Appiah: «La mia infanzia
nell'Africa più povera»

Il centrocampista ghanese del Cesena racconta gli inizi della sua carriera calcistica: «Quando il mio maestro ha scoperto che preferivo il pallone allo studio mi ha frustato»
CESENA, 19 settembre - Stephen Appiah può considerarsi un uomo fortunato. Cresciuto nella povertà più assoluta in Ghana, è diventato un calciatore di altissimo livello. Oggi è uno dei protagonisti della favola Cesena, prima nella classifica di serie A dopo tre giornate. Ma il successo non gli ha fatto dimenticare le sue origini. In un’intervista alle “Iene” che sarà trasmessa domani sera alle 21.10 su Italia 1, il centrocampista racconta i difficilissimi inizi della sua carriera calcistica.
«Io andavo a scuola senza soldi - racconta -. Un giorno un mio amico molto ricco mi ha detto: “Se scappi da scuola e vieni a giocare a pallone con me, ti offro il pranzo”. Io ho risposto: “Oh, il pranzo. Devo approfittarne”. Quando il maestro ha scoperto che andavo a giocare a calcio invece di andare a scuola mi ha messo su un tavolo e mi ha frustato».
«La mia squadra era povera - aggiunge - giocavamo con le fasce ai piedi. Com’è stato passare dalle fasce alle scarpe con i tacchetti? Quando calciavo pensavo che volevo sentire la palla con il piede come quando calciavo con i piedi nudi. Però quando correvo non sentivo le pietre e dopo l’allenamento io sentivo i piedi rilassati e puliti».
«Quando sono arrivato in Italia - prosegue - non conoscevo il cibo, mi hanno portato gli spaghetti, non riuscivo a usare la forchetta,ogni volta che provavo a metterli in bocca mi scivolavano dalle mani e non riuscivo neanche con le mani. Anche la pizza non mi piaceva. Mangiavo gelato e biscotti».
«Alla Juve com’è andata? - conclude - Mi ricordo che dopo il primo allenamento siamo andati a cena e Buffon per prendermi in giro ha detto: “Abbiamo il nuovo magazziniere, tu che ci fai qua? Presentati!”. E io, che sono un ragazzo a cui piace scherzare, ho risposto: “Amico invece di parlare vammi a fare un insalata senza pomodoro e cipolla, però metti il tonno”. E tutti, anche Lippi e il signor Moggi, proprio tutti, si sono messi a ridere».
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Daniele83ROMA Scrive:
20/09/2010 15:45:29Per uno che ce l'ha fatta, chissà quanti altri ragazzi sono rimasti là, in quel mondo di povertà...
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Savox90 Scrive:
20/09/2010 15:27:22Grande Stephen...bravo centrocampista e grande persona, mi dispiace che per quell'incidente in Turchia hai rischiato la vita e la carriera, e ancora ti porti i segni dietro...buona fortuna
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dejan10 Scrive:
20/09/2010 14:28:28Grandissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!

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