sportive entro la fine di marzo, Abete non si è sbilanciato. Il procuratore federale Palazzi "ha un contatto organico con Di Martino. Ha già acquisito una parte della documentazione, che è trasmessa discrezionalmente dalla magistratura ordinaria. Altra ne arriverà un pò alla volta". Compatibilmente con questa cadenza "inizieranno prossimamente le convocazioni dei tesserati. Il mondo sportivo attende delle decisioni entro la fine della stagione in corso". Questo non preclude che alcuni capitoli possano riaprirsi anche in seguito: "A partire dal primo luglio 2007 - ha ricordato Abete - la prescrizione dell'illecito sportivo è stata portata ad otto anni. Quindi tutto quello che dovesse emergere anche successivamente sarà oggetto di ulteriori approfondimenti".

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  1. zulian Scrive:
    10/01/2012 10:40:34

    Ma Abete non era quello che diceva che l'etica non va in prescrizione? infatti .... Ma perché non si dimette? o in alternativa non sta un po zitto?

  2. jp1900 Scrive:
    09/01/2012 16:17:51

    Caro Abete, mettete il giudice-arbitro televisivo come nel rugby e la cultura del sospetto scomparirà e basta... Ma scommetto che ci sarebbero molti scontenti, vero?

  3. sacaba Scrive:
    09/01/2012 15:11:31

    milan 6 rigori a favore ,uno contro maa....

  4. ant.z37 Scrive:
    09/01/2012 14:56:13

    ogni volta che parla abete mi si torcono le budella,poi dopo l'ennesimo rigore regalato al milan era decisamente meglio se almeno stesse zitto,perchè questa storia del cadeau ai rossoneri và avanti da almeno 4 partite e non se ne può.e purtroppo la verità è che si parla meno di arbitri perchè gli errori non sono pro juve,perchè se ci fosse la juve al posto del milan si griderebbe al furto e allo scandalo.ormai il principio è:sbagliate pure ma mai pro juve

  5. danyboy Scrive:
    09/01/2012 13:15:03

    no no caro abete,questo lo dici solo per mascherare gli favori al milan quest'anno.un arbitro pùo sempre sbagliare,ma non sempre a favore alla stessa squadra o contro la stessa squadra.

  6. FronteDelPorto Scrive:
    09/01/2012 12:13:04

    Caro ABETE, fino al 2006 gli errori arbitrali li chiamavate favori a qualcuno, mentre dopo li avete chiamati solo sviste arbitrali! Troppo comodo! La vostra negligenza ha permesso a qualcuno di farla franca, permettendogli una prescrizione che ha impedito di far chiarezza su tutto il calcio Italiano!
    Rimanere in silenzio per VOI ora sarebbe tutto di guadagnato.

  7. FronteDelPorto Scrive:
    09/01/2012 12:09:00

    Ma bravo il nostro Abete! Ieri il Milan ha vinto la partita grazie ad un clamoroso errore arbitrale a suo vantaggio mentre alla Juve è stato negato un Rigore evidente, anche se alla fine per fortuna non è risultato decisivo!
    Una volta, quando capitavano alla Juve, li chiamavate "Favori Arbitrali" oggi invece sono solo pure sviste casuali! La cultura del sospetto, è un arte raffinata e sottile che in Italia ha avuto il suo apice nel 2006 per far pagare chi vinceva solo perchè più forte!

  8. remo.petiti Scrive:
    09/01/2012 11:34:09

    La cultura del sospetto è stata creata ad arte per colpevolizzare alcune società, gli errori arbitrali sono stati più numerosi e più gravi (a favore di chi lo sappiamo) che quelli commessi ante-2006. Abete dovrebbe applicare un antico detto: E' MEGLIO TACERE E PASSARE PER STUPIDI, CHE PARLARE E TOGLIERE OGNI DUBBIO.

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