Doni interrogato per 2 ore. Pm favorevole ai domiciliari

Secondo quanto dichiarato dal legale del giocatore, Salvatore Pino, la posizione del suo assistito "si è notevolmente ridimensionata. Ci sono dei fatti di cui sono state fornite delle spiegazioni e dalle quali si evince il ridotto apporto che il mio assistito ha avuto nella vicenda»

venerdì 23 dicembre 2011

CREMONA - Cristiano Doni parla, spiega, ammette in parte e per lui potrebbero aprirsi le porte del carcere di Cremona dove si trova da lunedì scorso, quando è stato arrestato per l'inchiesta sulle partite truccate. Dopo l'interrogatorio di garanzia conseguente al suo arresto, infatti, il procuratore della Repubblica Roberto Di Martino ha concesso il parere favorevole, per Doni e altri indagati, alla concessione degli arresti domiciliari. Il capitano dell'Atalanta è rimasto quasi due ore davanti al gip cremonese Guido Salvini e al procuratore Di Martino per raccontare quanto è successo in occasione di Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso, Ascoli-Atalanta del 12 e Padova-Atalanta del 26 dello stesso mese, tutte dell'ultimo campionato. Per dirla con il suo avvocato, Salvatore Pino, Doni ha ammesso il suo interessamento alla prima partita, ha fatto dei "distinguo" riguardo la seconda, "non è stato in grado di riferire alcunchè" riguardo a Padova-Atalanta. L'idolo (forse ex) dei tifosi nerazzurri ha anche motivato la sua offerta di pagare parte della parcella dell'avvocato che difendeva nel processo sportivo il suo amico Nicola Santoni, ex preparatore atletico dei portieri di Ravenna e suo coindagato. Non un tentativo di zittire Santoni che, stando alle intercettazioni, mostrava nervosismo in vista del processo sportivo, ma l'intenzione di "aiutare un amico in difficoltà".

«RESPONSABILITA' DONI ESCONO AFFIEVOLITE» - Ha anche cercato di fornire giustificazioni riguardo a quella scheda telefonica romena che, secondo l'accusa, gli serviva per stare al riparo delle intercettazioni. L'impianto accusatorio generale, secondo l'avvocato Pino, "ne esce rafforzato" ma la posizione personale di Doni, e le sue responsabilità, "ne escono affievolite", tanto che il legale ha presentato un'istanza di scarcerazione che ha avuto il nulla-osta dalla Procura. Le speranze che Doni possa trascorrere il Natale a casa o in libertà piena sono alimentate anche dal gip Salvini: "Abbiamo avuto conferme di quasi tutti gli episodi contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare - ha detto il magistrato dopo l'interrogatorio di Doni -. I difensori stanno presentando istanze che saranno valutate". Per Salvini, dagli interrogatori sono emersi "risultati positivi non solo per chi segue le indagini ma anche per chi segue il calcio e spera che questo non sia più protagonista della cronaca giudiziaria". Doni, forse già domani a casa o libero, ma anche dalla giustizia sportiva arrivano richieste di saldare il conto. Entro il 5 gennaio, sia il calciatore sia l'Atalanta (di cui Doni non ha parlato nell'interrogatorio di garanzia), sono chiamati a presentare una memoria difensiva sugli ultimi sviluppi dell' inchiesta sulle scommesse al Tnas, il tribunale arbitrale dello sport. L'organismo arbitrale presso il Coni vuole infatti sapere se la fase 2 dell'inchiesta di Cremona abbia "impatto sui procedimenti arbitrali ed eventualmente su un'eventuale riapertura della fase istruttoria".

CONCESSI ALTRI ARRESTI DOMICILIARI - Oltre a Doni, il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino ha dato il parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per l'ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni, l'amico e socio in affari di Doni, Antonio Benfenati e per il calciatore Filippo Carobbio. Tutti erano stati arrestati lunedì scorso per la vicenda delle partite truccate di cui si occupa la Procura di Cremona. Il capitano dell'Atalanta Cristiano Doni, nel corso dell'interrogatorio di oggi davanti al gip di Cremona, è apparso "profondamente dispiaciuto per l'Atalanta, i suoi tifosi e la sua famiglia". A riferirlo è stato il suo legale, Salvatore Pino. "È davvero addolorato - ha detto Pino - perchè sono cose a cui tiene tantissimo".

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