Bologna, in 9 rischiano per i permessi ztl

È questo l'ultimo sviluppo dell'inchiesta condotta dal Procuratore aggiunto del capoluogo emiliano Valter Giovannini che aveva già portato a scoprire che le targhe di alcuni giocatori del Bologna sono legate a permessi handicap

BOLOGNA, 3 giugno - Permessi da residente temporaneo in centro città dubbi (cioè privi della necessaria documentazione) per poter così parcheggiare nell'area ztl, senza incorrere nelle multe, sarebbero stati esposti sulle auto di otto-nove calciatori rossoblù e di alcuni loro familiari. È questo l'ultimo sviluppo dell'inchiesta condotta dal Procuratore aggiunto del capoluogo emiliano Valter Giovannini che aveva già portato a scoprire che le targhe di alcuni giocatori del Bologna sono legate a permessi handicap. Ma, visto che con la targa legata al pass invalidi si può solo accedere in centro senza poter parcheggiare, i giocatori si sarebbero dotati anche del contrassegno di residente temporaneo, in linguaggio burocratico definito 't7'. Non c'è, allo stato, nessuna nuova iscrizione sul registro degli indagati (fino ad ora tra i calciatori è indagato solo Marco Di Vaio per una vicenda di multe cancellate), anche se potrebbero essere imminenti. A seconda di quello che viene definito l'elemento psicologico del reato, se viene constatata la buona fede non ci sarà l'iscrizione, altrimenti potrebbe essere ipotizzato il concorso della formazione della falsa certificazione. I permessi sospetti, scovati dagli investigatori della Polizia Municipale, riguardano Viviano, Portanova, Mutarelli, Mudingayi, Morleo, Esposito, Moras, Di Vaio e Paonessa (quest'ultimo passato al Cesena). L'unica posizione che - in base alla carte - potrebbe risultare giustificata è quella di Di Vaio e di sua moglie visto che aveva attivato una pratica di residenza temporanea. Quindi la sua posizione viene verificata meglio. Per gli altri, peraltro residenti quasi tutti in centro, non sono state trovate le pratiche. Un paio, Viviano e Mudingayi le hanno avviate ad aprile, lo stesso mese in cui è scoppiato il caso pass invalidi.
 
L'INCHIESTA - Il 't7' ha durata di tre mesi e può essere rinnovato. Secondo la prassi, dopo le verifiche, se c'è esito positivo, viene dato il contrassegno 'R' di residente che vale un anno. Se però non viene avviata la domanda, anche se si abita in centro non si può accedere (ma nel caso dei giocatori c'è la targa legata al pass invalidi) e non si può parcheggiare. Per molti rossoblù con il t7 non risulta attivata o in essere - negli atti dell'indagine - la procedura di residenza temporanea o definitiva. Viviano la pratica di residenza temporanea l'ha avviata il 14 aprile (lo stesso Viviano è stato il primo ad essere interrogato in Procura il 20 aprile). Mutarelli ha avuto la residenza scaduta a gennaio 2010 ma gli sarebbero stati rilasciati ulteriori permessi. Mudingayi ha attivato la pratica il 28 aprile. Ad Esposito sono stati rilasciati per la sua Audi tre t7 emessi a nome di Portanova. Paonessa ha avuto 2 t7 dopo essere andato via da Bologna. Morleo avrebbe permessi t7 intestati ad un dipendente della Coopertone, la cooperativa che ha avuto in appalto da Atc, l'azienda dei trasporti pubblici, il rilascio dei permessi. È lo stesso dipendente già indagato per corruzione nella prima tranche dell'inchiesta, quella in cui emersero pass invalidi dati ad automobilisti (non calciatori del Bologna) che non ne avevano diritto. E sempre lui aveva inserito nel sistema alcune targhe per conto di Marilena Molinari, la disabile titolare del permesso handicap a cui sono collegate le auto di alcuni giocatori del Bologna e che 'e indagata con Di Vaio per le multe. La donna sbriga pratiche per i giocatori. Il legale della donna, l'avv. Gabriele Giorgi, ha precisato: «Marilena non è amica o in contatti subdoli o fraudolenti con questi personaggi della Coopertone. Li conosce solo perchè è una utente che andava allo sportello, sia per il suo permesso handicap sia perchè curava le pratiche per i giocatori». Per l'impiegato, già indagato per corruzione per atti contrari al suo dovere e falso in certificazione e truffa ai danni del Comune di Bologna, potrebbe profilarsi una ulteriore accusa di falso in certificazione. E comunque sarebbero almeno quattro gli impiegati della Coopertone ad aver rilasciato i permessi t7. Gli investigatori nella sede della Coopertone hanno trovato faldoni con la scritta t7, ma vuoti. L'ipotesi è che gli incartamenti siano finiti in quelli portati via dalla sede della Coop, in via Saliceto, scena che venne ripresa da un sistema di videosorveglianza interno.

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  1. vricillo Scrive:
    04/06/2011 22:40:48

    @realvillaarzilla
    odio tutti quelli che se ne approfittano delle disgrazie altriu, e sopratutto chi "non può permettersi" di fare quello che vuole solo per il fatto che si chiama Di Vaio. Non odio Bologna .....ci vivo!!

  2. rececco74 Scrive:
    04/06/2011 10:04:29

    A mia madre invalida al 100% due ictus pregressi, fibrillazione atriale ipertensione grave 2 protesi acustiche bronchite cronica 82 anni fino a un paio di anni fa otteneva un pass annuale ( pagando per varie gabelle circa 50 euro annui con pensione al minimo) ora non glielo danno più poichè non ha nulla alle gambe! (vive a Roma)

  3. rececco74 Scrive:
    04/06/2011 10:04:28

    A mia madre invalida al 100% due ictus pregressi, fibrillazione atriale ipertensione grave 2 protesi acustiche bronchite cronica 82 anni fino a un paio di anni fa otteneva un pass annuale ( pagando per varie gabelle circa 50 euro annui con pensione al minimo) ora non glielo danno più poichè non ha nulla alle gambe! (vive a Roma)

  4. realvillaarzilla Scrive:
    03/06/2011 23:22:46

    @vricillo non penso sia colpa del bologna...
    Vanno condannati quelli che hanno sbagliato... compresi quelli che si fanno corrompere...

  5. vricillo Scrive:
    03/06/2011 19:04:43

    complimenti a questa gente di m.......!! tanto bravi a criticare guadagnano miliardi e non vogliono mai pagare. Spero che il Bologna sparisca da tutti i campionati Italiani. P.S. spero che almeno questo messaggio me lo pubblicate.

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