La Juve e uomini squadra. Milan, squadra-uomo (Ibra)

In testa al campionato italiano ci sono due squadre dalla natura opposta. I bianconeri giocano insieme, si muovono compatti alla ricerca di uno sbocco alla manovra, ha più di un uomo-squadra. I rossoneri giocano da soli, si muovono per linee inconsuete perché tutte sbocciate dall’istinto dei suoi campioni. Appartengono tutti alla stessa categoria dello svedese che però rimane il vero punto di riferimento

lunedì 30 gennaio 2012

ROMA - In testa al campionato italiano ci sono due squadre dalla natura opposta. La Juve gioca insieme, si muove compatta alla ricerca di uno sbocco alla manovra, ha più di un uomo-squadra (a cominciare da Pirlo) ed ha la struttura di un atleta dotato di tecnica calcistica. Il Milan gioca da solo, si muove per linee inconsuete perchè tutte sbocciate dall’istinto dei suoi campioni, prima Cassano, poi Pato, ora Robinho, Seedorf e fra un po’ anche El Shaarawy. Appartengono tutti alla stessa categoria di Ibrahimovic (non livello, categoria), nessuno è definibile a priori, nessuno è solo un ruolo, ma più di un ruolo dentro un unico giocatore. Il Milan non ha un uomo-squadra, ma una squadra-uomo: Zlatan Ibrahimovic. La Juve è ritmo, intensità, frenesia, caratteristiche così esaltate che a tratti diventano un limite, anzi, un pericolo, come è accaduto contro l’Udinese (vedi azione del gol dell’uno a uno). Non riesce a controllarsi, si entusiasma col proprio entusiasmo e si alimenta con la sua forza. Riflette poco e spende tutto. La Juve è tutto e subito, il Milan è attesa, studio, riflessione, controllo del campo ma soprattutto degli avversari. E’ come con una donna: il Milan ama i preliminari, la Juve vuole subito arrivare alla sostanza. Per coglierne la differenza è sufficiente pensare alle ultime due partite di campionato: contro l’Udinese, la Juve ha dato fondo al meglio di sè, ha sprigionato ogni energia fisica e atletica per arrivare ai tre punti; per battere il Cagliari, il Milan ci ha girato intorno per mezz’ora prima che il talento di Ibrahimovic esprimesse il punto più alto con quel gioiello di punizione. Non è un caso se in questo mercato di gennaio la squadra di Conte ha cercato fino all’ultimo un giocatore come Nainggolan, mentre quella di Allegri ha puntato tutto su Tevez. Il primo è un centrocampista che si può allineare al gioco della squadra aumentandone ritmo e intensità; il secondo è un campione che può risolvere situazioni difficili. Un altro Ibra, anche se di dimensioni ridotte. Sarebbe interessante scoprire il calcio di Conte con Ibrahimovic in organico. Lo vorrebbe al servizio della squadra o invece, come fa Allegri, vorrebbe una squadra a suo servizio?

Alberto Polverosi
3
  1. FronteDelPorto Scrive:
    31/01/2012 12:08:16

    Il Milan è IBRA-dipendente!
    C'è solo IBRA che fa gol, che li fa fare, che tiene palla e fa salire la squadra, va pure a difendere di testa sugli angoli contro!
    Al solo pensiero che era della JUVE quando fu scoperto e portato in Italia, vincendo sul campo i suoi due primi Scudetti...(solo perchè era una super squadra e non certo per le telefonate presunte agli arbitri, lo sanno tutti) mi vengono i brividi!
    Oggi la JUVE è una squadra con un grande gioco!

  2. angel_001 Scrive:
    31/01/2012 09:32:29

    Verissimo..per questo preferisco di gran lunga il gioco della Juventus, se al milan per una partita i suoi maggiori talenti giocano male è finita..

  3. grandejuve97 Scrive:
    31/01/2012 06:13:56

    e meno male che la juve ha piu uomini squadra altrimenti se ti si infortunia ibra so guai,bisognerebbe far male ad ibra XD scherzo ovviamente
    comunque noi cominceremo a perdere punti,e il milan andrà in volata fino alla fine del campionato,metterei la firma per il secondo posto ma ho timore che neanche quello becchiamo

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