Cagliari-Bastia finisce
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La scintilla, anche secondo una ricostruzione dei protagonisti a fine gara, è stata uno spintone ai danni del cagliaritano Jeda, al '74. Da lì è nato il parapiglia: Larrivey, appena ha visto il compagno di squadra in difficoltà, è subito intervenuto per dargli una mano e riportare la calma. Ma non c'è stato verso: diversi giocatori sono rimasti coinvolti nella zuffa e l'arbitro ha detto stop al match

CAGLIARI, 28 luglio - Troppe botte, "amichevole" estiva terminata con un quarto d'ora d'anticipo. È finita così tra Cagliari e Bastia, prima divisione francese, due squadre che non avevano nessun motivo per farsi male - non si sono mai incontrate in gare ufficiali e tra Sardegna e Corsica non c'è mai stata rivalità - e che invece se le sono date di santa ragione in un tranquillo mercoledì di mezza estate a Villacidro, a una trentina di chilometri dal capoluogo.

Maxi-rissa sì. Una partita subito calda, con le contestazioni di una parte della tifoseria a Marchetti, rimasto ad Assemini per un affaticamento (in porta c'era Agazzi). Poi i supporters si sono calmati e invece il fuoco si è acceso in campo. La scintilla, anche secondo una ricostruzione dei protagonisti a fine gara, è stata uno spintone ai danni del cagliaritano Jeda, al '74. Da lì è nato il parapiglia: Larrivey, appena ha visto il compagno di squadra in difficoltà, è subito intervenuto per dargli una mano e riportare la calma. Ma non c'è stato verso: diversi giocatori sono rimasti coinvolti nella zuffa che stava diventando ormai una caccia all'uomo e il direttore di gara, Lobina, ha detto stop al match. Una partita molto accesa fin dal primo tempo: l'arbitro era stato costretto a cacciare dal campo il corso Lanzini intorno alla fine della prima frazione di gioco. Anche in quel caso c'era stata una breve interruzione dopo alcune scaramucce tra giocatori.
 
Nella ripresa, arrivato l'okay di arbitro e Cagliari, il Bastia era tornato in campo in undici uomini, giusto per non rovinare il test a tutte e due le squadre. E la partita dopo i gol di Matri (nel primo tempo) e la doppietta di Ragatzu, sembrava avviarsi tranquillamente verso il 3 a 0 finale per la squadra di Bisoli. Come una normale amichevole che si rispetti. Pace fatta? Neanche per idea. La tregua è durata sino al fallo su Jeda che ha scatenato il finimondo. Il Cagliari è tornato negli spogliato quasi subito, mentre il pubblico attendeva il ritorno in campo delle squadre. Ma l'arbitro aveva già deciso: fine del match. Sabato è in programma la seconda partita delle amichevoli sull'asse Sardegna-Corsica: ad Arbus contro il Cagliari giocherà l'Ajaccio.

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