Baraldi: «Arbitri, il Bologna
merita ben altro rispetto»

Il dg rossoblù: «Momento delicato della stagione. Dobbiamo fare gruppo e remare tutti dalla stessa parte per ottenere questo traguardo. La prima tappa sarà vincere contro il Parma. Sappiamo che non è facile arbitrare, ma gli errori a nostro discapito si stanno accentuando»
BOLOGNA, 20 aprile - «Tutti uniti per la salvezza». E' questo il messaggio del direttore generale del Bologna, Luca Baraldi, in vista dell'ultima parte di campionato. Quattro partite nelle quali la squadra dovrà fare gruppo e dare il tutto per tutto per restare nella massima serie. «Dopo aver conquistato risultati e punti importanti, ora siamo in una situazione di grande rischio, quello della retrocessione -dice Baraldi- è questo il momento in cui ognuno deve ragionare non per sé ma per ventisette, tanti quanti sono i nostri giocatori, perché il calcio è un gioco collettivo, nel quale il singolo mette a disposizione del gruppo il proprio talento; tutti hanno pari dignità e sono ugualmente importanti, chi gioca di più e chi di meno, siamo tutti importanti allo stesso modo e nessuno indispensabile, l'allenatore può scegliere fra tutti e tutti devono essere pronti alla chiamata, dal punto di vista mentale. Chi va in campo deve avere tempra, coraggio, non deve avere paura di niente: in situazioni come questa, fa la differenza, assieme alle motivazioni».
PRIMA TAPPA - La prima "tappa" verso la salvezza è il derby col Parma. «Abbiamo tante ragioni per vincere contro il Parma, io ne sottolineo tre -prosegue il dg- Vincendo domenica prossima, è come se nel Giro d'Italia vincessimo una tappa dolomitica, riuscendo quindi a staccare gli avversari di qualche secondo o qualche minuto, avendo la chance di arrivare primi al traguardo finale. Secondo, bisogna riscattare le ultime prestazioni che non hanno esaltato la nostra gente: sentiamo il desiderio di far vedere che siamo quelli di febbraio e marzo. Infine, c'è da prenderci una grande rivincita dopo lo spareggio salvezza del 2005, una retrocessione non meritata che brucia ancora nel cuore e nell'anima di tutti. Per il futuro del Bologna, immediato e prospettico, quello di domenica è quindi un appuntamento da non mancare».
QUESTIONE ARBITRI
- In conclusione Baraldi si sofferma sulla questione arbitrale: . «E' arrivato il momento di aprire questo capitolo perché nelle ultime domeniche si sono concentrate alcune disattenzioni verso la nostra squadra, il che ha disturbato me, la società e tutto l'ambiente. Abbiamo quindi ripercorso il nostro campionato, a partire dalla gara d'andata contro il Parma, quando subimmo un'espulsione (con rigore), passando per Firenze (ci era stato assegnato dall'arbitro un rigore, poi cancellato dal guardalinee) e dalla partita contro la Juventus (il loro gol viziato da in palese controllo con la mano, nel momento in cui noi li stavamo travolgendo), fino alla gara di Palermo (il rigore platealmente inesistente assegnato sull'1-1 ha aperto la strada alla loro vittoria) e agli ultimi episodi con Lazio (mancata espulsione di Dias che andava sicuramente sanzionato, secondo gol laziale con fuorigioco e rigore su Gimenez non assegnato) e Udinese (non sanciti il fallo da espulsione su Zalayeta e il rigore su Raggi: potevano cambiare l'esito della gara)». «Sono episodi da cinque-sei punti che oggi peserebbero molto sulla nostra classifica -prosegue Baraldi-. Non ne avevamo parlato pubblicamente perché avevamo fatto un accordo in Lega con la classe arbitrale secondo cui di queste cose avremmo discusso privatamente: sinora abbiamo preferito collaborare e mantenere questo impegno, a differenza di altre società. Non vorrei però che la nostra onestà passasse per ingenuità, che questo nostro responsabile rispetto delle regole avesse fatto pensare a qualcuno che "tanto il Bologna non dice niente". Noi continueremo sulla nostra strada di collaborazione, sapendo che non è facile arbitrare, specialmente in questo momento storico del nostro calcio, ma chiediamo rispetto e apertura a discutere in modo chiaro, siccome vediamo che gli errori a nostro discapito si stanno accentuando». «Questa riflessione pubblica -conclude- vuole far passare un segnale chiaro: queste cose le abbiamo viste ed è venuto il momento di parlarne».

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