È l’estate delle risse: dopo
il Cagliari tocca al Catania

Amichevole dei rossazzurri contro l’Iraklis a Pinzolo: l’arbitro costretto a mandare tutti negli spogliatoi al 71’ per un violento litigio tra i giocatori delle due squadre. Era già successo con i sardi contro il Bastia. Il rammarico di Giampaolo: «Non doveva succedere, non ci sono alibi»
PINZOLO, 30 luglio - Le amichevoli estive con rissa stanno diventando una brutta abitudine. Dopo il Cagliari con il Bastia, oggi è stata la volta del Catania con i greci dell’Iraklis. Dopo un primo tempo all’insegna della normalità, con i rossazzurri passati in vantaggio al 23’ con Simone Pesce, al 71’ succede di tutto. Qualche intervento duro di troppo da una parte e dall’altra fa scaldare gli animi. E quando l’arbitro espelle Barrientos parte un infuocato confronto a centrocampo tra i giocatori delle due squadre. D’accordo con i capitani e con gli allenatori, il direttore di gara decide che è meglio finirla lì, mandando tutti negli spogliatoi.
«Non doveva accadere - dice alla fine il tecnico del Catania Giampaolo -. Non ci sono alibi. A prescindere dalle responsabilità bisognava tenere presente, da parte nostra, che l’obiettivo finale era quello di completare la partita e di conseguenza questa fase di lavoro. La sospensione rappresenta una sconfitta per tutti. Peccato». Per quanto riguarda la prova dei suoi prima del parapiglia finale e, più in generale, della condizione della squadra al termine del ritiro di Pinzolo, ecco il giudizio di Giampaolo: «Stiamo crescendo. Sono soddisfatto del lavoro fin qui svolto». Nel week end il Catania sarà a riposo. Il lavoro riprenderà lunedì ad Assisi.

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