Bologna, Colomba sbotta
«Contratto ok? Mai detto»

L’allenatore rossoblù irritato per il prolungarsi della questione-rinnovo: «Non è che la faccenda non mi interessa: non mi interessa parlarne ora»

BOLOGNA, 1 aprile - Alla fine dell’amichevole, oltre la rete di recinzione del campo di Casteldebole, nell’allegra confusione dei bambini delle scuole calcio rossoblù, Franco Colomba risponde piccato ad una sola domanda, e non poteva che essere quella. Il contratto, ebbene sì. Un mese fa sembrava tutto fatto, gli viene chiesto. «Ma chi lo diceva? Chi diceva questo? Non certo io». Puntualizzazione legittima di una persona perbene. Non ero io che dicevo adesso Colomba firma. Non era lui, in effetti. Il tempo è passato, e siamo ancora qui a rimandare («Dopo Palermo chiuderemo per Colomba», aveva fatto sapere la società dopo il primo rinvio, alla vigilia del trittico delle tre sconfitte) un contratto che s’ha da fare. O no? Il dubbio viene a galla. E per ora lì resta. «Non è che il contratto non mi in­teressa - spiega - è che non mi interessa parlarne ora». Il livello di sopportazione del tecnico comincia ad abbassarsi? Forse sì, forse si è stancato del tira e molla.

Ma c’è un finale di stagione da chiudere con una salvezza antici­pata, per esempio. Il dg Baraldi l’altro ieri aveva fissato il 25 aprile (Bologna-Parma) come giornata della liberazione rossoblù. Colomba invece spera che ciò avvenga prima («Proviamoci almeno») e intanto preferisce concentrarsi sulla partita di sabato. Va a San Siro senza Mudingayi (squalificato) e Moras (infortunato), e cercherà di frenare la caduta («Ma il vero punto perso è quello di Siena, le altre sono sconfitte che ci possono stare») di una squadra che comincia a scorgere in lontananza la sagoma delle avversarie. Atalanta-Siena in programma sabato vale anche per il campionato rossoblù, anche se Colomba smussa: «Ma no, la salvezza dipende solo da noi. Cercheremo di invertire la tendenza. È una partita difficile, ma io per perso non do mai niente. Su cosa lavoro per riprendere a correre? Si tutto, sulla testa, sulle motivazioni, sulla condizione».

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Furio Zara
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